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La prima moglie

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Discussione: Du Maurier, Daphne - La prima moglie

  1. #1
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    Predefinito Du Maurier, Daphne - La prima moglie

    Il libro narra la storia di una ragazza che lavora come dama di compagnia presso una ricca e dispotica signora. Durante un soggiorno a Montecarlo, incontra un vedovo molto affascinante; lo sposa e va a vivere nella sua splendida tenuta in Inghilterra. Qui, però, tutto ricorda la moglie defunta, Rebecca, donna bellissima e raffinata, adorata da tutti per il suo carattere brioso: dai mobili che arredano le molteplici stanze della dimora, alla sua camera da letto dove gli armadi contengono ancora i suoi vestiti fino alle regole d gestione domestica da lei imposte che i domestici tuttora osservano. Raggruppando gli scarsi commenti che riesce a strappare alle persone che l'hanno conosciuta, la protagonista ricostruisce faticosamente la personalità di colei che l'ha preceduta. Ma poi si verifica un fatto che ribalta le sue convinzioni e la situazione in modo davvero inaspettato. L’autrice dipinge abilmente i personaggi e gli ambienti perché non si limita alla descrizione puramente fisica ma aggiunge una sottile analisi psicologica basata sull’osservazione dei dettagli. Ecco degli esempi:

    “Era una curiosa calligrafia, tutta di sghembo. Una piccola macchia di inchiostro sfregiava l’immacolata pagina opposta, quasi che la mano che scriveva avesse scosso impaziente la penna per far scorrere meglio l’inchiostro. Cosicché sgorgando dal pennino un po’ più denso, quel “Rebecca” risaltava nero e marcato e l’alta R obliqua rimpiccioliva le altre lettere.“

    “Questo era il salotto di una donna, leggiadro, fragile: la stanza di qualcuno che con amorosa cura aveva predisposto tutti i particolari, anche minimi, dell’arredo sicché ogni seggiola, ogni ninnolo, ogni vaso fosse in armonia con il resto e con la propria personalità … Strano, riflettei, che quell’ambiente tanto bello e ricco di colore avesse un che di professionale, di metodico … apersi un cassetto a caso; ed ecco di nuovo gli stessi caratteri su un quaderno di pelle il cui titolo “Ospiti a Manderley” segnalava, divisi per settimane, per mesi, gli ospiti che erano giunti e ripartiti, le camere che avevano occupato, le vivande che erano state loro servite.” .”

    “Certo ero io la prima a portare l’impermeabile … colei che l’aveva portato era alta e snella, aveva le spalle più larghe delle mie; per me, infatti, era troppo largo e lungo e le maniche mi ricadevano oltre i polsi. Mancava anche qualche bottone. Ella dunque non si era curata di farli riattaccare. Se lo era buttato sulle spalle come una cappa, oppure lo portava così, aperto, le mani in tasca.”

    Leggendo, si sente il disagio della protagonista, il suo desiderio di compiacere il marito, di gestire i rapporti con la terribile governante che aveva adorato Rebecca. Da questo libro è stato tratto il film omonimo diretto da Hitchcock e recitato da Ingrid Bergman; D. Du Maurier ha scritto anche la trama de "Gli uccelli" diretto dal regista citato.
    Ultima modifica di MCF; 06-08-2011 alle 11:29 AM.

  2. #2
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    Un bel libro,letto tantissimi anni fa,ti aspetti sempre un colpo di scena e invece ti lascia sempre in sospeso...visto anche il film,Hitchcock riesce a dare un che di suspense,di mistero,bello anche il film,ne hanno tratti diversi da questo libro.

  3. #3
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    Predefinito A Sally

    Citazione Originariamente scritto da SALLY Vedi messaggio
    Un bel libro,letto tantissimi anni fa,ti aspetti sempre un colpo di scena e invece ti lascia sempre in sospeso...visto anche il film,Hitchcock riesce a dare un che di suspense,di mistero,bello anche il film,ne hanno tratti diversi da questo libro.
    Mi piacerebbe che rifacessero il film; vedrei bene Glenn Glose nei panni della signora Danvers perchè ha impersonato un personaggio analogo ne "La casa degli spiriti". Raoul Bova o meglio Hugh Grant (più maturo e quindi più indicato) come Max De Winter, la Giovanna Mezzogiorno come protagonista e Alessandro Preziosi come Frank. Dimenticavo Rebecca, la grande assente; una volta avrei visto bene Marilù Tolo o Liz Taylor. Vedrei comunque bene una donna dai capelli scuri (il nero è simbolo di mistero), sottile;nel libro, un personaggio dice che quando l'aveva accanto, gli pareva di essere vicino a una vipera. Chi potrebbe essere secondo voi? ciao a tutti.

