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copertina libro

Bel Ami

Mostra risultati da 1 a 14 di 14

Discussione: De Maupassant, Guy - Bel Ami

  1. #1

    Predefinito De Maupassant, Guy - Bel Ami

    Con uno stile oggettivo, piano, descrittivo, Maupassant racconta del mostruoso cinismo umano (in questo caso di Bel Ami, ma in generale di tutta la società) e dei reciproci inganni consumati ripetutamente e senza pietà.
    Il protagonista (Du Roy) riuscirà grazie al suo e altrui cinismo a passare tutti i gradini della buona società partendo da una situazione di disperazione e di indigenza; non aspettatevi la violenza da questo libro, è la descrizione di come si possa essere amorali e mostruosi senza commettere delitti (o quasi) e avendo dalla propria parte tutta la buona società.
    Il protagonista è opportunista e cinico, e riesce ad aprofittare in ogni istante della disumanità dei rapporti umani, riuscendo a poco a poco a farsi un nome e una rispettabilità; l'unico punto del romanzo in cui è umano è prima della vigilia di un duello in cui rischia di morire, ma il momento passa presto e ritorna la cinica disumanità.

  2. #2

    Predefinito

    a mio avviso un libro particolare, perchè ti pone di fronte a un protagonista che non è "il buono" della storia, ma anzi ha dei comportamenti poco ammirevoli.
    Però, il lettore riesce a comprenderlo, a volte a sorriderne, riesce a essere indulgente nei suoi confronti, quasi come fosse un bimbo, a cui si può perdonare tutto.
    Con questo non voglio svalutare l'importanza del personaggio e della storia in generale, che penso dipinga bene certi lati e comportamenti umani, il già citato cinismo ma non solo: freddezza, gran controllo di sè, insensibilità, mancanza di scrupoli, egoismo....

  3. #3
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    Pubblicato per la prima volta sulla rivista Gil Blas, nel 1885, il romanzo narra le vicende di Georges Duroy, un giovane di umili origini animato dal desiderio di emergere ad ogni costo. Dopo aver abbandonato la carriera militare Georges si trasferisce a Parigi dove l’incontro con l’ex commilitone Forestier gli aprirà le porte del bel mondo. Sfruttando sapientemente il proprio ascendente sulle donne Bel Ami - questo il soprannome coniato per lui dalla figlia della sua prima amante – riuscirà a diventare direttore dello stesso potente giornale che lo aveva assunto come semplice cronista, la Vie française.
    Bello, sfacciato e fortunato: queste le sole doti che il personaggio possiede in quantità industriale. E proprio queste decreteranno il suo successo a dispetto di ogni morale edificante. Duroy è un vincente che Maupassant ci presenta in tutta la sua inarrestabile scalata, fino a un momento prima di spiccare il volo verso la politica, degno coronamento di una folgorante carriera all’insegna della più totale mancanza di scrupoli. Sullo sfondo il ritratto spietato e indecoroso dei poteri che sostennero la Terza Repubblica francese.
    Bel Ami è “un diavoletto di Cartesio la cui ascesa rivela unicamente il crollo di una società” (Sartre). Un crollo che ha tutta l’aria di essere ancora in pieno corso, a quanto sembra, vista l’attualità sorprendente di questo libro.
    La Parigi di Bel Ami non è più quella dove Mirabeau cento anni prima collocava le gesta del suo “libertino di qualità”, tanto affamato di denaro quanto scialacquatore, un po’ come il bellimbusto di quel bellissimo ciclo di dipinti di Hogarth dove il quadro finale è il manicomio.*
    Il nostro (anti)eroe sembra invece il figlio smidollato del Rabagas di Sardou, non ha alcuna intenzione di cavalcare rivoluzioni per cambiare il proprio status e preferisce passare attraverso i letti che contano piuttosto che rischiare la pelle. Eppure quel successo raggiunto “in comodità” gli dà ragione perché non subirà alcun declino né offrirà mai al suo protagonista l’occasione di pentirsi. Se in Bel Ami si fa strada qualche remora, qualche lieve segnale di appartenenza al genere umano, come ad esempio la paura, ecco che la sua mente se ne allontana, trovando subito una via d’uscita.
    L’unica paura che questi dimostra di avere è rappresentata del pericolo di perdere la sola cosa che conti davvero: se stesso.

    La vita è un pendio. Finché si sale, si guarda la cima e si è felici; ma quando ci si è arrivati, si vede ad un tratto la discesa e la fine, che è la morte…
    E voi pure sentirete l’angoscia paurosa della disperazione. Vi dibatterete, smarrito, affogato, tra le incertezze. Griderete “aiuto” da ogni parte e non ci sarà nessuno che vi risponda…
    Perché soffriamo tanto?
    Perché eravamo certamente nati per vivere di più con il corpo e meno con lo spirito; ma a forza di pensare, abbiamo provocato uno squilibrio tra la nostra aumentata intelligenza e le invariabili condizioni della nostra vita
    .”

