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Bruciante segreto

Mostra risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Zweig, Stefan - Bruciante segreto

  1. #1
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    Predefinito Zweig, Stefan - Bruciante segreto

    C'è Edgar, dodici anni, che crede di aver trovato un nuovo amico.
    C'è la madre di Edgar, non più giovanissima ma ancora molto piacente, che nella vacanza con suo figlio crede di aver trovato l'occasione giusta per evadere dalla routine matrimoniale.
    C'è un machiavellico barone annoiato, disposto a tutto pur di mietere quanti più cuori femminili possibile, che crede di aver individuato la sua preda.
    Un intrico di sentimenti, un furore che travolgerà tutti, soprattutto il più debole, ingenuo ed indifeso Edgar che si ritroverà catapultato nel mondo degli adulti.

    Qui si che scatta il consiglio!!!!! proprio carino questo libro, di quelli che piacciono tanto a me: breve, poco più di 100 paginette, scritto benissimo, storia semplice ma di una profondità straordinaria.
    Sentimenti a profusione che si susseguono con lo scorrere del racconto, intessuti alla perfezione dall'abilità narrativa di Zweig: amicizia, tradimento, odio, dubbio, disinganno, amore... e vedrete che c'è dell'altro, se provate a leggerlo...
    La scrittura è perfetta, raffinata, impeccabile. La grande bravura di Zweig sta nel saper sondare come pochi le profondità dell'animo umano dipingendo con poche ma nitide pennellate ogni tipo di sentimento che qui alberga.
    Straconsigliato!

  2. #2
    Viôt di viodi
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    Tenendo conto che risus, con la sua oratoria sarebbe in grado di , come si è soliti dire, vendere ghiaccio agli eschimesi consigliando questo libricino ci ha proprio preso.
    Ciò che domina non è lo svolgersi dell'azione, ma i sentimenti principalmente di Edgar: fa una gran tenerezza e quando si ribella x forza fai il tifo x lui. In seguito compaiono anche i sentimenti della madre: desiderio, odio e il grande amore x il figlio.
    L'unica critica che posso muovere è la brevità del racconto, che, col tempo, si rischia di dimenticare.

  3. #3
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    Predefinito

    Una piacevole lettura. Zweig riesce ad essere, come sempre, scorrevole e ricco di sentimenti. Mi ha molto colpito la capacità di Zweig di entrare nel mondo adolescenziale. Il sapersi affidare con amore alle figure adulte ma nello stesso tempo, quando ci si sente traditi, reagire con forza o meglio ancora con cattiveria. Di questo autore, vi consiglio un'altro racconto: Lettera di una sconosciuta. Un modo di amare che fa venire i brividi. Bellissimo.

  4. #4
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    Predefinito spoiler

    Con questo altro racconto chiudo la trilogia presente nella mia edizione (dopo Mendel e Amok).

    Mi è subito venuta in mente una vacanza al mare con mia mamma da piccola... un uomo ci seguiva, o meglio seguiva mia mamma , ma per fortuna nostra riuscimmo a depistarlo facendogli credere che con noi c'era mio padre (invece lui a causa del lavoro ci raggiungeva solo il fine settimana), convincendo il marito di una coppia vicina di casa a fingersi lui .

    E' inevitabile fare il tifo per Edgar, anche se come donna forse avrei potuto capire le "esigenze" della madre, ma non ne sono stata capace sia per la mia propensione alla fedeltà sia perché (pur non avendo figli) non le avrei mai messe davanti ad un figlio.
    L'essere stato preso in giro da un'amicizia che lui credeva importante e sincera è stato un duro colpo, ma gli è servito per crescere.
    Mi è piaciuto anche il finale in cui riallaccia il suo rapporto con la madre proprio attraverso quel bruciante segreto che alla fine aveva scoperto e forse anche capito.

