“Ci accusarono di cospirare contro l’ordine costituito.
Eppure non credo amassimo il disordine.”
Aziz EL OUADIE

L’elegante casa editrice siciliana Mesogea ci introduce a questo splendido libro sul mondo carcerario. Un libro di impegno politico, civile e umano oltre il letterario, anche se ha permesso a tre degli autori, che sono del Marocco, di partecipare al Festival della Letteratura di Mantova, con alcune difficoltà di carattere politico. Con un sottotitolo “Anni di piombo in Marocco” gli autori narrano il buio della dimensione carceraria, alcuni anche dopo dieci anni di reclusione per il “desiderio” della “politica”e della “libertà”. Tre degli autori sono ora impegnati in un lavoro di vigilanza sul trattamento dei detenuti “comuni” nelle carceri del Marocco. Il volume, come scrive Nour-Eddine Saoudi è il frutto della riflessione sulla “logica repressiva del regime” e del potere e dello Stato, in anni in cui “a dispetto di una facciata di multipartitismo” sono scomparse più di millecinquecento persone, e sono state commesse “gravi violazioni dei diritti umani” – a chi interessano i diritti umani.
L’auspicio di chi scrive è che questo volumetto, di interesse assoluto, faccia conoscere al grande pubblico il lavoro raffinato e di grande spessore che l’editore Mesogea (e la sua rivista) sta compiendo sulla cultura del Mediterraneo, con libri come questo, disponibili ad entrare senza remore nel dibattito civile contemporaneo in tema di multiculturalità e di diritti dell’uomo.
Un libro coraggiosissimo di un editore coraggioso. Ambedue meritano di essere conosciuti e letti. Come le poesie di Aziz El Ouadie sulla tortura in carcere; che qui trovate.

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