    Bel Ami quella discesa non la vedrà mai e diventerà presto una delle opere più celebrate di Maupassant.

    * Classici [Protofumetto]. Inghilterra. William Hogarth, La Carriera del Libertino, 1735. - Letteratura&Grafica

  4. #4
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    Predefinito Maupassant, Guy de - Bel Amie

    Il libro parla dell'ascesa sociale di un piccolo borghese, Georges Duroy: si trova
    quasi per caso a lavorare come giornalista e ha così accesso all'alta società,
    o meglio ha accesso alle donne dell'alta società, perchè lui utilizza il suo ascendente
    per il proprio tornaconto e per raggiungere i propri obiettivi: la ricchezza e la gloria.
    E' un arrivista, un oppurtunista e egoista, niente lo ferma...ma non è il solo:
    il libro descrive il mondo corrotto del giornalismo e della politica per cui il protagonista lavora,
    e neanche le donne si salvano!

    Anche se la maggior parte dei personaggi ha i difetti peggiori immaginabili
    posso dire che mi è piaciuto

    Ho trovato molto interessante la riflessione sulla morte e sul trascorrere della vita nella sua attesa.

  5. #5
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    È stata una bella coincidenza quella che mi ha fatto leggere Bel-ami subito dopo La sonata a Kreutzer. Questo perchè è come se, dopo aver letto le teorie (un po' estreme, forse, ma basate su un'analisi lucida e disincantata della società dell'epoca) del protagonista del racconto tolstojano, queste stesse teorie fossero state “convalidate” in questo bellissimo romanzo di Maupassant, altrettanto lucido, altrettanto sincero. Tolstoj, per bocca del suo personaggio, sostiene che nella società a lui contemporanea gli istinti più brutali e selvaggi sono tollerati e, anzi, ampiamente sostenuti, semplicemente vestendoli di belle parole e di una presunta modernità. In Bel-ami l’autore svela tutta l’ipocrisia che si cela dietro ai “buoni nomi” e ai “buoni propositi”, anche se in questo caso la componente sessuale (centrale nel racconto di Tolstoj) è più un mezzo che non un fine.

    La trama è nota (dai post precedenti!): un buono a nulla riesce a farsi strada nell'alta società facendo leva soprattutto sulle sue indubbie capacità di seduttore privo di scrupoli, puntando sempre la preda più alta e riuscendo a conquistarla con grande astuzia. Sembra che il “successo” (non solo del protagonista, ma universalmente parlando) sia regolato non dalle effettive capacità di ognuno, bensì dall'abilità a sfruttare l'occasione, soprattutto dal punto di vista “sentimentale” (che poi di “sentimento” c'è ben poco...). Le donne sono viste o come oggetti per soddisfare il proprio piacere o come strumenti per la realizzazione di una ben orchestrata scalata sociale. E questo è proprio ciò che denunciava, con grande amarezza, l'ambiguo protagonista de La sonata a Kreutzer. Lui almeno, benchè finisca per commettere l'azione più ripugnante che possa esistere, l'assassinio, non è in realtà privo di coscienza, e lo dimostra nel corso del suo lunghissimo monologo. George Duroy, invece, si mostra fin dall'inizio un freddo calcolatore, privo di qualsiasi coscienza.
    E ciò che ce lo rende ancora più odioso (benchè la sua spavalderia e l'incontestabile destrezza mi hanno spinta fino all'ultimo a tifare comunque per lui) è che alla fine lo stesso signor Walser, da lui raggirato, cede quasi compiaciuto, riconoscendo in lui un carattere così opportunista e arrivista da fargli ammettere che certamente riuscirà a “farsi strada”. Insomma, il successo di Duroy è pienamente sancito, perchè si accorda del tutto allo spirito della società nella quale egli vive.

    Il libro è scritto benissimo ed è un vero piacere leggerlo. Incastonata quasi al centro dell'opera, quasi fosse il suo “cuore”, vi è una piccola perla: in mezzo a tante falsità, a tanti sotterfugi, a tanti ambizioni sfrenate, si parla della morte, l'unica cosa “vera” capace di scuotere -anche se per poco- l'animo umano, di far vacillare qualunque certezza.
    Se ne parla in un crescendo di intensità: prima la morte “annusata” nelle parole profonde e toccanti di De Rival, poi la morte sfidata, e vinta, nel duello non cercato e non voluto col giornalista sconosciuto; infine la morte quale essa è, prima o poi, per tutti: inevitabile e crudele. Le poche pagine dedicate agli ultimi istanti di Forestier e al riappropriarsi subitaneo della vita da parte dei “vivi”, sono di un realismo e di una bellezza rari...
    Indubbiamente da leggere.

