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Mostra risultati da 1 a 10 di 10

Discussione: Luciano di Samosata - Alessandro o Il falso profeta.

  1. #1
    Señora Memebr
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    Predefinito Luciano di Samosata - Alessandro o Il falso profeta.

    In questo libro l'autore, con raffinata ironia, racconta di un sedicente mago e indovino, diventato famoso ad Abonutico (antico centro portuale sul Mar Morto, oggi Jnebolu), nel II secolo d.C.

    Grazie alla sua spregiudicata furbizia e ad un carisma eccezionale Alessandro fondò un tempio oracolare nella sua città, dedicato al dio Glicone - serpente antopomorfo assimilato ad Asclepio - del quale egli era sacerdote e indovino.

    Il credito riscosso in questo modo fu enorme e - ovviamente - anche le ricchezze che ne seguirono. Gli unici dissidenti (i filosofi scettici e i cristiani) venivano presi a sassate e cacciati non solo dal tempio ma anche dalla città.
    Lo stesso Luciano, epicureo convinto, subì minacce di morte e un vero e proprio attentato in mare per ordine degli emissari del "santone".

    Ben presto la sua fama crebbe in tutta la Grecia e a Roma stessa anche per l'appoggio che ricevette da un personaggio influente, l'ex console Rutiliano, al quale diede in moglie una figlia che il nostro si vantava di aver generato con la Luna.

    Esilaranti le descrizioni relative agli inganni e alle nefandezze usate da Alessandro per abbindolare i creduloni ed estorcer loro un bel po' di quattrini.

    "Poiché sperava di stupire la folla ancora di più, promise di mostrare il dio che parlava e dava oracoli personalmente, senza un profeta. Non fu cosa difficile per lui collegare insieme tubi attraverso i quali passasse l’aria e farli passare attraverso la testa che egli aveva modellato in modo che fosse come viva. Quindi rispondeva alle domande mediante qualcuno che dall’esterno parlava nel tubo in modo che la voce uscisse dalla sua immagine di Asclepio".

    Ma:

    "nelle città ci si accorge a poco a poco del trucco di tutti questi incantesimi, si scopre la messa in scena della farsa. Allora Alessandro ricorre alle minacce. Lancia oracoli contro gli increduli dicendo che il Ponto è pieno di atei e di Cristiani che osano spargere le peggiori calunnie contro di lui. Ordina di cacciarli a colpi di pietra se si voleva conservare il favore del dio (Glicone)".

    Alessandro, dopo aver predetto con un oracolo riguardante la sua persona, che sarebbe vissuto fino a centocinquant'anni e poi sarebbe morto colpito da un fulmine, terminò la sua vita non ancora settantenne, divorato dalla cancrena.
    Ultima modifica di Shoofly; 04-22-2011 alle 07:59 PM.

  2. #2

    Predefinito

    Interessantissima segnalazione... scetticismo, cristianesimo e un impostore... sarà la mia prossima lettura e darò il mio giudizio... per ora 10 alla segnalazione!

  3. #3
    da sudovest
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    Predefinito un epicureo che scriveva fantascienza

    Libro ironico e di raffinato acume "Il falso profeta", nonché molto attuale aggiungerei, a tratti esilarante, che da ragione della vena scettica e ferocemente critica che questo antico avvocato siriano (visse nel II sec dC) aveva verso tutto ciò che fosse in odore di ciarlatanesca magia, e, più in generale, di pomposità, ufficialità ed ipocrito formalismo.

    LdS fu acutissimo epicureo, concreto, lucido, ironico, scanzonato. Il che non gli impediva peraltro di trarre diletto e dispiegare la brillante fantasia ed immaginazione di cui era dotato.


    E' unanimente considerato, con la sua "Storia vera", il primo autore di fantascienza in assoluto. Altra sua bellissima opera in cui narra d'avventure oltre le colonne d'Ercole, di esseri fantastici, nonchè di viaggi nello spazio e di incontri con gli abitanti della luna, i Seleniti: fu il primo così ad immaginare l'esistenza di extraterrestri, tema che in seguito avrà, con l'SF appunto, una immensa fortuna.

