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copertina libro

Antologia di Spoon River

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Discussione: Masters, Edgar Lee - Antologia di Spoon River

  1. #1
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    Predefinito Masters, Edgar Lee - Antologia di Spoon River

    Non è un romanzo ma una raccolta di poesie dove ogni poesia è il racconto della vita di una persona che ha vissuto o è nata nel villaggio. Tutti i personaggi sono morti e si raccontano senza pudori della loro vita da vivi.

    Un classico oramai!

  2. #2
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    Bello bello bello!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Bello davvero!!

  3. #3
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    Bellissimo, me lo leggeva la mia nonna nella traduzione della Pivano!!
    ...meravigliosa anche la versione poesia/musica di De Andrè
    Ultima modifica di elisa; 01-28-2012 alle 06:18 PM. Motivo: edit caratteri

  4. #4
    Motherator
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    LA COLLINA

    Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
    l'abulico, l'atletico, il buffone, l'ubriacone, il rissoso?
    Tutti, tutti, dormono sulla collina.

    Uno trapassò in una febbre,
    uno fu arso in miniera,
    uno fu ucciso in rissa,
    uno morì in prigione,
    uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari -
    tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

    Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,
    la tenera, la semplice, la vociona, l'orgogliosa, la felicie?
    Tutte, tutte, dormono sulla collina.

    Una morì di un parto illecito,
    una di amore contrastato,
    una sotto le mani di un bruto in un bordello,
    una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
    una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi,
    ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag -
    tutt, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.

    Dove sono zio Isaac e la zia Emily,
    e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
    e il maggiore Walker che aveva conosciuto
    uomini venerabili della Rivoluzione?
    Tutti, tutti, dormono sulla collina.

    Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra,
    e figlie infrante dalla vita,
    e i loro bimbi orfani, piangenti -
    tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

    Dov'è quel vecchio suonatore Jones
    che giocò con la vita per tutti i novant'anni,
    fronteggiando il nevischio a petto nudo,
    bevendo, facendo chiasso, non pensando nè a moglie nè a parenti,
    nè al denaro, nè all'amore, nè al cielo?
    Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa,
    delle corse di tanti anni fa nel Boschetto di Clary,
    di ciò che Abe Lincoln
    disse una volta a Springfield.
    Ultima modifica di elisa; 01-28-2012 alle 06:20 PM. Motivo: edit caratteri

  5. #5
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    Mamma che bella, lascio il pc e vado a leggere... Però prima aggiorno la mia firma!!



    Grazie elisa!!!

  6. #6
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    Certo che il 2 novembre è il giorno ideale per commentare questa raccolta di epitaffi...

    Scherzi a parte, l'Antologia di Lee Masters è un'opera davvero bella. Ce la fece conoscere alle medie il nostro professore di Italiano, e da allora la vena melanconica di queste liriche mi è rimasta nel cuore. Oltre alla bellissima "La collina", posta all'inizio dell'opera, ricordo con piacere "Andy, il guardiano notturno":

    "Col mantello spagnolo,
    e il vecchio cappello a cencio,
    e le soprascarpe di feltro,
    e Tyke, il cane fedele,
    e il nodoso bastone di hickory
    sgattaiolavo con la lanterna cieca
    di porta in porta per la piazza,
    mentre le stelle della mezzanotte passavano
    e la campana ronzava nel campanile
    per lo spirare del vento;
    e i passi stanchi del vecchio dottor Hill
    risuonavano come chi cammini nel sonno,
    e lontano un gallo cantava.
    E ora un altro veglia su Spoon River
    come altri vegliarono prima di me.
    E qui giacciamo, il dottor Hill e io,
    dove nessuno più scassina o ruba,
    e non c'è più bisogno di guardia."



    Qual è la funzione della morte in questo libro? Forse quella di dare una sorta di prova di appello a chi è stato sopraffatto dall'ipocrisia delle vicende umane; oppure far capire la vanità di tante cose, cui spesso si dà un'importanza esagerata, e l'importanza dei valori veri.

