Nella Cina del 1931, compare un uomo che assomiglia in maniera impressionante allo Zar di Russia Nicola II.
Ma lo Zar Nicola non dovrebbe essere morto nell’eccidio di Ekaterinburg?
E allora chi è quest’uomo? Se fosse veramente lo Zar scampato alla strage?
Se così fosse, l’esistenza in vita di Nicola II minerebbe il giovane regime sovietico russo, ma non solo, ci sarebbero anche delle potenze politiche che “ lo userebbero” proprio per sconfiggere i regimi comunisti.
E allora ecco che scatta la caccia all’uomo!
Attraverso una serie di inseguimenti, fughe, sparatorie, rapimenti, e anche amori, si scoprirà se quell’uomo è veramente lo Zar di Russia.
Tutta la vicenda si snoda tra Pechino, Istanbul, Parigi , Enghien, Roma e il Vaticano.

Sistemando la libreria nella mia camera mi sono ritrovata fra le mani questo libro: Lo Zar non è Morto – Grande Romanzo d’Avventure.
Si tratta di un romanzo futurista pubblicato per la prima volta nel 1929 e poi, chissà per quale motivo, completamente dimenticato.
A scrivere questo romanzo è stato un gruppo di dieci scrittori capitanati da Filippo Tommaso Marinetti.
Il Gruppo dei Dieci, così si facevano chiamare, era formato da: Antonio Beltramelli, Massimo Bontempelli, Lucio D’Ambra, Alessandro De Stefani, Filippo Tommaso Marinetti, Fausto M. Martini, Guido Milanesi, Alessandro Varaldo, Cesare G. Viola, Luciano Zuccoli.

Lo scrittore Giulio Mozzi, che ha trovato per caso la prima edizione di questo romanzo in una libreria antiquaria, e che poi ha deciso di ripubblicare nel 2005, nella prefazione scrive.
“Avevo tra le mani un romanzo di fantapolitica. […] In cui la Francia è una dittatura, il capo della diplomazia britannica si chiama Lord Machiavel, e gli agenti segreti italiani fascisti sono, indiscutibilmente, gli agenti segreti più belli, più romantici e più bravi di tutti.”
“ Lo Zar non è Morto è un romanzo fascista e di propaganda fascista: così sfacciato che il lettore di oggi, in tanti punti, non sa se rabbrividire o sbellicarsi…”

Io personalmente in certi punti mi sono sbellicata.
Sì, perché è un romanzo divertente, originale e…futurista, appunto! Al quale non mancano colpi di scena sparsi per tutto il libro, dall’inizio alla fine.
Ormai sono passati cinque anni da quando ho letto questo romanzo, ma adesso mi è tornata la voglia di rileggerlo.
Se qualcuno lo ha letto, sarei curiosa di sapere il suo parere.
Non trovandolo nella Piccola Biblioteca di Forumlibri mi è sembrato giusto aggiungervelo, perché merita di essere letto.