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Discussione: Le più tremende confessioni...

  1. #106
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    Citazione Originariamente scritto da Nerst Vedi messaggio
    non è mica cosa da rattristarsi, sai?
    abbiamo scoperto il segreto dello stare bene, ci si deve sentire giovani dentro per essere positivi fuori.

    L' anagrafe è un dettaglio.
    Io spero di arrivare a 100 anni e sentirmi ancora bloccata nella giovinezza...com'era il detto? Sono nata piangendo mentre tutti ridevano, morirò ridendo mentre tutti piangeranno, non so cosa c'entri ma mi piaceva inserirlo.

  2. #107

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    Lo confesso, signori della corte. Odio le commesse di scarpe.


    Tutte le volte la stessa storia. Succede più o meno così. Entro nel negozio e la commessa mi ordina con tono perentorio da dentista, di sedermi e tacere. Maneggia i miei piedi scalzi senza imbarazzo, come fossero oggetti, per farmi indossare delle scarpe che a me non piacciono, ma a lei sì, e mi aiuta a infilarle come se non ne fossi capace, poi mi ordina di camminare mentre lei, severa, osserva e afferma che senza dubbio sono bellissime e comodissime. Non è vero, ma bisogna assecondarla, anche a costo di mentire: contraddire una commesa di scarpe è reato gravissimo, sanzionabile dal codice civile, spetta a lei decidere.
    Tasta la punta per vedere se le scarpe sono troppo corte o troppo lunghe. Inutile aggiungere che quello che sarebbe il mio vero numero non c'è, lo hanno finito nel 2008, ma l'acquisto va completato lo stesso. E lei, la sciagurata, dispensa consigli sull'inesistenza del numero esatto di scarpe, che è una astrazione, una leggenda metropolitana messa in giro dalla lobby delle clienti tirchie, una delle quali sarei poi io; le scarpe se son strette, si sappia, con l'usura si allargano. Viceversa se son larghe, occorre ricordare che col tempo e con l'acqua sono destinate a restringersi. La fisica degli indumenti è una scienza imperscrutabile. Insomma alla fine è lei a scegliere quale tipo devo comprare. Mi avvicino all'uscita del negozio con un paio di scarpe orrende che mi fanno pure un male dell'accidenti. Non le metterò mai, lo so, anche se la commessa continua a ripetermi che mi stanno d'incanto, una favola, mentre mi sorregge pur di accompagnarmi alla cassa. Ero venuta per comprarmi un morbido paio di scarpe da ginnastica estive, e me vado zoppicando con addosso dei sandali ortopedici gialli da abbinare con una gonna rigorosamente melanzana. Ma si può!?
    Ultima modifica di Pasifae; 06-22-2011 alle 11:28 PM.

  3. #108
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    Citazione Originariamente scritto da Pasifae Vedi messaggio
    Lo confesso, signori della corte. Odio le commesse di scarpe.


    Tutte le volte la stessa storia. Succede più o meno così. Entro nel negozio e la commessa mi ordina con tono perentorio da dentista, di sedermi e tacere. Maneggia i miei piedi scalzi senza imbarazzo, come fossero oggetti, per farmi indossare delle scarpe che a me non piacciono, ma a lei sì, e mi aiuta a infilarle come se non ne fossi capace, poi mi ordina di camminare mentre lei, severa, osserva e afferma che senza dubbio sono bellissime e comodissime. Non è vero, ma bisogna assecondarla, anche a costo di mentire: contraddire una commesa di scarpe è reato gravissimo, sanzionabile dal codice civile, spetta a lei decidere.
    Tasta la punta per vedere se le scarpe sono troppo corte o troppo lunghe. Inutile aggiungere che quello che sarebbe il mio vero numero non c'è, lo hanno finito nel 2008, ma l'acquisto va completato lo stesso. E lei, la sciagurata, dispensa consigli sull'inesistenza del numero esatto di scarpe, che è una astrazione, una leggenda metropolitana messa in giro dalla lobby delle clienti tirchie, una delle quali sarei poi io; le scarpe se son strette, si sappia, con l'usura si allargano. Viceversa se son larghe, occorre ricordare che col tempo e con l'acqua sono destinate a restringersi. La fisica degli indumenti è una scienza imperscrutabile. Insomma alla fine è lei a scegliere quale tipo devo comprare. Mi avvicino all'uscita del negozio con un paio di scarpe orrende che mi fanno pure un male dell'accidenti. Non le metterò mai, lo so, anche se la commessa continua a ripetermi che mi stanno d'incanto, una favola, mentre mi sorregge pur di accompagnarmi alla cassa. Ero venuta per comprarmi un morbido paio di scarpe da ginnastica estive, e me vado zoppicando con addosso dei sandali ortopedici gialli da abbinare con una gonna rigorosamente melanzana. Ma si può!?
    Ma questo è un incubo non un negozio di scarpe...

    E adesso confesso... che io invece adoro le scarpe e i negozi di scarpe, soprattutto quelli con le vetrine grandissime e con tante tante scarpe in mostra sia in vetrina che all'interno (soprattutto femminili, alle maschili al massimo un angolino), con le poltroncine e i pouf morbidi e comodi dove sprofondare e provare tutte le scarpe che mi piacciono (a me non alla commessa)...
    Se poi ci fosse anche qualcuno che passa alla cassa al posto mio...

    Non è poi così tremendo però... e credo anche piuttosto comune...

