Metà anni Settanta, Napoli. Una banda di ragazzini cresciuti nell'anonimo quartiere di Secondigliano inizia la carriera criminale tra piccoli furti e illegalità. Come tanti altri giovani di quegli anni aspirano a imitare le gesta di Raffaele Cutolo, 'o Professore, il carismatico boss della Nuova camorra organizzata. La loro ascesa sarà irresistibile; in pochi anni, eliminati i rivali più pericolosi, diventati adulti a forza di omicidi e rapine, raggiungeranno i vertici della camorra e faranno di Secondigliano il loro fortino impenetrabile. Il capo clan Ciruzzo 'o Milionario, Sarracino, Capaceccia, 'o Biondo, 'o Fascista, 'o Nigro sono alcuni dei boss del più ricco clan di Napoli, i protagonisti di questa grande saga criminale raccontata attraverso la voce di uno dei "colonnelli", 'o Sicco. Una storia di spietati omicidi, feroci vendette, feste in compagnia di Maradona e giocate milionarie nei casinò di Venezia e Montecarlo, ma anche la ricostruzione di uno dei più giganteschi imperi economici e criminali. Grazie a un'organizzazione efficiente basata su un modello federale, i milionari controllano per due decenni gran parte delle attività economiche della regione, dagli appalti gonfiati alle estorsioni, dal business del cemento fino al traffico di droga. Luigi Alberto Cannavale e Giacomo Gensini ricostruiscono la storia vera di uno dei più potenti clan di camorra, raccontandola come un romanzo.

Gli autori hanno scritto questo libro facendolo passare per romanzo noir.
La trama è un resoconto di fatti purtroppo conosciuti. Cambiare nomi non tramuta la cronaca in romanzo.
In certe pagine del "romanzo" si viene portati ad avere simpatia per o'Sicco, non mi sembra edificante.
La morale: se l'intento degli autori era quello di evidenziare che anche gli assassini e i deliquenti hanno una coscienza, beh troppo comodo pentirsi quando oramai si è perso tutto e passando dalla parte dello stato si ottengono vantaggi.