  6. #6
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      George Duroy è un personaggio odioso quanto perdutamente affascinate, cinico quanto interiormente disperato e, purtroppo, terribilmente ed effettivamente attuale…un classico che non tramonta mai!

  7. #7
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    !!possibili spoiler!!

    io non riesco a definire Du Roy odioso, probabilmente mi sarei innamorata anch'io di questo affascinante Bel-Ami! mi è infatti piaciuta molto la figura della sua prima amanta Clotilde, l'unica che riesce a stargli sempre al fianco, l'unica che si diverte e che non pretende nient'altro... non a caso sarà il suo pensiero anche nel momento del suo matrimonio meglio riuscito...
    Ho trovato questo libro molto strano soprattutto perchè ho avuto la costante impressione di trovarmi di fronte ad un ANTIeroe, ma a cui, in fin dei conti, va sempre tutto per il meglio... è come se passando di capitolo in capitolo si ha sempre l'impressione che la fortuna lo debba abbandonare... nell'ultimo capitolo, poi la tensione mi è sembrata al massimo!
    mi è piacviuto molto, ma vedo che non abbiamo altri libri dell'autore recensiti... nessuno me ne consiglierebbe un altro?

  8. #8
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    Predefinito Possibili spoiler

    Questo romanzo tratta le vicende del nostro Duroy con leggerezza e ironia, rendendocelo, a tratti - per quanto mi riguarda, solo nella parte iniziale o poco più - persino simpatico. Purtroppo egli è un personaggio come tanti, sorprendentemente attuale. Vanesio, arrivista, pronto a tutto pur di arrivare al potere e al successo, pronto a soddisfare i suoi sfizi per poi liberarsi delle donne con la stessa leggerezza, come fossero vecchie scarpe - vedi la povera signora Walter, personaggio un po' patetico a dire il vero. Ho trovato verosimile la sua personalità, ma non altrettanto il suo fascino indiscutibile, che fa cadere ai suoi piedi tutte le signore e signorine di qualsiasi età, a prima vista... pochi uomini sono così affascinanti ... purtroppo, si potrebbe dire senza rifletterci, ma se avessero tutti il carattere di Bel-Ami, meglio così O forse, semplicemente, oggi le donne sono più sveglie. Fa eccezione la signora Forestier, più str... di lui ma poi chi avrà la meglio? Non voglio svelare altro; direi che il libro offre un quadro della società di quella e di ogni epoca (o quasi) credibile e tracciato con uno stile ottimo: scorrevole, raffinato, ironico. Non entrerà nella rosa dei miei preferiti, ma lo consiglio.

  9. #9
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    Anche io come già detto nei post precedenti ho trovato Du Roy affascinante.non il migliore ma il migliore a sapersi vendere.
    Un bel romanzo classico che tratta temi fin troppo attuali poiché fin da che mondo è mondo esiste l'amore interessato solo al denaro o alla fama.
    Piacevole lettura.

  10. #10

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    Grande De Maupassant.
    Ho letto i racconti di Garzanti. Fantastici.

  11. #11
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    Romanzo ben articolato nel suo sviluppo del protagonista, che timido timido all' inizio si rivela senza scrupoli nella conquista di ciò che vuole.
    Belli ed in parte odiosi i personaggi femminili.
    Lo consiglio

  12. #12

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    E il primo libro di questo autore che ho letto. Il romanzo ci racconta la scalata sociale del protagonista senza farsi tanti scrupoli, un po' come avviene anche ai nostri giorni, quindi il tema è abbastanza attuale.
    Prossimamente vorrei leggere qualcos'altro di questo autore per conoscerlo un po' meglio.

  13. #13
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    Prima esperienza con questo autore. Molto positiva direi.

    Maupassant attraverso il cinismo di Bel Ami ci apre una finestra sulla società francese dell'epoca che di sicuro non era meno cinica e spietata, se infatti leggendo in un primo momento si detesta il nostro Du Roy, proseguendo con la storia ci si rende conto che è il "contesto" che gli richiede di essere così; in un ambiente dove l'apparenza e un titolo (anche finto) sono tutto, o mangi o sei mangiato, e Bel ami, mangia "a quattro palmenti" sfruttando il suo innegabile fascino sul gentil sesso, aiutato anche dal fatto di essere un uomo e quindi di godere della più totale libertà e impunità per quanto riguarda i costumi morali: lui può passare allegramente da un letto all'altro, può' "derubare" la moglie della sua legittima eredità, può inscenare una patetica scenata di gelosia davanti all'amante di quest'ultima e chiedere il divorzio, le sua amanti possono solo "subire" i suoi capricci.
    Un bel libro, non pesante, si legge in scioltezza. Voto 4/5

  14. #14
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    Primo approccio con questo scrittore, ho trovato la scrittura scorrevole e piacevole. Il protagonista è molto affascinante e accattivante, riesce a vendersi bene fino a raggiungere il suo obiettivo, fin troppo attuale.

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