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copertina libro

Il meccanico Landru

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Discussione: Vitali, Andrea - Il meccanico Landru

  1. #1
    *MOD* Monkey Member
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    Predefinito Vitali, Andrea - Il meccanico Landru

    In un freddo pomeriggio d'inizio gennaio 1930, alla stazione di Bellano scendono sei uomini malvestiti e con la barba lunga. È la squadra di meccanici che dovrà montare i nuovi telai elettrici nel cotonificio: come spesso accade nei momenti di crisi economica, servono macchine moderne per produrre di più con meno operai. Ma non è questo l'unico turbamento che gli intrusi portano nella piccola e quieta cittadina. Perché si trovano subito al centro di una memorabile rissa, che turba il ballo organizzato per festeggiare le nozze del principe Umberto con Maria José. Nel gruppetto c'è un meccanico dall'aria fascinosa e dal nome bizzarro: Landru. Saranno in molti, e per diversi motivi, a sperare che il misterioso ospite possa aiutarli a realizzare i loro desideri. (da IBS)

    Una prima versione di questo romanzo era stata pubblicata nel 1992,ma nel mese di novembre di quest'anno (2010) è stata arricchita e rielaborata.
    Non avendola ancora letta,mi ha fatto piacere farlo in un minigruppo che è ancora aperto per dare la possibilità ad altri fan del dottore di unirsi per commentarla e magari riportare frasi che li hanno particolarmente colpiti.
    Il finale non me l'aspettavo davvero .
    Per chi fosse interessato a saperne di più,ecco il link:
    http://www.forumlibri.com/forum/show...045#post204045

  2. #2
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    Bello,bello, bello!
    I miei commenti sui libri di Vitali sono sempre un po' ripetitivi, perdonatemi!
    Ma questo è un altro bellissimo romanzo di Vitali che tutti i fan del dottore e non solo, non possono lasciarsi sfuggire!
    Il finale, come dice Minerva6, è una sorpresa che proprio non ci si aspetta!



    "Puntuale, la corriera di Andrea Vitali arriva colma di silhouette, spruzzando di levità i nostri malandati e malandrini giorni." Bruno Quaranta.

  3. #3
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    Voglio inserire anche qui (l'ho messa pure nel minigruppo) una parte del romanzo che reputo straordinaria nel contesto in cui è stata scritta:
    <<Ogni lascito (del Cervelletti) poteva essere riscosso dai beneficiari solo dopo che la deputazione amministrativa bellanese avesse fatto murare nell'atrio del palazzo municipale una lapide alla memoria dell'antifascista Giacomo Matteotti sulla quale dovevano figurare a chiare lettere le diciture "Eroe della libertà" e "Martire del libero pensiero".
    Che bel finale che si è inventato il Cervelletti (o meglio,il nostro Vitali )!

  4. #4
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Voglio inserire anche qui (l'ho messa pure nel minigruppo) una parte del romanzo che reputo straordinaria nel contesto in cui è stata scritta:
    <<Ogni lascito (del Cervelletti) poteva essere riscosso dai beneficiari solo dopo che la deputazione amministrativa bellanese avesse fatto murare nell'atrio del palazzo municipale una lapide alla memoria dell'antifascista Giacomo Matteotti sulla quale dovevano figurare a chiare lettere le diciture "Eroe della libertà" e "Martire del libero pensiero".
    Che bel finale che si è inventato il Cervelletti (o meglio,il nostro Vitali )!

  5. #5
    Viôt di viodi
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    Come ho già detto nel mini gruppo il libro mi è piaciuto molto, quanto Olive comprese. Almeno il cappello non era stato il massimo, ma qui l'autore ha dato il meglio di sè. Consigliatissimo.

  6. #6
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    Predefinito Edizione del 1992

    L’edizione del 1992 de Il meccanico Landru si potrebbe considerare una bozza sulla quale Vitali ha poi costruito il romanzo uscito nel 2010.
    La trama del romanzo è identica ma molto meno sviluppata e in certi punti l’ho trovata anche un po’ confusa.
    Lo stile di Andrea Vitali al quale ormai sia ben abituati, si intravede appena.
    Ciò che più colpisce in questa edizione è che manca quasi completamente la caratteristica tipica dei romanzi del dottore, cioè, la descrizione minuziosa dei personaggi, sia dal punto di vista fisico che caratteriale.
    In questo libro i personaggi sono come sfuocati, ad esempio, Aurelio Pasta, segretario della sezione bellanese del partito Fascista, rispetto a come viene descritto nell’edizione 2010, è meno spocchioso e più in balia degli eventi. Eumeo Pennati, compare del Pasta, è una figura secondaria nella quale non si riconosce, o comunque la sia intuisce appena, la sua rivalità con il segretario. La stessa Emilia Personnini è una pallida e debole figura intorno alla quale ruota tutta la storia. Don Ascani, il prevosto di Bellano, è pressoché assente nella narrazione, se non fosse per le vicende che riguardano Maddalena D’Elia e i fratelli Orio; vicende tra l’altro superflue!
    Nell’edizione del 2010 alla figura di Don Ascani viene data sicuramente più importanza.
    Ma queste non sono le uniche differenze, riporto altri episodi che vengono raccontati in modo diverso rispetto all’ultima edizione.