    Famoso anche per i suoi dialoghi di cui segnalo i "Dialoghi degli déi" ed il gustoso nonchè ammicante "Dialoghi delle cortigiane"

    Consigliato: 3,4/5.
    Ultima modifica di Zefiro; 04-24-2011 alle 10:32 AM.

  4. #4
    Señora Memebr
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    Mi piacerebbe tanto sapere chi è che considera Luciano il primo autore di fantascienza in assoluto.

    Un nutrito filone di storie di genere "fantastico" era già presente nell'Antichità e prima di Luciano.
    Tanto per restare tra gli esempi più noti Icaro, Fetonte e Bellerofonte solcavano i cieli con i loro “apparecchi”, Ulisse viaggiava spericolato in luoghi popolati di creature che non finiscono ancora di ispirare gli autori “fantasy”, mentre già si sapeva che Endimione (re dei Seleniti per Luciano) s’era trasferito sulla luna grazie all’interessamento della dea Selene che lo voleva tutto per sé (e se lo dice Properzio...).
    Stando all’epitome di Fozio sembra, peraltro, che Luciano abbia tratto un bel po’ di farina dal sacco di Antonio Diogene che scrisse – poco prima di lui - Le incredibili meraviglie al di là di Thule. L’intento, nel caso di Luciano, era palesemente satirico nei confronti dei racconti di viaggio troppo infarciti di fanfole.

    Ma a questo punto occorre essere precisi e distinguere tra "fantastico" e "fantascientifico" in letteratura.

    Le storie dei Seleniti e dell’Icaromenippo (che sperimenta il volo ma evita di fare lo scemo come il suo sfortunato predecessore) sono storie fantastiche, non fantascientifiche.

    L'unica parentela tra i due filoni sta nel fatto che entrambi sono improntati ad una visione fantasiosa dell'Universo e vi ricorrono temi come quello del viaggio in luoghi inesplorati.

    Dire che Luciano sia stato il primo autore di fantascienza, quindi, non mi sembra corretto.
    Luciano - come altri dopo di lui [compreso Pulcinella (sic!)] e fino agli inizi del '900 – può considerarsi una sorta di lontano precursore all’interno del vastissimo panorama letterario fantastico dal quale nacque in seguito il ramo “fantascientifico”.

    Per qualificare un’opera come appartenente al genere fantascientifico ritengo che sia indispensabile una connotazione tecnologica, innestata su ipotesi logicamente possibili (e quindi ben lontane dal fiabesco) che generano situazioni del tutto eccezionali.
    Tale connotazione guarda con particolare attenzione alla dimensione tecnologica contemporanea facendone risaltare gli effetti sul singolo e sulla società.

    In questo senso la fantascienza rappresenta un’interessante risposta letteraria all’impatto che l’industrializzazione e il progresso scientifico hanno avuto sul mondo moderno.

    Due autentici e grandissimi precursori del genere furono Verne e Wells, non certo Luciano .

  5. #5
    da sudovest
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    Citazione Originariamente scritto da Shoofly Vedi messaggio
    Mi piacerebbe tanto sapere chi è che (...)
    Uh, Shoo! M’era scappato questo pregevolissimo (sono serio) intervento. Avevo in mente, tra gli altri: Fruttero & Lucentini, L'ora di fantascienza, (Einaudi); J. Gunn, The New Encyclopedia of Science Fiction (Viking); J. Sadoul, Storia della fantascienza (Garzanti).

    In linea con quanto hai correttamente rilevato, quel che viene in realtà normalmente notato di peculiare nella Storia Vera di LdS, nell’ambito del fantastico, come caratteristica proto-fantascientifica, è la particolarità che narri di viaggi nello spazio e di extraterrestri, i Seleniti appunto, entrambi temi che nella fantascienza matura giocheranno un ruolo enorme.

