Un’avventura vera“. Recita così il sottotitolo italiano presente nel cofanetto che racchiude i due preziosi volumi di questo memorabile romanzo storico di Roberts, pubblicato nel 1937 con immediato successo.
La storia va dal 1754 al 1776, nell’epoca della guerra fra inglesi e francesi per la conquista dei territori americani e le lotte contro le tribù indiane: uno scorcio dell’America dei coloni, alle prese col commercio e con la difficile vita in un mondo ancora selvaggio e puro.
Lo stile narrativo di Roberts è rapido e deciso, privo di ornamenti linguistici, scorrevole e allo stesso tempo ricco di dettagli, così che la lettura di quasi 900 pagine complessive dei due libri del suo capolavoro è molto veloce e piacevole.
Narrato in prima persona dal personaggio di Langdon Towne, Passaggio a Nord-Ovest è un romanzo completo, una storia avventurosa di vita, guerra, amore. Sebbene sia stato scritto come una biografia del grande maggiore dei cacciatori Robert Rogers, un esercito di irregolari e coraggiosi uomini, Passaggio a Nord-Ovest è anche la biografia di Langdon Towne, narratore delle vicende. Le loro storie, quella di Rogers e quella di Towne, si incontrano per caso e da quel momento procederanno parallele, si intrecceranno, si separeranno per unirsi di nuovo.
I due libri del romanzo ci appaiono differenti uno dall’altro, il primo molto avventuroso, incentrato sul viaggio attraverso le foreste canadesi a narrare un episodio della guerra contro i francesi, il secondo più pacato ma ricco di avvenimenti e svolte.
Due capitoli, possiamo definirli, precisi e ben delineati, sia nella vita di Robert Rogers sia in quella di Langdon Towne. Terminato il primo libro ecco che i due personaggi vivono un’altra parte della loro vita, seguono una propria strada non solo materiale e professionale, ma anche filosofica e morale.
Se nel primo libro assistiamo a scenari naturalistici unici, a episodi di guerra dura e feroce, a giorni di stenti e dolorose fatiche, nel secondo libro non è più la natura a colpire il corpo e l’animo dell’uomo, bensì è l’uomo stesso ad accanirsi contro i suoi simili, per bassi fini di denaro e possedimenti, di gloria immeritata e falsi onori.
Così Passaggio a Nord-Ovest non è soltanto l’avventura dell’uomo fra la natura selvaggia e i selvaggi che l’abitano, ma è anche la sua avventura nel mondo civilizzato e corrotto, è il suo bisogno di ritagliarsi uno spazio vitale con le sue stesse forze e le sue stesse capacità.
E’ questo, forse, il vero Passaggio a Nord-Ovest, non solo l’inseguimento di un’ideale strada verso il Pacifico per ingrandire le vie commerciali inglesi, ma anche l’inseguimento di un sogno, magari utopistico, magari impossibile, ma un sogno puro, nato per sfidare i propri limiti e superarli, nato soprattutto per il bene del proprio paese e non per se stessi.
Passaggio a Nord-Ovest è uno di quei romanzi che, una volta letti, non si dimenticano, le sue pagine ricche di vita lasciano un senso di nostalgia dopo la lettura.
E’ un’avventura che vale la pena di vivere, così come vale la pena conoscere personaggi indimenticabili come McNott e Cap Huff o l’angelica Ann, le cui parole, sempre piene di saggezza, suggellano la fine della storia con una inconfutabile verità. In quelle parole è racchiusa tutta l’anima del Passaggio a Nord-Ovest e del maggiore Robert Rogers che l’ha inseguito.

Romanzo decisamente notevole.
Difficile l'inizio perchè l'ho trovato lento e poco scorrevole, ci sono riferimenti ad avventure precedenti che non riuscivo a collegare.
Ho scoperto solo andando avanti nella lettura che si trattava del secondo libro di un cofanetto di due.
Una volta entrati nell'avventura e conosciuti i personaggi è un romanzo che coinvolge.
Affascinante entrare nel mondo dell'Inghilterra e dell'America della seconda metà del 700 dove si percepisce l'inizio della distruzione di un popolo.