Queste massime, dedicate alla caccia al potere politico nell’Europa del Seicento, ignorano le astrazioni che sorreggono la politica e il potere, e sono dedicate al singolo individuo che vuol prevalere sugli altri. È un breviario sui generis di massime morali, o piuttosto in prevalenza immorali ma non di rado molto intelligenti, scritte da uno che parla di sé e le ha tutte collaudate, non nella riflessione libresca, ma nella vita attiva e tumultuosa. Un breviario del politico che fa meglio che può gli affari altrui, con lo scopo finale di provvedere nel modo più efficace ai fatti propri. I connotati specifici sono quelli del cardinal Giulio Mazzarino, per quanto la fonte di questo piccolo scritto non sia documentata. Ma non si può escludere – anzi è plausibile – che egli sia proprio l’autore, e non solo il personaggio rappresentato. Il testo, in latino di cancelleria un po’ stentato, fu pubblicato più volte fra il 1684 e il 1723, in edizioni arricchite via via di alcune aggiunte. Di solito si presenta al lettore italiano la traduzione seicentesca del 1698.


Avevo dimenticato di parlare di questo libricino (111 pag.),scritte appunto con la traduzione del 600,devo dire che non pensavo di faticare tanto
nell'edizione che ho io c'è anche "L'arte della menzogna politica",breve testo attribuito a Jonathan Swift,ma non per certo.
Il tutto è un'insieme di regole,massime e consigli per dissimulare il proprio vero essere e riuscire così a "fregare" chiunque per la scalata al potere e non solo.
Direi che non c'è niente di nuovo sotto il sole...ma almeno secoli fà era un arte,oggi sono dei dilettanti a confronto.