Milano tra il 1939 e gli anni '70.
Storia di guerra e d'ideali politici contrastanti, ma soprattutto viaggio nel profondo del turbamento psicologico sino a mostrare come la mente possa rovinare ciò che di bello offre la vita.

Lena è bellissima e intelligente, ma porta dentro di sé le cicatrici di una violenza antica.
Qualcuno le ha rubato l'infanzia, ferendola nel profondo, sgretolando il suo equilibrio, rendendola incapace di amare e di lasciarsi amare.
Ha un marito devoto che la adora, pur avvilito da una disperazione segreta e silenziosa.
Lei è una donna distruttiva e logorante. Suo malgrado.
Quando nasce la figlia Prisca, le pare di poter essere felice... è un'illusione: i fantasmi dell'orrore subito non le danno tregua e continuano a tormentarla. E il suo amore per la bambina si trasforma presto in prigione e abuso di potere.

Sentimenti calpestati.
"Perché noi siamo tutto quello che è avvenuto prima, anche quando non lo sappiamo."



Lo stile è raffinato e l'ispirazione profonda. Un tema scabroso trattato con coraggio, efficacia e grande sensibilità.

Voto: 4