    Incominciamo dal rapporto tra Emilia Personnini e il meccanico Landru: nell’edizione del 2010 Emilia invaghita del meccanico si convince che lui la porterà in Argentina e per questo motivo inizia a passare al Landru dei soldi che, lei crede, serviranno per il loro viaggio. Prima preleva i soldi dal suo conto poi, attraverso un traffico illecito di buoni per il vitto degli operai del cotonificio.
    Nella prima edizione, invece, il passaggio di soldi tra i due ha un motivo diverso, si tratta in realtà di un ricatto.
    Tutto inizia con il fratello di Emilia, Otello, che rivuole indietro la lettera che ha scritto “in un momento di profondo sconforto” a Mirandola chiedendole la mano. Otello per riavere la lettera si rivolge al Landru, ma questo si intasca i soldi che gli chiede per il favore e tanti saluti all’Otello!
    Sarà Mirandola a riconsegnare la lettera a Emilia che però non la riporta direttamente al fratello ma deciderà di usare un intermediario: il Landru. Emilia, però, chiede un favore al meccanico: quello di non rivelare ad Otello che la lettera è stata nelle mani di Emilia. Per mantenere questo segreto il Landru chiede, ovviamente, soldi… la segretaria del cotonificio non sapendo come fare pensa alla truffa dei buoni per il vitto!

    Un altro episodio che presenta delle differenze è la fuga del meccanico Landru.
    Nell’ultima edizione il meccanico è ricercato dai carabinieri per la truffa dei buoni del cotonificio, viene avvisato dall’Emilia che lo convince a scappare con lei la mattina seguente, in treno.
    Il meccanico non sapendo dove passare la notte senza farsi trovare dai carabinieri decide di dirigersi verso il cimitero e qui, cerca di nascondersi all’interno di una tomba. Ma rimane incastrato con un piede batte la testa e ci rimane secco!
    Nell’edizione del 1992, invece, il Landru si dà alla fuga perché la squadra di picchiatori Fascisti capitanata dal Pasta lo sta cercando. Landru viene avvisato dell’arrivo e delle intenzioni dei fascisti dalla moglie del Pennati, che con il meccanico ha un mezzo intrallazzo per una questione che riguarda la vendita di una casa…( questione decritta in modo poco chiaro)
    Landru fugge dalla Trattoria della Pesa dove alloggiava e si rintana al cimitero, nascondendosi sempre all’interno di una tomba ma questa volta, però, rimane soffocato all’interno, perché aveva chiuso troppo il coperchio!

    Anche l’epilogo del romanzo presenta delle differenze.
    Nell’edizione del 2010 Otello Personnini sposa Maddalena D’Elia e Emilia licenziata dal cotonificio vive con loro occupandosi dei figli del fratello.
    Nella prima edizione, invece, Emilia sposerà Paoletto Deri, personaggio che compare solo all’inizio del romanzo e non è chiaro il motivo per il quale , poi, decida di sposarlo.

    Per quanto riguarda la targa in onore di Giacomo Matteotti viene raccontata così: il testamento nel quale è espresso il desiderio di apporre in municipio una lapide in onore dell’antifascista Matteotti, è stato scritto da Gaspare Cereghini un ferramenta del paese.
    Il Cereghini è vissuto sempre in contrasto con il podestà di Bellano perché aveva capeggiato un comitato che sosteneva il progetto di intitolare la piazza del paese a Garibaldi e non a Tommaso Grossi.
    Don Ascani, dopo aver vinto all’asta, il negozio del Cereghini si assunse, per volontà del defunto, anche l’impegno di far murare la targa in municipio.
    Nel frattempo il Pasta viene destituito dall’incarico di segretario dei Fasci Bellanesi, incarico che passa a Eumeo Pennati.
    Nel 25 Aprile del 1945 la lapide in onore di Matteotti viene finalmente murata e tra la folla festante c’è anche il Pannati con tanto di fazzoletto rosso al collo.
    Nell’edizione del 2010, il testamento viene scritto dal Cervelletti fondatore della sezione bellanese del Partito Fascista.
    Il due per cento del lascito del Cervelletti, da dividere a metà tra la parrocchia e il partito, si poteva riscuotere solo dopo che in municipio fosse stata posta la lapide in onore di Matteotti.
    Nello stesso momento la moglie del Pennati scrive al Federale di Como denunciando la condotta scandalosa e l’incapacità del segretatrio Aurelio Pasta. Al Pasta verrà, quindi, tolto l’incarico che verrà dato Eumeo Pennati.
    Nel 1945 il Pasta lavora al cotonificio come operaio mentre il Pennati è in prima fila al municipio (con fazzoletto rosso al collo…) tra le autorità del paese ad assistere alla posa della lapide.

