"La più antica, la più forte emozione che l'uomo possa provare è la paura. E la forma più suggestiva e violenta di questa paura è la paura dell'Ignoto...", ha scritto H.P. Lovecraft.

Questa antologia, curata da Fruttero e Lucentini, è stata pubblicata per la prima volta nel 1960 (l’ultima ristampa è del 1997, se non sbaglio) e raccoglie quindici piccoli capolavori, scelti fra i più rappresentativi della letteratura inglese tra Ottocento e Novecento:

Il tesoro dell'abate Thomas (M. R. James)
L'orrore di Dunwich (H.P. Lovecraft)
Calura d'agosto (W. F. Harvey)
La bella adescatrice (O. Onions) il più bello!imvho
La mezzatinta (M. R. James)
La polvere bianca (A. Machen)
La falena (H. G. Wells)
Quis est iste qui venit (M. R. James)
Il richiamo di Cthulhu (H.P. Lovecraftt)
La zampa di scimmia (W.W. Jacobs)
La casa vuota (A. Blackwood)
Il numero 13 (M.R. James)
Nella cripta (H.P. Lovecraft)
Dalle tre alle tre e mezzo (F. Lucentini - come P. Kettridge [ps])
Il terrore (A. Machen)


Non aspettatevi le classiche storie di fantasmi con grida raccapriccianti, catene trascinate e particolari cruenti. L’orrore di questi racconti è sussurrato, sfumato, lasciato all'interpretazione di chi legge, mostrato in un raffinato gioco di luci ed ombre dove l’elemento terrorizzante è solo accennato, quel tanto che basta per costringervi a (ri)pensarci su per molti giorni, e molte notti, ancora...


"Le storie di fantasmi raccolte in quest'antologia - ha scritto Mario Praz - sono il prodotto unico di un innesto, l'innesto del realismo sul romanticismo: come il tulipano nero, sono il frutto di un incontro felice, rappresentano una fase ben definita della 'letteratura del brivido.