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Discussione: Mauro Corona vs Erri De Luca

  1. #1
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    Predefinito Mauro Corona vs Erri De Luca

    Siccome in una discussione su un libro di Corona si sono messi a confronto questi due autori vorrei aprire la discussione per capire cosa possono avere di simile tanto da confrontarli.

    Confesso che di Corona non ho letto nulla per quella diffidenza che si ha verso i conterranei quando sono eccessivamente sovraesposti e tu lo vedi dappertutto a fare quasi il verso di sè stesso, a creare il mito, non sai quanto sia costruito o reale, perchè ti raccontano cose che forse sono dettate dall'invidia ma forse sono vere, perchè la valle è piccola e si sà tutto di tutti. Simpatico, uomo di spettacolo, di impatto sul pubblico, buca lo schermo e sa stare sul palco. Sa affascinare.

    Di De Luca ho letto qualcosa, Tu, mio, il primo libro che mi ha affascinato poi Montedidio e Il peso della farfalla, poi l'ho sentito ad uno spettacolo, schivo quasi umile, la sensazione che sia di quella stessa pasta di cui era fatto Eduardo. Una bella persona.

  2. #2
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    ciao Elisa, credo che non si possa proprio porre un paragone in termine assoluto: credo siano autori , per un certo verso, completamente diversi.
    Corona scrive prevalentemente sulla montagna, su una certa atomosfera, su uno stile di vita ben preciso, mentre di De Luca non posso dirlo con altrettanta certezza, avendo letto solo la fiabetta sul camoscio e il cacciatore.
    Se - comunque - mi attengo a questo, beh', ripeto che non esiste un confronto che regga: il primo e' un rustico nell'accezione buona della parola, il secondo e' uno che ha svolto un compitino nemmeno riuscito bene a dire il vero: un po' moralista, un po' predicatore, un po' commerciale, un qualcosa - insomma - che non assomiglia nemmeno lontanamente alle atmosfere di Corona.
    Perche'? L'atmosfera della montagna, la concezione di un'esistenza vissuta autenticamente vicino alla natura - senza volerla stavolgere nel suo significato piu' profondo- sono cose che non si possono mettere in iscritto come fossero una tesina universitaria e tanto meno possono essere vissute come cose intime se non le si sente.
    La montagna non e' solo un luogo, e' di piu': e' un sentimento di vita. E' una vita che non conosce le regole sociali canoniche; ha un suo ritmo, un suo tempo, un suo spazio, una sua crudelta', una sua ferocia, un suo " carattere": e' una vita che non si puo' modificare su modelli umani. Sarebbe come a dire che si volese dipingere la sua intima natura con colori piu' morbidi, piu' consolatori, piu' "buoni" per dilra fino in fondo.
    Nei romanzi di Corona non salta fuori il Corona scrittore ( e chi se ne frega di sta ***** di scrittura?): salta fuori un'"appartenenza" quasi atavica, quasi trascendentale, a un mondo che profondamente vuole essere rispettato, vuole essere amato per per quello che e'; l'uomo e la natura non sono due entita' diverse. Si suole dire che l'uomo " e" la natura debbano convivere. Ma che razza di discorso e', questo? L'uomo e' " nella natura", e' parte integrante a cui e' concesso solamente quella capacita' di adattamento a situazioni piu' convenienti, piu' morbide, piu' comode. Ma quando ritorna in se medesimo, quando si ri-avvicina al cuore stesso dell'esistenza ( aspra e dura , senza morale , senza regole, senza compromessi) non puo' permettersi l'arroganza e la presunzione di solamente pensare di esserne l'artefice mentore.
    Deve, piuttosto prenderne il ritmo, assimilarne il contenuto, integrarsi nel suo significato.
    La montagna e i montanari: luogo duro par execellence, uomini che per una morra sbagliata prendono l'ascia e mirano alla mano dell'altro. Gente che tira fuori il fucile, gente che al sedere di una donna pensa possedendolo con le buone e con le cattive senza troppe menate, senza troppi pensieri; montagna e montanari spazio ed essere che si manifestano in modo onticamente piu' vero.
    E piu' si va' in alto e piu' viene meno la " compassione " questo ultimo peccato umano: non c'e' tempo per la ragione o per la ratio. Qui tutto diventa puro istinto.
    Everest, per fare un esempio: dopo il famoso passo Hillary, all'alpinista uomo che si " avvicina" all'estremo viene concesso una manciata di minuti per rimanere in cima lassu', non uno di piu' pena la morte.
    Questa e' la regola ferrea della natura: non si adegua ma mantiene intatta la propria essenza che vive sempre a spese di altra vita.
    Vi e' qualcosa nella natura che forse non sia cosi? Non si vede un solo fenomeno naturale che non compendi nella sua manifestazione piu' intima la vita che vive a spese di altra vita: vivere e' sopravvivere ad onor del vero.
    In montagna non esistono diritti ( e meno male dico io): la vita del montanaro e' resistenza, e' aggressione reciproca, e' durezza diamantina.
    Non c'e' spazio, non c'e' tempo per altro: ecco il semplice motivo per cui un Corona non e' uno scrittore ma un uomo che tenta di mettere in iscritto quello che non puo' essere scritto. Gia' il solo tentarlo e' tanto.

