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Discussione: Incipit

  1. #91
    Senior Member
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    Genova
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    Predefinito La casa del sonno - Coe

    Era l'ultima lite, almeno questo era chiaro. Ma benché l'avesse presentita da giorni e forse da settimane, nulla poteva placare l'ondata di rabbia e risentimento che gli stava montando dentro. Era lei dalla parte del torto, e s'era rifiutata di ammetterlo. Ogni argomento che lui aveva provato a opporre, ogni suo tentativo di mostrarsi conciliante e ragionevole gli era stato distorto, contorto e ribaltato contro. Come s'era permessa di tirare in ballo la serata – del tutto innocente – che lui aveva passato con Jennifer alla Mezzaluna? Come s'era permessa di definire "penoso" il suo regalo e di sostenere che aveva un'aria "sfuggente" quando glielo aveva dato? E come s'era permessa di tirare in ballo sua madre – sua madre, proprio così – accusandolo di andarla a trovare troppo spesso? E con l'aria poi di trarne conclusioni sulla sua maturità; peggio, sulla sua mascolinità...

  2. #92
    Balivo di Averoigne
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    Kahora
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    Predefinito

    1984 - G.Orwell
    Accabadora – M.Murgia

    Alla ricerca del tempo perduto – M.Proust
    Anna Karenina – L.Tolstoj
    Baudolino – U.Eco
    Bel-Amì – Guy de Maupassant
    Cent’anni di solitudine - G.G.Marquez
    Cecità – J.Saramago
    Che tu sia per me il coltello – D.Grossman
    Cose preziose – S.King
    Cronaca di una morte annunciata – G.G.Marquez
    Delitto e castigo – F.Dostoevskij
    Demian - H.Hesse

    Dona Flor e i suoi due mariti – J.Amado
    Don Chisciotte della Mancia – M. de Cervantes
    Epopea di Gilgamesh
    Fahrenheit 451 - R.Bradbury
    Follia – P.McGrath

    Foto di gruppo con signora – H.Boll
    Furore – J.Steinbeck
    Germinal - E.Zola

    Grandi speranze – C.Dickens
    I fratelli Karamazov – F.Dostoevskij
    I lavoratori del mare – V.Hugo
    I milanesi ammazzano al sabato - G.Scerbanenco
    I miserabili - V.Hugo

    I promessi sposi – A.Manzoni
    I tre moschettieri - A.Dumas

    Il barone rampante – I.Calvino
    Il castello dei destini incrociati– I.Calvino
    Il cavaliere inesistente– I.Calvino
    Il deserto dei tartari– D.Buzzati
    Il giorno prima della felicità – E. De Luca
    Il giovane Holden – J.D.Salinger
    Il maestro e Margherita - M.Bulgakov
    Il nostro comune amico
    - C.Dickens
    Il processo
    - F.Kafka

    Il profumo – P.Suskind
    Il ritratto di Dorian Gray – O.Wilde
    Il rosso e il nero - Stendhal
    Il ventre di Parigi – E.Zola
    Illusioni perdute - H. de Balzac

    Io, robot - Isaac Asimov
    It – S.King
    L'ombra del vento - C.L.Zafon
    L’uomo che ride – V.Hugo

    L’uomo senza qualità – R.Musil

    La camera azzurra
    - G.Simenon

    La casa degli spiriti – I.Allende
    La casa del sonno - J.Coe

    La concessione del telefono – A.Camilleri
    La Divina Commedia - Dante

    La donna della domenica – Fruttero e Lucentini
    La fattoria degli animali – G.Orwell
    La giornata d'uno scrutatore - I.Calvino
    La luna e i falò - C.Pavese

    La metamorfosi – F.Kafka
    La mia Africa – K.Blixen
    La storia – E.Morante
    La versione di Barney – M.Richler
    Le avventure di Pinocchio – C.Collodi
    Le cosmicomiche (La distanza dalla luna) - I.Calvino

