Scritto di getto nel 1509 a casa di Tommaso Moro (a cui è dedicato): l'Elogio è proprio una magistrale lezione di morale, di comportamento, di etica e di vita, condotta sul filo della satira con un estro che brilla fin dalla prima riga, non appena la Follia comincia a raccontare.
Si proclama figlia di Pluto, dio della Ricchezza, e di Neotete ninfa della Giovinezza. Allattata da altre due ninfe, l'Ebrezza e L'Ignoranza, e oltre tutto figlia illegittima, nata non da un legittimo matrimonio ma da un semplice amplesso amoroso.
Con in testa un berretto a sonagli la Follia parla e straparla, motteggia, ride e gesticola, circondata da compagnie spensierate, altre ninfe ancora: l'Adulazione, la Presunzione, l'Oblio, la Pigrizia, il Piacere, la Dissenatezza, L'Allegria, la Mollezza e il Sonno. Molti vizi e rare virtù? Paradossale, ma non troppo, perché la lezione di Erasmo alla fine è la seguente: non è la ragione a muovere il mondo, ma la passione, la sfida, anche la più insensata, e anche a costo di rovinose cadute. La stessa umanità, scrive Erasmo da dove sbuca? Non dalla testa o da altre parti nobili del corpo, ma da organi che non si possono nominare in un salotto beneducato.
Dunque fantasia, spontaneità, coraggio e persino incoscienza. Questa è la parte che più seduce i contemporanei.
La Follia di Erasmo ha più di un volto e molti seguaci. In particolare uno, il più pazzo di tutti secondo l'olandese, Gesù Cristo quando decise di assumere spoglie umane. E da allora altri pazzi come lui, cioè i cristiani, quelli veri che regalano i loro beni ai poveri, che porgono l'altra guancia e via dicendo. E' un passaggio chiave che introduce i capitoli contro il malcostume del potere. Erasmo sferza senza riguardo cardinali vescovi e preti (anche lui lo era) e, a catena, imperatori, re principi e tutti coloro che si spacciano per potenti, giusti, buoni, sapienti e intelligenti (e qui chissà perché mi vien da pensare ai nostri politici), ma che in realtà si arricchiscono ingannando il prossimo. Sempre follia, ma stavolta a fin di male. Un bel catalogo. Sta a vedere che hanno ragione i matti del manicomio quando dicono che i matti autentici non sono dentro ma fuori.



R E G I S T R A T I al forumlibri
LinkBack URL
About LinkBacks
Rispondi citando






Segnalibri