  4. #4
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    Ah ah ah bell'idea MCF....secondo me hai azzeccato la Close, la Mezzogiorno e Preziosi al posto di Max io metterei Jeremi Irons,è un personaggio duro e misterioso,la vipera dev'essere bellissima e altezzosa,io metterei la Jolie, la Stone o la Kidman,naturalmente more

  5. #5
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    Citazione Originariamente scritto da MCF Vedi messaggio

    . Da questo libro è stato tratto il film omonimo diretto da Hitchcock e recitato da Ingrid Bergman; D. Du Maurier ha scritto anche la trama de "Gli uccelli" diretto dal regista citato.

    forse un lapsus, la protagonista è Joan Fontaine

  6. #6
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    Predefinito A Elisa

    Citazione Originariamente scritto da SALLY Vedi messaggio
    Ah ah ah bell'idea MCF....secondo me hai azzeccato la Close, la Mezzogiorno e Preziosi al posto di Max io metterei Jeremi Irons,è un personaggio duro e misterioso,la vipera dev'essere bellissima e altezzosa,io metterei la Jolie, la Stone o la Kidman,naturalmente more
    Hai ragione!!!!!!!!!! non avevo pensato a J. Irons. E forse vedrei la Stone, ha un'espressione molto determinata che sarebbe perfetta.

  7. #7
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    Predefinito Lapsus

    Citazione Originariamente scritto da SALLY Vedi messaggio
    Ah ah ah bell'idea MCF....secondo me hai azzeccato la Close, la Mezzogiorno e Preziosi al posto di Max io metterei Jeremi Irons,è un personaggio duro e misterioso,la vipera dev'essere bellissima e altezzosa,io metterei la Jolie, la Stone o la Kidman,naturalmente more
    Chiedo scusa, è vero, la protagonista era Joan Fontaine.

  8. #8
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    Predefinito A Sally ed Elisa

    Già che vi è piaciuto come a me, avete libri da consigliarmi? é così difficile scegliere, oggi scrivono tutti (attori, comici, cardinali). C'era un bel articolo su Elle qualche mese fa intitolato: "Bello il tuo libro, chi te l'ha scritto?" Finalmente si sono accorti che le celebrità fungono solo da prestanome; così i 'loro' libri vengono venduti in quantità industriale riducendo le già poche speranze di noi scrittori emergenti di ritagliarci un piccolo spazio nel mondo editoriale ...

  9. #9
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    Ha dato origine ad un famoso film (premiato anche con l’Oscar), che penso senz’altro di aver visto, ma di cui non ricordo nulla (certamente a causa della mia memoria, non per l’inscipienza di un titolo molto lodato) e questa è stata la molla che mi ha spinto a leggere questo libro. La prosa è molto ricercata e precisa, la prima parte, ossessiva e in qualche parte ripetitiva, non mi ha entusiasmato; molto meglio la seconda parte, più vitale, con relativi colpi di scena, che hanno alleggerito la lettura. Il mio giudizio, in definitiva, può sintetizzarsi in un opera di valore medio (non mediocre), molto ben costruita, ma che non raggiunge valori letterari molto elevati. Forse sono un po’ troppo severo, ma d'altronde sono convinto che capolavori letterari difficilmente possano essere trasformati vantaggiosamente in film, mentre al contrario, opere medie o addirittura mediocri, nelle sapienti mani di abili registi (e in questo caso il regista è il grandissimo Hitchcock) possano addirittura migliorare.

