Baricco, Alessandro - Emmaus

white89

InLove Member
Forse non sono la più adatta a scrivere la recensione di questo libro dato che è solo il secondo che leggo di Baricco dopo "Novecento", ma mancando la recensione nella Piccola Biblioteca ho pensato comunque di dare il mio contributo.

"Emmaus" racconta le vicende di quattro giovani amici, cresciuti in famiglie modeste e cattoliche, che si affacciano alla vita alla soglia dei loro vent'anni. Nel corso della storia li vediamo partire insieme dagli impegni di parrocchia, a scuola, per poi progressivamente dividersi e perdersi in un ambiente che non è il loro (cerchia di ragazzi di famiglie altolocate, senza regole) che li porterà a conseguenze tragiche.

Questo libro non mi è piaciuto, sembra quasi un saggio sul contrasto fra l'eredità cristiana che le famiglie lasciano nei giovani e ciò che questi devono poi affrontare nel mondo, ma il tutto portato agli estremi ed infilato in una storia francamente molto improbabile. A risentirne è soprattutto la narrazione che perde ritmo nel continuo divagare dell'autore. Rispetto a "Novecento" (che ho adorato), qui si è persa la semplice voglia di raccontare una storia.

Pensavo di riuscire ad immedesimarmi di più, visto che la mia educazione è simile a quella dei protagonisti, ma ciò non è accaduto perchè Baricco racconta una storia "estremista".

Ovviamente si salvano la scrittura di Baricco ed alcune pagine in cui affronta la religione cristiana e il modo in cui questa entra (o meglio, entrava) nella vita quotidiana, se prese come riflessioni estranee al romanzo.

Ma vista la mia scarsa conoscenza dell'autore mi piacerebbe ascoltare pareri differenti dal mio, riuscendo magari a rivalutare un pò questo libro.
 

happytelefilm

New member


Questo libro non mi è piaciuto, sembra quasi un saggio sul contrasto fra l'eredità cristiana che le famiglie lasciano nei giovani e ciò che questi devono poi affrontare nel mondo, ma il tutto portato agli estremi ed infilato in una storia francamente molto improbabile. A risentirne è soprattutto la narrazione che perde ritmo nel continuo divagare dell'autore. Rispetto a "Novecento" (che ho adorato), qui si è persa la semplice voglia di raccontare una storia.
.


a me per questo è piaciuto, per la critica, molto attuale, alla religione come mezzo consolatorio e imbonitore delle masse popolari, cosa di cui l'elite pare avere coscienza ponendovisi al di sopra.
e poi ho trovato molto veritiera la considerazione che ognuno vive nella sua soap opera, non rendendosi nemmeno bene conto di ciò che avviene nella vita di chi ci sta più vicino. Crediamo di conoscerci, ma siamo estranei l'uno all'altro (il balcone per il padre era un momento di sollievo, per il figlio di angoscia e alla fine compie il gesto che secondo lui che il padre avrebbe sempre voluto compiere).

non è un gran libro, ma Baricco fa così, gli vengono delle intuizioni, delle idee chiare e semplici, e cerca di farcele arrivare costruendoci una storia intorno. Ma alla fine è l'intuizione baricchiana che ti resta. Ed è per questo motivo che continuerò a comprare i suoi libri.
 

velmez

Active member
Premettendo che Baricco è uno dei miei scrittori preferiti... credo debba tornare a inventare storie...
in questo libro sembra voler raccontare e tutti i costi una sua esperienza... poteva starci fino a metà... poi si entra nel banale: la ragazza incinta, l'amico drogato, l'amico che ammazza una *******.... un revival in stile Radio freccia...
e lui, unico sopravvissuto, che osserva senza essere troppo coinvolto...
non so... mi lascia un po' confusa...
baricco sa fare decisamente meglio...
anche la scrittura, troppo lineare, poco originale...
di solito mi segno una decina di frasi d ricordre dei suoi libri... qui la più brillante (e per altro ormai usata da moltissimi) è "noi cristiani siamo gli unici ad adorare un dio morto..."
spero sia solo uno scivolone... rivoglio il baricco di City e di oceano mare!
 

Antonio58

New member
Ho letto molti libri di Baricco, un autore che mi piace, e anche questo è stata una lettura piacevole anche se inferiore al precedente "Questa storia". Forse la mia è stata una lettura superficiale fatta per il piacere di farla ma non ho trovato "messaggi" o insegnamenti particolari. L'ho trovato come una storia di adolescenti che, pur educati da bravi ragazzi, crescendo e frequentando gente con mentalità e vite diverse perdono, chi più chi meno, la retta via. Qualcosa che capita spesso.
 
Alto