Quanto ci sarebbe da scrivere su un libricino di neanche 200 pagine!

E' un libro che tratta un argomento quanto mai attuale e duro, ma lo fa con delicatezza e senza mai risultare morboso o angosciante. Certo, angoscianti sono le storie che ci sono sotto, angosciante è che una donna, ancora oggi, debba subire violenza proprio dentro le mura di casa e sentirsi addirittura in colpa per questo.
Le donne di Malamore sono donne moderne, che lavorano fuori casa e insieme sono madri, moglie e amanti, in un meccanismo così radicato nella nostra cultura da essere per quasi tutti normale. Siamo noi in pratica.
La bravura dell'autrice sta nel non proporci solo storie ordinarie, quelle di cronaca. Ci sono fiabe, film, fumetti e storie di donne famose. C’è Barbablù, c'è la maga Circe, c'è la fiaba spagnola della topina che spazza la scala (bella!), c'è la sposa cadavere di Tim Burton, c'è Eva Kant (la fidanzata di Diabolik), ci sono Artemisia Gentileschi e Dora Maar.
E' un libro che si legge facilmente, ma in ogni riga cogli un profondo significato. Lo proporrei nelle scuole visto anche la brevità dei racconti.
Bello e originale il collegamento che c'è tra ogni racconto e il suo prologo.



Il malamore è gramigna, cresce nei vasi dei nostri balconi. Sradicarlo costa più che tenerselo. Dargli acqua ogni giono, alzare l’asticella della resistenza al dolore è una folle tentazione che può costare la vita.”