  7. #7
    ~ Patrizia ~
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    Questo Vitali è stato una bella sorpresa.
    Si legge con gran diletto e facilità, sia per lo stile ironico e godibilissimo, sia per la struttura articolata in brevi capitoli veloci.
    È un perfetto ritratto dell’Italia provinciale del primo Novecento.
    Di più: attraverso una vicenda apparentemente semplice e quadretti di vivere quotidiano riesce a mettere a nudo le più umane debolezze. E su queste far riflettere, senza retorica, servendosi di un tono confidenziale, come invitandoci a sedere in poltrona, a raccontarsi fra amici.
    E questa capacità di parlare seriamente con leggerezza e simpatia mi è piaciuta davvero.

  8. #8
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    Citazione Originariamente scritto da ~ Patrizia ~ Vedi messaggio
    Questo Vitali è stato una bella sorpresa.
    Si legge con gran diletto e facilità, sia per lo stile ironico e godibilissimo, sia per la struttura articolata in brevi capitoli veloci.
    È un perfetto ritratto dell’Italia provinciale del primo Novecento.
    Di più: attraverso una vicenda apparentemente semplice e quadretti di vivere quotidiano riesce a mettere a nudo le più umane debolezze. E su queste far riflettere, senza retorica, servendosi di un tono confidenziale, come invitandoci a sedere in poltrona, a raccontarsi fra amici.
    E questa capacità di parlare seriamente con leggerezza e simpatia mi è piaciuta davvero.
    Benvenuta nel "Fans Club del Dottore", Patrizia !!!

  9. #9
    ~ Patrizia ~
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    Ebbene sì, mi unisco volentieri perché merita!

  10. #10
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    Sto ultimando anch'io la lettura di questo libro.
    Una sorpresa anche per me, notare come la lettura scorra piacevolmente.
    Presto per definirmi una sua fan, questo è solo il primo libro, ma non sarà l'ultimo.

  11. #11
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    inserisco il commento del minigruppo anche qui

    Piaciuto, dopo un inizio leggermente confuso, inevitabile visto il numero di personaggi che il Doc mette in piazza, sono piacevolmente entrata nella storia che come al solito mi ha divertita.Dalla metà in poi ho colto una maggiore caratterizzazione dei personaggi, sempre una scrittura in punta di penna, ma con qualche sosta in più

    Anch'io lo paragonerei a Olive Comprese che è uno dei romanzi che ho maggiormente apprezzzato.
    Landru è vissuto da furbo e morto da pirla, nessun mistero, secondo me.
    L'Emilia aveva il destino segnato fin dalla prime righe e la Rossa -infatti ho già dimenticato il nome- è stato un personaggio poco più che abbozzato.
    Mi è piaciuto l'epilogo e il tocco del, anche se prevedibile, voltagabbana del Pennati, be', è come scrivere "The end" con lo svolazzo!

  12. #12
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    Quanto mi piace leggere Vitali!!
    Anche con questo romanzo mi ha fatto trascorrere momenti di svago e regalato molti sorrisi.
    Ammiro la sua fervida fantasia nell'inventarsi i nomi e le caratteristiche dei personaggi ( le occhiaie dell'Emilia sono una gran trovata ).
    Solo che....mi sembra che questa volta il finale sia tirato via un po' frettolosamente...ovvero: come ci finisce lì dentro il protagonista, e perchè?

  13. #13
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    Citazione Originariamente scritto da elesupertramp Vedi messaggio
    Quanto mi piace leggere Vitali!!
    Anche con questo romanzo mi ha fatto trascorrere momenti di svago e regalato molti sorrisi.
    Ammiro la sua fervida fantasia nell'inventarsi i nomi e le caratteristiche dei personaggi ( le occhiaie dell'Emilia sono una gran trovata ).
    Solo che....mi sembra che questa volta il finale sia tirato via un po' frettolosamente...ovvero: come ci finisce lì dentro il protagonista, e perchè?
    Me lo sono chiesto anche io

  14. #14
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    Citazione Originariamente scritto da Meri Vedi messaggio
    Me lo sono chiesto anche io
    ..e non abbiamo risposte!

  15. #15
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    Anche per me il finale lascia un po’ perplessi, però il romanzo è fantastico. Mi è piaciuto moltissimo.
    Assolutamente da consigliare, sto leggendo “Olive Comprese” che ritengo superbo già alle prime pagine, ma “il meccanico Landru” è senz’altro un bellissimo romanzo.
    Un bel 10 al prof Vitali anche stavolta.
    Mi domando: ma dove li trova quei nomi così strani e divertenti? Mah!

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