Il nuovo romanzo della fortunata serie di Rebecka Martinsson -- Wilma e Simon, poco più che adolescenti, hanno scavato un buco nel ghiaccio e si preparano a immergersi nel lago di Vittangijärvi, nel profondo nord della Svezia, alla ricerca di un aereo precipitato molto tempo prima. Mentre nuotano sul fondo del lago, qualcuno scioglie la sagola di sicurezza e chiude l'apertura verso la superficie, posandoci sopra una porta di legno. Per i due non c'è scampo. Cosa cercavano nel relitto di quell'aereo? E chi ha voluto punirli con la morte? Ancora in coppia con l'ispettrice Anna-Maria Mella, Rebecka Martinsson, ora procuratore a Kiruna, sempre divisa tra l'amore per la sua terra lappone e quello per il suo ex-capo che la vuole a Stoccolma, indaga i misteri di una famiglia che dalla seconda guerra mondiale custodisce un terribile segreto e, tra minacce e intimidazioni, s'imbatte in una pericolosa rete di colpe, paura e tradimento.

E' il primo thriller che leggo di questa autrice, ho trovato originale l'idea di "sentir parlare le persone morte".
La lettura è piacevole, l'unico inconveniente è che trattandosi di una serie e non avendo letto i precedenti ho trovato dei punti oscuri nella vita del procuratore Rebecka Martinsson e dell'ispettrice Mella.