    "Dare un senso alla vita può condurre a follia / ma una vita senza senso è la tortura / dell'inquietudine e del vano desiderio - / è una barca che anela al mare eppure lo teme." (da "George Gray")


    Scrive Masters in "Dorcas Gustine", uno che era malvisto dai suoi concittadini perchè aveva il coraggio di dire le cose che pensava:

    "E' assai lodato l'atto del ragazzo spartano, / che si nascose il lupo sotto il mantello, / lasciandosi divorare, senza lamentarsi. / E' più coraggioso, io penso, strapparsi il lupo dal corpo / e lottare con lui all'aperto, magari per strada, / tra polvere e ululi di dolore. / La lingua è magari un membro indisciplinato - / ma il silenzio avvelena l'anima."


    Esorta poi "La signora George Reece":

    "Io vorrei dire a questa generazione: imparate a memoria qualche verso di verità o di bellezza..."

    Versi chiari, che ricostruiscono con pochi tratti i momenti salienti della vita dei personaggi. Qualcuno ha definito l'opera di Masters come un moderno poema dantesco, una Divina Commedia rivisitata attraverso il punto di vista non di una, ma di un centinaio di anonimi peccatori che, dopo morti, "si danno il nome che non era stato loro riconosciuto in vita".
    Estremamente lirico, e con un' eco dantesca, l'ultimo ricordo di "Francis Turner":

    "...mentre la baciavo con l'anima sulle labbra, / l'anima d'improvviso mi fuggì".


    Perentoria è la sentenza di "Alexander Throckmorton":

    "Il genio è saggezza e gioventù".


    Infine le ragioni di "Aner Clute", che così spiega la caduta della protagonista nelle spire della prostituzione:

    "Immaginate che un ragazzo rubi una mela
    dal cesto della drogheria,
    e tutti si mettano a chiamarlo ladro,
    il giornalista, il prete, il giudice, tutti -
    "ladro", "ladro", "ladro", dovunque vada.
    E non possa trovar lavoro, nè guadagnarsi il pane
    se non rubando: ebbene, quel ragazzo ruberà.
    Il modo come la gente considera il furto
    è ciò che rende ladro il ragazzo"


    All'Antologia fece seguito, nove anni dopo, "Il nuovo Spoon River", che non ebbe il successo della prima. L'avvocato Masters morì dimenticato da tutti nel 1950.
    Ultima modifica di elisa; 01-28-2012 alle 06:23 PM. Motivo: edit caratteri

  7. #7
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    vado a vedere se lo trovo in biblioteca...

  8. #8
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    Adoro questo libro, l'ho letto da bambina e mi è rimasto nel cuore soprattutto questa poesia:

    George Gray:

    Molte volte ho studiato
    il marmo che mi hanno scolpito -
    una nave con la vela piegata in riposo nel porto.
    In verità non ritrae la mia destinazione
    ma la mia vita.
    Poichè l'amore mi venne offerto ed io fuggii dalla sua delusione;
    il dolore bussò alla mia porta, ma io avevo paura;
    l'ambizione mi chiamò, ma io ero atterrito dai suoi rischi.
    Pure tutto il tempo avevo fame di significato della vita.
    E ora so che dobbiamo innalzare la vela
    e cogliere i venti del destino
    ovunque essi guidino la nave.
    Dare significato alla vita può sortire follia,
    ma la vita senza significato è la tortura
    dell'irrequitezza e del desiderio vago -
    è una nave che anela il mare eppure lo teme.
    Ultima modifica di elisa; 01-28-2012 alle 06:23 PM. Motivo: edit caratteri

  9. #9

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    Citazione Originariamente scritto da raskolnikoff
    Bellissimo,

    ...meravigliosa anche la versione poesia/musica di De Andrè
    ...........quoto!
    Ultima modifica di elisa; 01-28-2012 alle 06:24 PM. Motivo: edit caratteri

  10. #10
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    Bellissimo, me lo leggeva la mia nonna nella traduzione della Pivano!!
    ho letto questa versione!!!
    non tutte le poesie sono bellessime però...