    Le notti bianche – F.Dostoevskij
    Lo straniero – A.Camus
    Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte - M.Haddon
    Lamento di Portnoy - P.Roth
    Lettera a un bambino mai nato – O.Fallaci
    Marcovaldo - I.Calvino

    Memorie dal sottosuolo – F.Dostoevskij
    Moby Dick – H.Melville
    Oblomov – I.Goncarov
    Olive comprese – A.Vitali
    Opinioni di un clown – H.Boll
    Orgoglio e pregiudizio – J.Austen
    Pastorale americana - P.Roth

    Paula – I.Allende
    Se una notte d'inverno un viaggiatore – I.Calvino
    Siddharta - H.Hesse
    Splendori e miserie delle cortigiane - H. de Balzac
    Tre uomini in barca - Jerome K. Jerome

    Trilogia della città di K
    – A.Kristof
    Uno, nessuno, centomila - L.Pirandello

    Via Katalin - M.Szabo

  3. #93
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    Lazarillo di Tormes di Anonimo

    Ritengo giusto, io, che cose di tanta importanza, e magari mai viste nè udite, giungano alla conoscenza di molti e non rimangano sepolte nella tomba dell'oblio, poiché può darsi che qualcuno, leggendole, trovi qualcosa di suo gusto, e che dilettino chi non approfondisca troppo. A questo proposito Plinio dice che "non c'è libro, per cattivo che sia, che non abbia in sè qualcosa di buono"; soprattutto se si considera che non tutti i gusti sono uguali, e ciò che a uno non piace può sembrare prelibato a qualcun altro; così vediamo che cose disprezzate da alcuni non lo sono affatto da altri. Da ciò deriva che nulla dovrebbe essere buttato via o lasciato andare in rovina, a meno che non fosse assolutamente detestabile, ma anzi dovrebbe essere comunicato a tutti, specialmente qualora non fosse di alcun pericolo e, al contrario, se ne potesse trarre un qualche frutto. Se non fosse così, infatti, ben pochi scriverebbero solamente per uno, perché non lo si fa senza fatica, e quelli che lo fanno vogliono essere compensati, non con denaro, ma con la speranza che le loro opere siano conosciute e lette e, se lo meritano, lodate. E a questo proposito Tullio dice: "La gloria dà vita alle arti".

  4. #94
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    Il senso di Smilla per la neve - Peter Høeg

    C’è un freddo straordinario, 18 gradi Celsius sotto zero, nevica, e nella lingua che non è più mia la neve è qanik, grossi cristalli quasi senza peso che cadono in grande quantità e coprono la terra con uno strato di bianco gelo polverizzato.
    L’oscurità di dicembre sale dalla fossa che sembra illimitata come il cielo che ci sovrasta. In questa oscurità i nostri volti sono solo dischi di pallida luce, ma riesco ugualmente a percepire la disapprovazione del pastore e del becchino per le mie calze nere a rete e per i gemiti di Juliane, peggiorati dal fatto che stamattina ha preso l’Antabuse e ora affronta il dolore quasi sobria. Pensano che io e lei non abbiamo rispettato il tempo né la tragica situazione. La verità è che le calze e le pillole sono, ognuna a modo suo, un omaggio al freddo e a Esajas.

  5. #95
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    Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno

    Per arrivare fino in fondo al vicolo, i raggi del sole devono scendere diritti rasente le pareti fredde, tenute discoste a forza d'arcate che traversano la striscia di cielo azzurro carico.
    Scendono diritti, i raggi del sole, giù per le finestre messe qua e là in disordine sui muri, e cespi di basilico e di origano piantati dentro pentole ai davanzali, e sottovesti stese appese a corde; fin giù al selciato, fatto a gradini e a ciottoli, con una cunetta in mezzo per l'orina dei muli.

