“Il bambino è al letto,immerso nella lettura di un.libro:ha tutto il tempo,per lo meno non sarà disturbato tanto presto. E’ solo.”
Da “La biblioteca”,pag.59

Questi piccoli quattro racconti di KILITO,raccolti in un piccolo e agile volumetto da Mesogea, con una presentazione di Isabella Camera d’Afflitto e una post -fazione di Mirella Cassarino,ci introducono al conoscere la letteratura colta marocchina, in un lavoro leggerissimo e non banale.
Un autore di atmosfere ,oserei definirlo,con una grande e ,per me,meritoria attenzione ai particolari piu’ minuti delle cose -e che scrive al presente, spesso,cosa non semplicissima , e densa di rischi per la narrazione.
Assieme a “La biblioteca” gli altri racconti si titolano “Duetto”,”Dante”,Chiavi”.
Ma, come dicevo, si tratta di letteratura colta (gli perdono il suo trasporto per la Divina Commedia perché perdono a me stesso la mia viscerale passione per William Shakespeare) e non solo per la sua eleganza ma anche per il curriculum di KILITO di critico letterario e di studioso.

Non gli perdono di essere in Marocco anche un accademico, ma ..che volete.. nessuno è perfetto.


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