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Discussione: Fregarsene al lavoro

  1. #1

    Predefinito Fregarsene al lavoro

    Noto che non riesco a fregarmene. Ascolto sempre i colleghi, mi innervosisco quando sento che parlano solo per fare vedere che fanno qualcosa...ecc.ecc.
    Esiste un libro che mi aiuti a fregarmene e a non rovinarmi la salute?

  2. #2
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  4. #3
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    Citazione Originariamente scritto da steveone Vedi messaggio
    Noto che non riesco a fregarmene. Ascolto sempre i colleghi, mi innervosisco quando sento che parlano solo per fare vedere che fanno qualcosa...ecc.ecc.
    Esiste un libro che mi aiuti a fregarmene e a non rovinarmi la salute?

    Ciao steveone,

    esistono tanti pseudo manuali del genere, anche se sinceramente non ne ho mai letto nessuno.

    In passato ho avuto anch'io problemi di questo tipo, che non sono per nulla secondari e non vanno sottovalutati.

    Ti posso consigliare di avvicinarti a qualche disciplina orientale, sfrondandola però degli aspetti religiosi. A me è servito moltissimo, anche se partivo da una base di razionalità e visione del mondo "all'occidentale".

    "Fregarsene". Si fa presto a dirlo, ma a farlo è tutta un'altra storia. E' un percorso e come tale a volte bisogna essere guidati.

    Se questo tuo problema ti impedisce di goderti la vita, al punto tale che pensi giorno e notte ai colleghi, alle cattiverie e al lavoro, ti consiglio anche una visita psicoterapeutica. Anche quella mi è servita. Rimetterci la salute per cose che sono del tutto irrilevanti non ha alcun senso. Però prima dovrai capire, davvero e fino in fondo, che tali sono. Sciocchezze. Il raggiungimento di questa consapevolezza passa attraverso una strada molto difficile, una strada che vale la pena affrontare, perché quando ne sarai fuori vedrai la vita sotto una luce differente.

    Oggi me ne frego, me ne frego altamente. Che non significa che sono diventato egoista o "menefreghista" in senso assoluto. Significa che mi disinteresso totalmente delle voci, delle dicerie, delle sciocchezze dietro la schiena. Tutte queste cose sono sintomatiche di debolezza di chi le fa. La vera vittima è lui.

    Se parlano male di te, nella maggior parte dei casi significa che sei una persona valida che può trarre beneficio dalle proprie qualità. Le masse si uniscono in due modi: o "sparando sulla croce rossa", cioè denigrando le persone che non andrebbero denigrate perché magari hanno problemi seri, oppure si uniscono contro chi inconsciamente ritengono migliore di loro.


    Auguri!
    Ultima modifica di Zingaro di Macondo; 10-16-2017 alle 11:51 AM.

  5. The Following 3 Users Say Thank You to Zingaro di Macondo For This Useful Post:


  6. #4
    Logopedista nei sogni
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    Citazione Originariamente scritto da steveone Vedi messaggio
    Ascolto sempre, mi innervosisco
    Secondo me queste due cose che hai scritto rivelano molto, da un lato vorresti andare d'accordo con tutti ma dall'altro ci sono cose che non sopporti e non le esterni.
    A me capitava la stessa cosa poi mi sono rivolta ad una psicoterapeuta cognitivo comportamentale che mi ha consigliato questo libro:
    "Piacersi non piacere" di Enrico Rolla che, attraverso esempi di situazioni di vita quotidiana, tra cui il lavoro, ci guida verso l'assertività cioè quel comportamento che non ci fa essere né passivi né aggressivi nel rapporto con gli altri e che ci fa esprimere senza la paura del giudizio.
    E' un libro molto scorrevole da leggere, comunque prendi in considerazione anche il consiglio del nostro amico Zingaro di consultare uno psicoterapeuta.