  5. #5

    Predefinito Attenzione, possibili spoiler

    Anche questo è un brevissimo racconto che si divora in poche ore, quasi senza accorgersene.
    Non ho ancora letto moltissimo di Zweig, ma credo comunque di poter dire che la sua è una prosa travolgente, nel vero senso del termine. I suoi racconti si aprono con una tranquilla descrizione di una situazione tipica, quasi banale, per poi lentamente trasformarsi estringersi attorno il lettore in un vortice di sensazioni esasperate fino al parossismo.
    In questo racconto ci troviamo in un albergo, fuori stagione, in compagnia di un giovane barone annoiato. L'attenzione di questo uomo, un cacciatore, come lui stesso si definisce, è attirata da una donna, non giovanissima ma ancora piacente. Il lettore potrebbe essere quindi indotto a credere che la storia evolverà con i tentativi di seduzione dell'uomo, ma è proprio in questo momento che entra in scena il vero protagonista del racconto: Edgar, il figlio dodicenne della donna, ragazzino fragile che sta recuperando le forze dopo una lunga malattia, annoiato da una vacanza dove nessun adulto sembra volergli prestare attenzione.
    È dunque con disarmante ingenuità ed entusiasmo che Edgar accoglie le attenzioni del barone, con una gioia tipicamente infantile, la gioia che lo fa illudere di essere importante, di non essere più un bambino, di avere qualcosa di interessante da offrire ad un adulto distinto come il barone. E quanto più è grande e vivido il suo iniziale entusiasmo, tanto più cocente è il suo terrore, il suo sospetto, e infine la sua delusione quando si rende conto di essere stato solo uno strumento, gettato da parte, ingnorato, ritenuto addirittura d'intralcio da sua madre e dal suo nuovo amico.
    Inizia quindi una discesa nei sentimenti più cupi, nella rabbia e nell'odio, dove la razionalità perde la presa sui fatti e dove il confine tra infanzia ed età adulta si fa sempre più labile.
    Edgar cresce, prova sentimenti da adulto, ma la sua mente e le sue conoscenze sono ancora quelle di un bambino che vorrebbe a tutti i costi scoprire qual è quel segreto che tutti gli adulti sembrano conoscere. E sembra arrivarci veramente vicino, ma le emozioni si sono fatte troppo intense, troppo rapide perché lui possa coglierlo davvero.
    È un racconto che è un accelerare continuo, di emozioni, di sentimenti, un vortice sempre più stretto e rapido che aumenta fino a raggiungere l'acme, e poi improvvisamente rallenta, sembra restare sospeso.
    Leggo tanti dire che si tratta del passaggio di Edgar all'età adulta, ma io non credo di essere del tutto d'accordo. Credo sia un assaggio dell'età adulta. Perché in fondo, in conclusione, Edgar fra le braccia di sua madre, sotto le coperte, con il segreto della donna che non è riuscito a carpire ma ha deciso di salvaguardare, torna ad essere un bambino. O meglio, sceglie di essere ancora bambino, ancora per un po' almeno. E, certo, già una scelta simile implica un cambiamento irreversibile, l'aver in incubazione il seme di quella che sarà l'età adulta, ma è un passaggio che a mio parere ancora non è avvenuto.
    In ogni caso, trovo si tratti di un racconto estremamente coinvolgente. Zweig scatta decisamente ad occupare un gradino del podio dei mie "autori-rivelazione" di quest'anno.

  6. #6
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    Piccolo capolavoro.
    Un mito il piccolo Edgard
    Super super consigliato.

  7. #7
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    Predefinito spoiler

    Bello davvero, il piccolo Edgar mi ha fatto molta tenerezza nel suo tentativo riuscito di salvare la mamma dalle grinfie del barone annoiato in cerca di avventure. E poi quando alla fine la madre con un solo gesto lo rende partecipe del suo segreto davanti al marito e Edgar diventa improvvisamente "adulto" mi ha toccato molto.

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