  3. #3
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    L'impressione che ho avuto leggendo Il peso della farfalla è che De Luca abbia un'idea utopica della montagna, dove tutto è perfetto, l'aria è pulita e la natura ha le sue regole precise. In realtà la montagna De Luca non l'ha mai vissuta veramente. Corona invece è un montanaro e lui la conosce la montagna perchè ne fà parte, lui è la montagna x cui quando la descrive va in profondità, è realista e concreto.

  4. #4
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    Io ho trovato mille volte a proprio agio Corona “il rustico montanaro” davanti a una telecamera, che De Luca “il moralista, un po' predicatore, un po' commerciale” davanti a un’intervista. Per cui le mie sensazioni a pelle sono esattamente opposte alle vostre, ma anche qui credo che ognuno abbia le proprie percezioni, questa è la mia.
    (e comunque mi piacciono entrambi)

  5. #5
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    Anche Erri De Luca è un alpinista, ama la montagna ed ha scritto sulla montagna, riporto alcuni dati significativi pescati nelle sue biografie.

    Conosciuto nel mondo dell'alpinismo e dell'arrampicata sportiva. Nel 2002 è il primo ultracinquantenne a superare un 8b, alla Grotta dell'Arenauta di Gaeta (8b+). Nel 2005 una spedizione himalayana con l'amica Nives Meroi narrata nel libro “Sulla traccia di Nives”.

    Della montagna De Luca dice: In montagna mi piace passare senza far rumore, anche quando salgo un sentiero. Cerco nei passi e nei gesti della scalata di essere leggero, di non lasciare traccia. Lì più che altrove sono un intruso.

    Non si può dir lo stesso di Corona...

  6. #6
    Viôt di viodi
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    Quindi De Luca vive la montagna da turista, diversamente da Corona.

  7. #7
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    Io ho letto solo il peso della farfalla di De Luca e mi era piaciuto. Sono alle prime pagine de Le voci del bosco di Corona, ha da subito attirato la mia completa attenzione, alberi che conosco da appassionata di giardinaggio, presentati in un modo...be' unico direi. Concordo con Sergio, Corona è un rustico,anche come comunicatore, la sua scrittura è forte e potente e poco incline alle regole che la stessa imporrebbe, risultato: affascinante
    Mi piacciono entrambi, ma forse Corona riesce a pizzicarmi qualche corda in più

  8. #8
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    Ciao Darida, pensa che Voci del bosco e' uno dei pochissimi libri di Corona che non ho letto, fammi sapere allafine se secondo te ne vale la pena.
    Ti posso consigliare per quella rusticita' ed asprezza affascinante, Storia di Neve, Nel legno e nella pietra, oppure, I fantasmi di pietra, Aspro e dolce, L'ombra del bastone ed altri ancora. Uscira' tra breve Fine di un mondo storto...
    Alcuni sono romanzi , altri scritti di ricordi montanari che altro non sono che il suo stesso presente di oggi - ma ad ogni modo - Corona non perde mai di vista il flusso di una vita che, come ben dice, deve pur tornare alla terra e alla natura , perche' solo queste ci salveranno da una tecnologia annichilente e disumanizzante.
    Una volta eravamo poveri e avevamo tutto, ora siamo ricchi e non abbiamo niente...
    Basta rifletterci.