  7. The Following 3 Users Say Thank You to Ondine For This Useful Post:


  8. #5
    d'ya think i'm stupid?
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    se la lettura dovesse pur appagandoti non riuscire a farti adeguare "fai da te"

    se lo psicoterapeuta facendo emergere le tue problematiche dal in/subconscio non ottenesse che tu riesca a ritarare il tuo rapportarti

    se tecniche orientali o training autogeno non ti dessero pace e armonia universali

    se per mezzo di attività personali, sociali, basate sui tuoi talenti non riuscissi a ricavare l'autostima

    se con la pratica di arti marziali non riuscissi a sentirti più così indifeso

    se nemmeno il parroco o un'attività di volontariato ti permettessero di trascendere a certi infimi atteggiamenti del prossimo

    PROZAC


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  10. #6
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    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    PROZAC
    Io lo prendo, ma non perché tutte le altre tecniche abbiano fallito, anzi, ma perché è un supporto a queste.
    Mi permetto di raccogliere il suggerimento di Hot per dire che un farmaco è utile se associato a psicoterapia e a tanta esposizione sociale.

  11. The Following User Says Thank You to Ondine For This Useful Post:


  12. #7
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    Il prozac è un antidepressivo, spero che steveone abbia solo problemi relazionali sul posto di lavoro.

  13. The Following User Says Thank You to Zingaro di Macondo For This Useful Post:


  14. #8
    d'ya think i'm stupid?
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    diciamo che gli antidepressivi -ve ne sono anche di meno "aggressivi" (scusate il gioco di parole)- dovrebbero fondamentalmente ridurre nella testa l'ossessività dei pensieri, sempre quelli, sempre riproposti e ripetuti, cosa che dai e dai anche a uno senza problemi finerebbe per dar loro significati negativi fino a via via renderli minacciosi, ingranditi oltre il lecito.

    ovvio che questo possa a catena influire sull'umore e il carattere, e creare rapporti conflittuali con se stesso e anche, in varie misure, con gli altri e l'ambiente sociale.

    il farmaco giusto e al giusto dosaggio non è quello che ti rimbecillisce e/o ipnotizza, rendendoti una larva umana priva di carattere e volontà e lucidità. quello giusto è solo un minimo supporto alla tua possibilità di esternarti col mondo secondo ciò che sei, senza troppe bestie che ti mordono dentro.

    ne consegue un progressivo aumento della consapevolezza del proprio io, del proprio valore, del proprio ruolo, fino a riuscire alla riconquista del poter camminare senza più quelle stampelle, che oramai ti hanno riabituato a stare sulle proprie gambe e cui finalmente rinunci in tutta serenità.

    ecco, volevo in base alla mia esperienza togliere un certo velo di paura e drammaticità che si tende sovente a riferire verso certi farmaci. non si tratta di pazzi squilibrati legati con la camicia di forza in una stanzetta 2x2 imbottita, prossimi alla lobotomizzazione.

    soprattutto tranquillizzare che non se ne è schiavi e non ti cambiano il carattere, ma ti agevolano nel fare emergere il valore del tuo.


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  16. #9
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    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    diciamo che gli antidepressivi -ve ne sono anche di meno "aggressivi" (scusate il gioco di parole)- dovrebbero fondamentalmente ridurre nella testa l'ossessività dei pensieri, sempre quelli, sempre riproposti e ripetuti, cosa che dai e dai anche a uno senza problemi finerebbe per dar loro significati negativi fino a via via renderli minacciosi, ingranditi oltre il lecito.

    ovvio che questo possa a catena influire sull'umore e il carattere, e creare rapporti conflittuali con se stesso e anche, in varie misure, con gli altri e l'ambiente sociale.

    il farmaco giusto e al giusto dosaggio non è quello che ti rimbecillisce e/o ipnotizza, rendendoti una larva umana priva di carattere e volontà e lucidità. quello giusto è solo un minimo supporto alla tua possibilità di esternarti col mondo secondo ciò che sei, senza troppe bestie che ti mordono dentro.

    ne consegue un progressivo aumento della consapevolezza del proprio io, del proprio valore, del proprio ruolo, fino a riuscire alla riconquista del poter camminare senza più quelle stampelle, che oramai ti hanno riabituato a stare sulle proprie gambe e cui finalmente rinunci in tutta serenità.

    ecco, volevo in base alla mia esperienza togliere un certo velo di paura e drammaticità che si tende sovente a riferire verso certi farmaci. non si tratta di pazzi squilibrati legati con la camicia di forza in una stanzetta 2x2 imbottita, prossimi alla lobotomizzazione.

    soprattutto tranquillizzare che non se ne è schiavi e non ti cambiano il carattere, ma ti agevolano nel fare emergere il valore del tuo.