  6. #96
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    Berlin Alexanderplatz - Alfred Doblin


    " Questo libro racconta la vita di Franz Biberkopf di Berlino, ex cementiere e facchino. E' stato dimesso dal carcere dove l'avevano rinchiuso per vecchie colpe, torna a Berlino e si propone di vivere onestamente.
    Da principio ci riesce. Ma in seguito, sebbene le cose non gli vadano troppo male, si trova preso in una vera e propria lotta con qualche cosa che viene dal di fuori, che è imponderabile e che ha tutta l'aria di un destino. "

  7. #97
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    Predefinito La strada - Cormac McCarthy

    Quando si svegliava in mezzo ai boschi nel buio e nel freddo della notte allungava la mano per toccare il bambino che gli dormiva accanto. Notti più buie del buio e giorni uno più grigio di quello appena passato. Come l'inizio di un freddo glaucoma che offuscava il mondo. La sua mano si alzava e si abbassava a ogni prezioso respiro. Si tolse di dosso il telo di plastica, si tirò su avvolto nei vestiti e nelle coperte puzzolenti e guardò verso est in cerca di luce ma non ce n'era. Nel sogno da cui si era svegliato vagava in una caverna con il bambino che lo guidava tenendolo per mano. Il fascio di luce della torcia danzava sulle pareti umide piene di concrezioni calcaree. Come viandanti di una favola inghiottiti e persi nelle viscere di una bestia di granito. Profonde gole di pietra dove l'acqua sgocciolava e mormorava. I minuti della terra scanditi nel silenzio, le sue ore, i giorni, gli anni senza sosta. Poi si ritrovavano in una grande sala di pietra dove si apriva un lago nero e antico. E sulla sponda opposta una creatura che alzava le fauci grondanti da quel pozzo carsico e fissava la luce della torcia con occhi bianchissimi e ciechi come le uova dei ragni. Dondolava la testa appena sopra il pelo dell'acqua come per annusare ciò che non riusciva a vedere. Rannicchiata lì, pallida, nuda e traslucida, con le ossa opalescenti che proiettavano la loro ombra sulle rocce dietro di lei. Le sue viscere, il suo cuore vivo. Il cervello che pulsava in una campana di vetro opaco. Dondolava la testa da una parte all'altra, emetteva un mugolio profondo, si voltava e si allontanava fluida e silenziosa nell'oscurità.

  8. #98
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    Italo Calvino, Il visconte dimezzato

    C'era una guerra contro i turchi. Il visconte Medardo di Terralba, mio zio, cavalcava per la pianura di Boemia diretto all'accampamento dei cristiani. Lo seguiva uno scudiero a nome Curzio.
    Le cicogne volavano basse, in bianchi stormi, traversando l'aria opaca e ferma.
    - Perché tante cicogne? - chiese Medardo a Curzio, - dove volano?
    Mio zio era nuovo arrivato, essendosi arruolato appena allora, per compiacere certi duchi nostri vicini impegnati in quella guerra. S'era munito d'un cavallo e d'uno scudiero all'ultimo castello in mano cristiana, e andava a presentarsi al quartiere imperiale.
    - Volano ai campi di battaglia, - disse lo scudiero, tetro, - Ci accompagneranno per tutta la strada.

  9. #99
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    Cime Tempestose - Emily Bronte

    1801
    Ritorno adesso da una visita al mio padrone di casa: l'unico vicino con il quale avrò a che fare. Magnifico paese, questo. Credo che in tutta l'Inghilterra non avrei potuto trovare un luogo così discosto da ogni rumore mondano. Un vero paradiso del perfetto misantropo: e il signor Heathcliff ed io siamo fatti apposta per dividerci tanta solitudine. Ma che bel tipo, costui! Certo non immaginava quale calore di simpatia sentissi in cuore per lui mentre, avvicinandomi a cavallo, vedevo i suoi occhi neri muoversi, pieni di sospetto, sotto le sopracciglia, e le sue dita sprofondarsi ancor più, con un gesto di risoluta diffidenza, nel panciotto, all'annuncio del mio nome.
    -Il signor Heathcliff?- chiesi.
    Un cenno del capo fu la sua risposta.

