The invisible gorilla - and other ways our intuition deceives us (sottotitolo) è un saggio molto interessante e originale.
Il libro è stato pubblicato negli Stati Uniti proprio quest'anno per cui ho letto la versione originale in inglese ma è probabile che sarà tradotto quanto prima anche in Italia.
Gli autori sono due docenti di psicologia americani (Christopher Chabris insegna a New York e Daniel Simons nell'Illinois) che hanno lavorato spesso insieme e hanno raccolto i risultati delle loro ricerche ed esperimenti su certi aspetti del comportamento umano.
Il titolo infatti ha origine dal loro esperimento forse più famoso (vi rimando alla fine di questa mia recensione), che ha fornito loro una certa notorietà nel proprio campo e dal quale sono poi partiti ad indagare su una serie di aspetti legati a particolari reazioni del cervello umano.

In pratica nel saggio si spiega come vi siano tutta una serie di situazioni e meccanismi per cui il nostro cervello prende, per dirla in modo colorito, delle solenni 'cantonate'.
Cioè un po' il corrispettivo di quelle che sono le illusioni ottiche applicate però stavolta non ad uno dei nostri sensi ma al cervello stesso.

Gli autori analizzano infatti sei principali tipi di "illusioni" di cui ognuno di noi è preda quotidianamente senza esserne consapevoli ma che influenzano profondamente le nostre vite:

l'illusione dell'attenzione, della memoria, della convinzione(o sicurezza di se), della conoscenza, della causa e l'illusione del potenziale.

Come viene spiegato nella prefazione (cerco di tradurre il più fedelmente possibile):

....queste illusioni sono delle idee sbagliate che ci facciamo riguardo alla nostra mente, le quali non sono solamente sbagliate ma sbagliate in modo pericoloso.

Ad ognuna di queste illusioni viene quindi dedicato un capitolo del libro con numerosissimi casi (tutti relativi a fatti realmente accaduti e/o ad esperimenti compiuti in ambito scentifico) che illustrano quanto facilmente e incredibilmente il nostro cervello può darci una visione distorta della realtà.

Non aggiungo altro al contenuto del saggio per ovvi motivi. Da parte mia ho trovato la lettura molto interessante e ho apprezzato il metodo rigorosamente scientifico col quale sono stati condotti gli esperimenti quasi da pubblicazione accademica (numerosissime le note e i riferimenti bibliografici). Emerge inoltre tra le righe una chiara ironia nei confronti di chi innalza le capacità e le potenzialità del cervello umano a livelli da semidio senza nessuna base scientifica (esempio tipico questo falso mito messo in giro ormai da tempo che vorrebbe l'uomo utilizzare solo il 10% delle capacità del suo cervello).
Gli autori cercano invece di dimostrare quanto possa essere deleterio fidarsi ciecamente delle nostre capacità intellettive (soprattutto di quelle deduttive direi) senza alcun spirito critico.

Infine, riporto qui di seguito il link all'esperimento da cui il libro trae il suo titolo. Purtroppo il fatto stesso di conoscere il titolo del libro priva il lettore del piacere di cimentarsi in prima persona con l'esperimento.....potete comunque divertirvi a sottoporre il filmato (avendo cura di non menzionare il titolo) ad amici e conoscenti per verificare chi sarà vittima dell'illusione dell'attenzione e chi no.
E' incredibile la percentuale di persone che......non vedono ciò che hanno sotto gli occhi......

http://www.youtube.com/watch?v=vJG698U2Mvo

Buon Divertimento