    Sono assolutamente d'accordo. Anch'io credo che gli antidepressivi e gli psicofarmaci in generale siano una grande conquista. Logico che vadano assunti solo dopo prescrizione seria, ma aiutano eccome e non cambiano nulla, come dici, di ciò che sei realmente. E nemmeno ti rendono rincitrullito tipo "qualcuno volò sul nido del cuculo".

    Non mi faccio mancare nulla...pure a me certi psicofarmaci hanno aiutato, e pure parecchio.

    Non vanno di certo presi alla leggera o ai primi sintomi di "qualcosa che non va", ma basta farsi seguire da uno specialista e lui saprà il da farsi. Se sono da prendere, bisogna prenderli senza paranoie.

    Se è vero che esiste una tendenza a drammatizzare i possibili effetti collaterali di questi che, in alcuni casi, sono veri e propri farmaci salva vita, è anche vero che bisogna stare attenti a non eccedere dalla parte opposta; famosi gli episodi di psichiatri che prescrivevano xanax ai bambini perché "turbolenti". Quella sì, che è una roba da matti.

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  18. #10
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    Citazione Originariamente scritto da Zingaro di Macondo Vedi messaggio
    Sono assolutamente d'accordo. Anch'io credo che gli antidepressivi e gli psicofarmaci in generale siano una grande conquista. Logico che vadano assunti solo dopo prescrizione seria, ma aiutano eccome e non cambiano nulla, come dici, di ciò che sei realmente. E nemmeno ti rendono rincitrullito tipo "qualcuno volò sul nido del cuculo".

    Non mi faccio mancare nulla...pure a me certi psicofarmaci hanno aiutato, e pure parecchio.

    Non vanno di certo presi alla leggera o ai primi sintomi di "qualcosa che non va", ma basta farsi seguire da uno specialista e lui saprà il da farsi. Se sono da prendere, bisogna prenderli senza paranoie.

    Se è vero che esiste una tendenza a drammatizzare i possibili effetti collaterali di questi che, in alcuni casi, sono veri e propri farmaci salva vita, è anche vero che bisogna stare attenti a non eccedere dalla parte opposta; famosi gli episodi di psichiatri che prescrivevano xanax ai bambini perché "turbolenti". Quella sì, che è una roba da matti.
    concordo, e consideralo un sincero like

    hot

  19. #11
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    Citazione Originariamente scritto da steveone Vedi messaggio
    Noto che non riesco a fregarmene. Ascolto sempre i colleghi, mi innervosisco quando sento che parlano solo per fare vedere che fanno qualcosa...ecc.ecc.
    Esiste un libro che mi aiuti a fregarmene e a non rovinarmi la salute?
    Oltre ai consigli precedenti, puoi provare a vedere la situazione dall'esterno, come se guardassi una scena del Grande Fratello alla televisione (non è poi molto diverso!): prevale il ridicolo, la pochezza di certi comportamenti, l'infantilismo e altro ancora. Più che innervosirsi, bisognerebbe sorvolare o ridere per la pochezza umana che dimostrano. Se un collega parla solo per fare vedere ciò che fa, direi che ha poca fiducia nella validità del suo operato, ha bisogno di sbandierare ciò che fa, se no nessuno se ne accorge. Le persone che valgono veramente non hanno bisogno di tante parole.
    Certo le relazioni nell'ambiente di lavoro possono essere grande fonte di stress. Magari si può lavorare sulla propria autostima (credo ci siano libri su questo argomento), o relativizzare e non dare troppa importanza ai colleghi "fanfaroni", cercando di capire come mai le loro chiacchiere o il loro modo di fare ti innervosiscano così tanto. Lasciar scorrere via queste chiacchiere vane come acqua del fiume potrebbe aiutare a non rovinarsi la salute.

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  21. #12
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    Povero steveone, voleva "solo" un libro!!!

    Ma visto che ci siamo ... per quanto mi riguarda, quando inizio a tormentarmi con certi pensieri e non riesco a distogliere la mente da ciò che accade al lavoro, continuando a rimuginare e a stressarmi, cerco di correre ai ripari e di crearmi un interesse nuovo. Qualcosa che mi costringa ad uscire, però, a frequentare ambienti e persone diverse. E' faticoso decidere, per me che sono pigra, ma finora ha funzionato. Certo, poi magari avrei bisogno della distrazione dalla distrazione, ma questa è un'altra storia

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