  11. #11
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    un superclassico della poesia...bellissimo!

  12. #12
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    Sec me poche di queste poesie sono anche notevoli dal punto di vista letterario. Fra queste direi per esempio:

    Paul McNeely

    Cara Jane! cara bellissima Jane!
    Come entravi furtiva nella stanza (dove io giacevo malato)
    con la tua cuffia da infermiera ed i polsini di lino,
    e mi prendevi la mano e dicevi sorridendo:
    "Non siete così malato" o “ presto starete bene."
    E come il liquido pensiero dei tuoi occhi
    affondava nei miei come rugiada che scivoli
    nel cuore di un fiore.
    Cara Jane! L'intera fortuna dei McNeely
    non avrebbe comprato le tue cure per me,
    dal giorno alla notte, dalla notte al giorno;
    nè pagato il tuo sorriso, o il calore della tua anima,
    nella tua piccola mano poggiata sulla mia fronte.
    Jane, finchè la fiamma della mia vita non si spense
    nell'oscurità* dietro al disco della notte
    io sperai e sognai di tornere ancora sano
    per poggiare la mia testa sul tuo piccolo seno,
    e stringerti forte in un abbraccio d'amore -
    Ha provveduto per te mie padre quand'è morto,
    Jane, cara Jane?


    oppure

    Minerva Jones

    Sono Minerva, la poetessa del villaggio,
    fischiata, schernita dai villanzoni della strada
    per il mio corpo goffo, l'occhio guercio, e il passo largo
    e tanto più quando Butch Weldy
    mi prese dopo una lotta brutale.
    Mi abbandonò al mio destino col dottor Meyers;
    e io sprofondai nella morte, gelando dai piedi alla faccia,
    come chi scenda in un'acqua di ghiaccio.
    Vorrà qualcuno recarsi al giornale,
    e raccogliere i versi che scrissi?
    Ero tanto assetata d'amore!
    Ero tanto affamata di vita!


    Masters mi sembra piuttosto un contestatore che un lirico, e il successo delle sue poesie credo dipenda in gran parte dalla loro "carica eversiva" per così dire...
    Ultima modifica di Masetto; 04-30-2008 alle 09:42 AM.

  13. #13
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    Citazione Originariamente scritto da darseven
    Certo che il 2 novembre è il giorno ideale per commentare questa raccolta di epitaffi...

    Scherzi a parte, l'Antologia di Lee Masters è un'opera davvero bella. Ce la fece conoscere alle medie il nostro professore di Italiano, e da allora la vena melanconica di queste liriche mi è rimasta nel cuore. Oltre alla bellissima "La collina", posta all'inizio dell'opera, ricordo con piacere "Andy, il guardiano notturno":

    "Col mantello spagnolo,
    e il vecchio cappello a cencio,
    e le soprascarpe di feltro,
    e Tyke, il cane fedele,
    e il nodoso bastone di hickory
    sgattaiolavo con la lanterna cieca
    di porta in porta per la piazza,
    mentre le stelle della mezzanotte passavano
    e la campana ronzava nel campanile
    per lo spirare del vento;
    e i passi stanchi del vecchio dottor Hill
    risuonavano come chi cammini nel sonno,
    e lontano un gallo cantava.
    E ora un altro veglia su Spoon River
    come altri vegliarono prima di me.
    E qui giacciamo, il dottor Hill e io,
    dove nessuno più scassina o ruba,
    e non c'è più bisogno di guardia."



    Qual è la funzione della morte in questo libro? Forse quella di dare una sorta di prova di appello a chi è stato sopraffatto dall'ipocrisia delle vicende umane; oppure far capire la vanità di tante cose, cui spesso si dà un'importanza esagerata, e l'importanza dei valori veri.

