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Emilio ed io

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Emilio ed io



pubblicata da Elisa Vidussi il giorno mercoledì 8 aprile 2009 alle ore 21.40


Non so quanto la saliva sia importante nel rapporto tra due persone, solitamente è ininfluente, ma tra Emilio ed io la saliva è stata determinante. Perché contro quella saliva che fluiva libera dalle sue labbra abbiamo lottato insieme, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Quella saliva, misura di tutte le cose, dello star bene e dello star male, della speranza e della disperazione, della consapevolezza e della confusione.
Ci mettevamo di fronte, Emilio ed io, e costruivamo il nostro rapporto, quando la battaglia contro la saliva era vinta, gioivamo insieme, quando era persa, portavamo insieme il peso del fallimento. I fazzoletti di carta si ammonticchiavano nel cestino, certe volte, dentro di me, un senso di repulsione per tutta quella vischiosità, quella sostanza mai doma, anarchica, che ci comunicava ininterrottamente la gravità della sua malattia. Spesso si ficcava un fazzoletto in bocca, arrivava con una mascherina, gentilmente ma con fermezza glieli toglievo, avevo vinto la mia personale battaglia contro la sua saliva ed ecco aprirsi dalle sue labbra il sorriso: radioso, ironico, pieno di vita, era un’incitazione ad andare avanti, a sperare ancora.
Abbiamo sperato anche quando le palpebre si chiudevano e non volevano più riaprirsi, in un buio inquietante, premonitore e stargli vicino era solo sofferenza, quando si riaprivano quegli occhi esprimevano una consapevolezza così profonda che c’invadeva completamente, senza scampo, un verdetto atroce ma vero e stargli vicino era non solo un dovere ma il senso profondo del nostro lavoro, la cura che guida i nostri gesti, le nostre parole, il rispetto per i sentimenti, l’emozione che nasce da un grazie sussurrato all’unisono, l’esserci comunque pur sapendo che tra non molto quelle palpebre non si sarebbero riaperte più.

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Commenti

  1. L'avatar di jeanne
    è molto commovente