  9. #9
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    Non ho letto niente di De Luca,mentre ho letto Aspro e Dolce di Corona.Lui è parte integrante di questo mondo di cui parla,le tradizioni,la tragedia del Vajont,i personaggi della sua giovinezza,e la malinconia con cui vede avanzare il progresso.
    Concordo con tutto ciò che ha scritto Sergio.

  10. #10
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    bellissimi tutti e due!

  11. #11
    maredentro78
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    Anch'io credo siano fondamentalmente diversi, De Luca si propone anche in Francia e forse si sa anche "vendere"meglio.Ho letto molto di Mauro Corona,e lo stimo tantissimo perché nella sua semplicità restituisce un'immagine veritiera della montagna e delle sue regole.E' un uomo semplice ma lavora con la testa e le mani (è un bravo scultore,disegna),oltre a essere alpinista,vive in montagna e ha vissuto una montagna d'altri tempi ,è untestimone importante nonè un filosofo come magari De Luca.Non voglio vederli come antagonisti,però è più forte di me.
    Qualcuno mi consiglia qualcosa di De Luca,così posso approfondire?

  12. #12
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    Citazione Originariamente scritto da maredentro78 Vedi messaggio
    Anch'io credo siano fondamentalmente diversi, De Luca si propone anche in Francia e forse si sa anche "vendere"meglio.Ho letto molto di Mauro Corona,e lo stimo tantissimo perché nella sua semplicità restituisce un'immagine veritiera della montagna e delle sue regole.E' un uomo semplice ma lavora con la testa e le mani (è un bravo scultore,disegna),oltre a essere alpinista,vive in montagna e ha vissuto una montagna d'altri tempi ,è untestimone importante nonè un filosofo come magari De Luca.Non voglio vederli come antagonisti,però è più forte di me.
    Qualcuno mi consiglia qualcosa di De Luca,così posso approfondire?
    A me è piaciuto molto "Il giorno prima della felicità"

  13. #13
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    Citazione Originariamente scritto da maredentro78 Vedi messaggio
    Anch'io credo siano fondamentalmente diversi, De Luca si propone anche in Francia e forse si sa anche "vendere"meglio.Ho letto molto di Mauro Corona,e lo stimo tantissimo perché nella sua semplicità restituisce un'immagine veritiera della montagna e delle sue regole.E' un uomo semplice ma lavora con la testa e le mani (è un bravo scultore,disegna),oltre a essere alpinista,vive in montagna e ha vissuto una montagna d'altri tempi ,è untestimone importante nonè un filosofo come magari De Luca.Non voglio vederli come antagonisti,però è più forte di me.
    Qualcuno mi consiglia qualcosa di De Luca,così posso approfondire?
    Montedidio molto bello ma anche Tu, mio l'ho trovato toccante e coinvolgente

  14. #14
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    Non ho letto niente di Mauro Corona, ma non mi ispira per niente.
    Di Erri De Luca ho letto solo due libri (di cui uno ce l'ho anche autografato da lui in persona!! ), ma li leggerò pian pianino tutti: è un Mito!!!

  15. #15
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    Di Corona ho letto solo Nel legno e nella pietra e l'ho trovato carino ma nulla di più... infatti non ho letto altri libri, mentre di De Luca li ho letti quasi tutti. Quelli che ho preferito sono stati Tre cavalli e Montedidio. Trovo che abbia una scrittura altamente poetica, affascinante, toccante!
    p.s. un mio collega ora in pensione era suo amico e compagno di scalate in alta montagna.

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