    "Dare un senso alla vita può condurre a follia / ma una vita senza senso è la tortura / dell'inquietudine e del vano desiderio - / è una barca che anela al mare eppure lo teme." (da "George Gray")


    Scrive Masters in "Dorcas Gustine", uno che era malvisto dai suoi concittadini perchè aveva il coraggio di dire le cose che pensava:

    "E' assai lodato l'atto del ragazzo spartano, / che si nascose il lupo sotto il mantello, / lasciandosi divorare, senza lamentarsi. / E' più coraggioso, io penso, strapparsi il lupo dal corpo / e lottare con lui all'aperto, magari per strada, / tra polvere e ululi di dolore. / La lingua è magari un membro indisciplinato - / ma il silenzio avvelena l'anima."


    Esorta poi "La signora George Reece":

    "Io vorrei dire a questa generazione: imparate a memoria qualche verso di verità o di bellezza..."

    Versi chiari, che ricostruiscono con pochi tratti i momenti salienti della vita dei personaggi. Qualcuno ha definito l'opera di Masters come un moderno poema dantesco, una Divina Commedia rivisitata attraverso il punto di vista non di una, ma di un centinaio di anonimi peccatori che, dopo morti, "si danno il nome che non era stato loro riconosciuto in vita".
    Estremamente lirico, e con un' eco dantesca, l'ultimo ricordo di "Francis Turner":

    "...mentre la baciavo con l'anima sulle labbra, / l'anima d'improvviso mi fuggì".


    Perentoria è la sentenza di "Alexander Throckmorton":

    "Il genio è saggezza e gioventù".


    Infine le ragioni di "Aner Clute", che così spiega la caduta della protagonista nelle spire della prostituzione:

    "Immaginate che un ragazzo rubi una mela
    dal cesto della drogheria,
    e tutti si mettano a chiamarlo ladro,
    il giornalista, il prete, il giudice, tutti -
    "ladro", "ladro", "ladro", dovunque vada.
    E non possa trovar lavoro, nè guadagnarsi il pane
    se non rubando: ebbene, quel ragazzo ruberà.
    Il modo come la gente considera il furto
    è ciò che rende ladro il ragazzo"


    All'Antologia fece seguito, nove anni dopo, "Il nuovo Spoon River", che non ebbe il successo della prima. L'avvocato Masters morì dimenticato da tutti nel 1950.
    Molto bello secondo me questo intervento, perchè si da' la briga di approfondire il giudizio indicando nel dettaglio quello che gli è piaciuto .

    Citazione Originariamente scritto da darseven
    "...mentre la baciavo con l'anima sulle labbra, / l'anima d'improvviso mi fuggì".
    Bellissimo
    Ultima modifica di elisa; 01-28-2012 alle 06:26 PM. Motivo: edit caratteri

  14. #14
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    E' straordinario il modo in cui il poeta riesce in pochi versi a cogliere l'anima e la vita dei personaggi e il modo in cui rende perfettamente il quadro dell'ambiente in cui hanno vissuto e sono morti. Senza tralasciare l'aspetto della critica e della contestazione sociale, facendoci riflettere su situazioni sempre attuali. Bellissimo

    Lucinda Matlock

    Andavo a ballare a Chandlerville
    e giocavo alle carte a Winchester.
    Una volta cambiammo compagni
    ritornando in carrozza sotto la luna di giugno,
    e così conobbi Davis.
    Ci sposammo e vivemmo insieme settant'anni,
    stando allegri, lavorando, allevando i dodici figli,
    otto dei quali ci morirono
    prima che avessi sessant'anni.
    Filavo, tessevo, curavo la casa, vegliavo i malati,
    coltivavo il giardino e, la festa,
    andavo a spasso per i campi dove cantano le allodole,
    e lungo lo Spoon raccogliendo tante conchiglie,
    e tanti fiori e tante erbe medicinali -
    gridando alle colline boscose, cantando alle verdi vallate.
    A novantasei anni avevo vissuto abbastanza, ecco tutto,
    e passai a un dolce riposo.
    Cos'è questo che sento di dolori e stanchezza,
    e ira, scontento e speranze fallite?
    Figli e figlie degeneri,
    la Vita è troppo forte per voi -
    ci vuole vita per amare la Vita.

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    Magnifica raccolta! Periodicamento rileggo:in italiano, in inglese, ascolto con De Andre' e vado in visibilio

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