  10. #100
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    Albert Camus, La caduta

    Potrei, egregio signore, senza rischiare d'importunarla, offrirle i miei servizi? Temo che lei non sappia farsi intendere dall'esimio gorilla che presiede ai destini di questo locale. In effetti, egli parla soltanto olandese. Se non mi autorizza a patrocinare la sua causa, non indovinerà che lei desidera del ginepro. Ecco, oso sperare che m'abbia capito; quella scrollata di capo deve significare che si arrende alle mie ragioni. Infatti si muove, si affretta con saggia lentezza. Lei è fortunato, non brontola. Quando si rifiuta di servire, gli basta un brontolio: nessuno insiste.

  11. #101
    Cristo velato
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    Predefinito La versione di Barney di Mordecai Richler

    "Tutta colpa di Terry. lui il mio sassolino nella scarpa. E se proprio devo essere sincero, è per togliermelo che ho deciso di cacciarmi in questo casino, cioè di raccontare la vera storia
    della mia vita dissipata. Fra l'altro mettendomi a scribacchiare

    un libro alla mia veneranda età violo un giuramento solenne, ma non posso non farlo"
    Ultima modifica di Baldassarre Embriaco; 05-08-2012 alle 11:02 PM. Motivo: sballato l'incipit

  12. #102
    Lunatic Mod
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    Predefinito Il diario di Anna Frank

    Domenica, 14 giugno 1942
    Venerdì 12 giugno ero già sveglia alle sei: si capisce, era il mio compleanno! Ma alle sei non mi era consentito d'alzarmi, e così dovetti frenare la mia curiosità fino alle sei e tre quarti. Allora non potei più tenermi e andai in camera da pranzo, dove Moortje, il gatto, mi diede il benvenuto strusciandomi addosso la testolina.
    Subito dopo andai da papà e mamma e poi nel salotto per spacchettare i miei regalucci. Il primo che mi apparve fosti tu, forse uno dei più belli fra i miei doni. Poi un mazzo di rose, una piantina, due rami di peonie: ecco i figli di Flora che stavano sulla mia tavola quella mattina; altri ancora ne giunsero durante il giorno.
    Da papà e mamma ebbi una quantità di cose, e anche i nostri numerosi conoscenti mi hanno veramente viziata. Fra l'altro ricevetti un gioco di società, molte ghiottonerie, cioccolata, un puzzle, una spilla, la Camera Oscura di Hildebrand, le Leggende Olandesi di Joseph Cohen, le Vacanze in Montagna di Daisy, un libro straordinario, e un po' di denaro, così che mi potrò comperare i Miti di Grecia e di Roma. Che bellezza!

  13. #103
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    Albert Camus, La peste

    I singolari avvenimenti che dànno materia a questa cronaca si sono verificati nel 194... a Orano; per opinione generale, non vi erano al loro posto, uscendo un po' dall'ordinario: a prima vista, infatti, Orano è una città delle solite, null'altro che una prefettura francese della costa algerina.


  14. #104
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    Un pomeriggio di primavera dell'anno 19... , che durante vari mesi apparve così minaccioso per le sorti del nostro continente , Gustav Aschenbach, ovvero von Aschenbach ( questo era diventato il suo nome ufficiale dal giorno del cinquantesimo compleanno ) era uscito dalla sua abitazione nella Prinzregentenstrasse di Monaco per fare , da solo, una passeggiata un pò lunga. ( La morte a Venezia - Thomas Mann )

  15. #105
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    Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie

    Alice cominciava ad essere stanca di sedere accanto alla sorella sulla panca, e di non aver nulla da fare: una o due volte aveva gettato uno sguardo sul libro che la sorella stava leggendo, ma in esso non si scorgevano né figure né dialoghi: "A cosa serve un libro - si domandò Alice - senza figure né dialoghi?"

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