    Il contenuto del tuo post è assolutamente ineccepibile, dove io nel mio invece avevo superficialmente tirato per le spicce in proposito.

    Post ineccepibile il tuo vuoi da un punto di vista formale, la fantascienza per convenzione ha una sua data di nascita ben precisa, il 5 aprile 1926, data della prima uscita della rivista Amazing Stories; vuoi dal punto di vista sostanziale: sia in termini di inquadramento storico letterario, che in termini di distinzione tra i due filoni principali che derivano dall’antico “fantastico”, il “fantasy” da un lato di connotazione sostanzialmente fiabesca e di fantasia, la “fantascienza” dall’altro, in cui l’aspetto tecnologico è fondamentale.
    Ultima modifica di Zefiro; 04-27-2011 alle 12:42 PM.

  6. #6

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    L'ho comprato ... due volumi... 1) La storia vera 2) Dialoghi e saggi
    Appena ho finito "Le relazioni pericolose" inizio questi... ci aggirniamo appena l'ho letto... non leggerò più questo topic perchè, come è mia abitudine, non mi voglio far influenzare...
    Ciao!

  7. #7
    Señora Memebr
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    Che volooo! da Laclos a Luciano (sola andata? ).
    Ottima scelta. Notiziaci sugli sviluppi.............

  8. #8

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    L'ho finito e ringrazio Shoofly per la bella segnalazione; gli stratagemmi e le furberie dell'imbroglione Alessandro sono un esempio dell'impegno feroce di Luciano di Samosata verso tutto ciò che esulava dalla razionalità; interessante è anche il breve scritto La morte di Peregrino Proteo, ove si narra dell'esibizionista parricida Peregrino Proteo che si dà fuoco dopo aver influenzato le masse a suo piacere, prima come icona cristiana, poi come icona cinica.

    Voto per Alessandro o il falso profeta: 8/10

  9. #9
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    Io contesto che Luciano fosse un epicureo tout court...comunque si parla di Luciano come fondatore del romanzo fantastico, perché le cose citate prima, che pure esistevano, appartengono al mito (una dimensione del tutto diversa) e non sono stilisticamente romanzo, pertanto poco importa che avventure fantastiche si trovino già nell'Odissea (che comunque rimane l'archetipo di tutta la letteratura occidentale), Luciano risulta davvero essere il creatore del romanzo fantastico (non fantascientifico) e parodico. La notizia di Fozio non è altrimenti confermata, mi pare, quindi meglio, a mio parere, basarsi su ciò che abbiamo. Inoltre ci sarebbe l'Asino pseudo-lucianeo (anche se alcuni critici resistono nel considerarlo autentico).
    E' impressionante vedere come certi espedienti siano antichi...

  10. #10
    Señora Memebr
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    Citazione Originariamente scritto da Bobbi Vedi messaggio
    Luciano risulta davvero essere il creatore del romanzo fantastico (non fantascientifico)
    Nel mio post precedente ribadivo appunto questo, ora mi pare che siamo tutti d'accordo.
    Quanto all'epitome di Fozio concordo con te sul fatto che sia meglio basarsi su ciò che abbiamo e infatti abbiamo "anche" l'epitome di Fozio, ragion per cui non mi sembra corretto escluderla dal novero delle citazioni perché la notizia non è riferita da altri autori. Poi al favore di Luciano nei confronti dell'epicureismo si può certamente non credere e preferire che l'autore scherzasse quando definiva Epicuro "divino sacerdote della verità" e "liberatore di coloro che ne seguono le dottrine" (Lucrezio, De rerum nat. 1 ss.; Luciano, Alex. 61). Vero è che a Luciano non interessa fare il filosofo ma utilizzare certi orientamenti di pensiero per corroborare i suoi scritti letterari: la simpatia che mostra per l’epicureismo e la scuola cinica in contrasto con la costante insofferenza per lo stoicismo mi sembrano elementi convergenti sulla sua personale visione in proprosito.

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