Questa la trama:

Su un treno diretto a nord, gli sguardi di un uomo e una donna s’incontrano. Lui turbato da quella visione che gli pervade la memoria e resuscita fantasmi. Anche lei forse riconosce quel volto su cui impresso il marchio del clandestino.
Mentre fuori sfilano paesaggi e stazioni, i due si osservano di nascosto e poco a poco i loro profili prendono forma. Lui senza bagaglio, braccato, in cerca d’asilo. L’audacia e la speranza persistono in lui nonostante le umiliazioni. Lei, in viaggio verso l’uomo che crede di amare, ha un libro di diritto tra le mani, una carriera promettente che l’attende. Tutto sembra dividerli, eppure una folle attrazione s’insinua tra loro.
Giunti a destinazione, lui sa che gli rimane poco tempo per conoscerla, per sedurla. Lei combattuta tra sentimenti violenti e contraddittori, l’incomprensione e la compassione, il desiderio e il timore. I due tergiversano, si evitano, poi si cercano. La tensione drammatica cresce, il tempo si dilata nella fitta rete di pensieri e di ricordi che dilagano nella mente. Ed ecco che il binario diventa teatro di un confronto che destabilizza ogni certezza, stravolge l’esistenza. Luogo che unisce mondi distanti e pone di fronte a un destino cui difficile sottrarsi.

L’autrice, dedita solitamente a romanzi storico-archeologici, si cimenta questa volta con un genere a lei poco congeniale, ne emerge un libro strano, abbastanza accattivante, ma che alla fine lascia il tempo che trova…e non lascia molto segno. Meglio limitarsi al suo consueto genere.