  4. #109
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    Era un mattino di Giugno. Mi trovavo alla Fnac, a Milano, a fare acuisti - a proposito, ma quanta roba c'è lì dentro? E' un bel po' che non ci entravo -. Qualche ora prima ero stato in università per sostenere l'esame di drammaturgia. L'avevo passato. Comprando alcune cose, lo zaino risultava troppo pesante, e non volevo caricarmi di altri pesi da portare. Così ho abbandonato al cesso del negozio i tre libri che avevo dovuto portare per l'esame! Ma li ho solo abbandonati, non li ho usati per pulirmi!

  5. #110
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    Citazione Originariamente scritto da Apart Vedi messaggio
    Era un mattino di Giugno. Mi trovavo alla Fnac, a Milano, a fare acuisti - a proposito, ma quanta roba c'è lì dentro? E' un bel po' che non ci entravo -. Qualche ora prima ero stato in università per sostenere l'esame di drammaturgia. L'avevo passato. Comprando alcune cose, lo zaino risultava troppo pesante, e non volevo caricarmi di altri pesi da portare. Così ho abbandonato al cesso del negozio i tre libri che avevo dovuto portare per l'esame! Ma li ho solo abbandonati, non li ho usati per pulirmi!
    Hai abbandonato dei poveri, indifesi e utili compagni d'avventura? come hai potuto?

    Confesso:
    -Una volta sono rimasto chiuso a casa per quasi 3 giorni leggendo i libri di Primo Levi (era l'estate del 2004 credo) e non ho fatto altro.
    -Sono stato in Egitto 35 giorni ed ho scritto un diario di viaggio quotidiano che però ho dimenticato in hotel il giorno che sono ripartito per l'italia. Che scemo!

  6. #111
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    Egidio, solitamente non li abbandono. E' stata un'eccezione. Dovevo sacrificarne alcuni, dunque ho scelto quelli. Libri di un esame piuttosto noioso.
    Chissà chi ha trovato il tuo diario abbandonato! Può sembrare l'inizio di una magica avventura! E magari di un racconto!

  7. #112

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    Qualche tempo fa ho incontrato un vecchio amico, ha fatto fortuna.
    Milionario!
    Mi dice che un giorno, per caso, ha scoperto un pacco di soldi nascosto in un cesso.
    Dove?
    Alla Fnac, mi dice.
    Era entrato per fare pipì ed ha visto qualcosa sbucare da sotto tre, dicansi tre, libri.
    Non erano libri normali, anzi: erano noiosissimi, pensate, di drammaturgia.

    Ora il mio amico vive a Dubai, con il colesterolo a 1000, ma non importa.
    Quando gli chiedo che lavoro fa mi guarda e, sorridendo, si accende una sigaretta.

  8. #113
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    mmm...la prossima volta alla fnac, mi farò scappare la pipì e darò un' occhiatina ai suoi bagni

    Scherzi a parte. Niente da invidiare!

  9. #114
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    Frundsberg, che bella storia!
    Nerst, sai quante cose insospettabili si scoprono nei bagni della Fnac! ahah


    Ma ora, seriamente parlando, la cosa più interessante di tutta la faccenda sarebbe vedere la faccia che ha fatto chi ha trovato quei libri, le domande che si sarà posto. E soprattutto, come avrà motivato il fatto che una persona ha lasciato tre libri, di drammaturgia, in bagno, riposti in maniera ordinata uno sull'altro? Quale significato darà a tutto ciò? Qui viene il bello!

  10. #115
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    Citazione Originariamente scritto da Apart Vedi messaggio
    Frundsberg, che bella storia!
    Nerst, sai quante cose insospettabili si scoprono nei bagni della Fnac! ahah


    Ma ora, seriamente parlando, la cosa più interessante di tutta la faccenda sarebbe vedere la faccia che ha fatto chi ha trovato quei libri, le domande che si sarà posto. E soprattutto, come avrà motivato il fatto che una persona ha lasciato tre libri, di drammaturgia, in bagno, riposti in maniera ordinata uno sull'altro? Quale significato darà a tutto ciò? Qui viene il bello!
    Perchè non sei tornato a riprenderli il giorno dopo?

  11. #116

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    Caro Apart, io penso che abbia immaginato che qualcuno li avesse dimenticati.
    Perciò li avrà lasciati là.
    Credo li abbia recuperati uno del personale...

  12. #117
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    Meri, non potevo, e non credo poi li avrei ritrovati.
    Frundsberg, tu dici che uno che trova tre libri uno sull'altro, appoggiati ordinatamente, non rovinati, accanto al water, pensa che qualcuno li ha dimenticati? Non so!

  13. #118
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    Citazione Originariamente scritto da Apart Vedi messaggio
    Meri, non potevo, e non credo poi li avrei ritrovati.
    Frundsberg, tu dici che uno che trova tre libri uno sull'altro, appoggiati ordinatamente, non rovinati, accanto al water, pensa che qualcuno li ha dimenticati? Non so!
    Secondo me li hanno usati come sostitutivo della carta igienica!

  14. #119
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    Ila, secondo me li ha trovati uno, od una, che dovrà sostenere l'esame di drammaturgia. Gli serviranno dunque per l'esame!

  15. #120
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    Citazione Originariamente scritto da Apart Vedi messaggio
    Ila, secondo me li ha trovati uno, od una, che dovrà sostenere l'esame di drammaturgia. Gli serviranno dunque per l'esame!
    che romantico! I tuoi libri di drammaturgia che passano da uno studente all'altro di toilette in toilette e chissà magari un giorno, fra tanti anni, andrai ancora in bagno alla Fnac e li ritroverai nello stesso angolo!

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