Un'infanzia sospesa tra il cielo azzurro e accecante e la terra rossa e polverosa del Boucan, una rigogliosa valle dell'isola Mauritius. Alexis vive in questo paradiso, sfogliando libri di viaggio nella soffitta insieme alla sorella Laure, e ascoltando le storie raccontate dalla madre Mam. Con il padre, il giovane divide la passione per le cacce all'oro e per le avventure di pirati e marinai. Ma quando la forza dei cicloni tropicali si abbatte sulla loro casa, la famiglia cade in rovina, e Alexis decide di partire in cerca di fortuna. Nelle carte del padre, scopre gli indizi che lo conducono all'isola di Rodrigues, alla ricerca del tesoro del Corsaro sconosciuto.




Non so se riesco ad esprimermi chiaramente riguardo a questo libro e a questo autore di cui non avevo ancora letto nulla...

ha uno stile molto particolare: fina dalle prime pagine si sente il calore soffocante la terra rossa e secca che ti entra nei polmoni mentre leggi, ma soprattutto i colori sono vivissimi: il rosso, il blu, il giallo: mi sembrava di essere in un quadro di van gogh...

la storia è strana, ha un ritmo anarchico: parte con calma con continui ricordi, poi accelera e di nuovo rallenta, alla fine nelle ultime pagine si susseguono una serie di finali tutti possibili...

è molto, a mio parere anche troppo, descrittivo e abbonda di riferimenti geografici, cosa che mi è piaciuta un po' poco, perchè, non avendo io grosse conoscenze geografiche delle Mauritius, mi ha spesso disorientato...

Insomma sono combattuta: le prime 180 pagine le ho trovate molto pesanti: una splendida atmosfera, ma sostanzialmente noioso...
poi ha iniziato a piacermi moltissimo, ma va scemando verso il finale....

se qualcun altro lo ha letto mi piacerebbe sapere cosa ne pensa!