  10. #10
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    Citazione Originariamente scritto da Grantenca Vedi messaggio
    Ha dato origine ad un famoso film (premiato anche con l’Oscar), che penso senz’altro di aver visto, ma di cui non ricordo nulla (certamente a causa della mia memoria, non per l’inscipienza di un titolo molto lodato) e questa è stata la molla che mi ha spinto a leggere questo libro. La prosa è molto ricercata e precisa, la prima parte, ossessiva e in qualche parte ripetitiva, non mi ha entusiasmato; molto meglio la seconda parte, più vitale, con relativi colpi di scena, che hanno alleggerito la lettura. Il mio giudizio, in definitiva, può sintetizzarsi in un opera di valore medio (non mediocre), molto ben costruita, ma che non raggiunge valori letterari molto elevati. Forse sono un po’ troppo severo, ma d'altronde sono convinto che capolavori letterari difficilmente possano essere trasformati vantaggiosamente in film, mentre al contrario, opere medie o addirittura mediocri, nelle sapienti mani di abili registi (e in questo caso il regista è il grandissimo Hitchcock) possano addirittura migliorare.
    secondo me anche il romanzo è un capolavoro, l'ho trovato perfetto! ma io ho un debole per la Du Maurier

  11. #11
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    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    secondo me anche il romanzo è un capolavoro, l'ho trovato perfetto! ma io ho un debole per la Du Maurier il film poi lo conosco a memoria, sin dalle prime battute...
    Non mi sembra di aver sottovalutato, nel mio giudizio, questo libro; forse ho sottovalutato il film, che ho visto ma non lo ricordo.... Ho solo detto che, per me, non è un capolavoro; il termine capolavoro però non è un valore assoluto, ma un insieme di valutazioni, considerazioni, sensazioni che possono variare moltissimo da persona a persona.

  12. #12

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    Mi sono avvicinata a questo romanzo con grandissima curiosità, viste le recensioni acclamanti il capolavoro che ho letto praticamente ovunque. Avevo dei ricordi piuttosto vaghi e confusi di alcune scene del film di Hitchcock, intravisto a spizzichi e bocconi quando ero piccina, prima che mia madre mi allontanasse dalla televisione, e ricordavo un'atmosfera estremamente contorta e inquietante, di quelle in cui non ci si può fidare di niente, nemmeno dei propri sensi, mentre si discende in una spirale di follia e paura. Ora, non ho idea se questa atmosfera fosse dovuta ala fatto che ero veramente troppo piccola per guardare un film di Hitchcock, oppure se il libro differisce molto dal film, ma devo dire che il romanzo ha deluso quasi tutte le mie aspettative.
    Con questo non voglio dire che si tratti di un romanzo scadente, e con ogni probabilità, se solo lo avessi letto senza aspettarmi nulla, non mi sarebbe dispiaciuto troppo, ma così qualcosa è andato storto. Le prime trecento pagine sono di una noia mortale: ci si trascina stancamente fra gli infiniti treni di pensieri di questa protagonista insicura, sempre pronta a piangersi addosso e incapace della minima iniziativa; ci si muove accaldati fra immensi giardini e salotti dalle porcellane preziose, si ricevono visite, si spendono pagine su pagine ascoltando quanto la protagonista sia insignificante, quanto sia pallida, quanto sia poco brillante, come i suoi capelli siano piatti, e che noia! Le ultime cento pagine, invece, si riprendono, ma gli avvenimenti più interessanti si condensano in un susseguirsi di rivelazioni che si fanno via via più prevedibili, tanto che alla fine ci si trova ad anticipare ogni mossa, discendendo in un anticlimax estremamente frustrante.
    Una delle cose che più mi hanno infastidita di questo romanzo è il fatto che, pur essendo chiaramente ambientato agli inizi del Novecento, il ritmo e lo stile narrativo potrebbero essere usciti da un romanzo di Jane Austen. E, badate, non ho assolutamente niente contro Jane Austen, però, per la miseria, se penso alla ricchezza, alle feste, al fasto dell'inizio del secolo io ho in mente il jazz, il golf, le feste di Gatsby, non certo abiti fruscianti nella notte e ragazzne che sognano di vivere in un castello.
    Un'altra cosa che non ho sopportato è la mancanza di motivazioni che sembrano muovere i protagonisti: io capisco che l'autrice abbia voluto mettere a contrasto la personalità forte e vitale di Rebecca, la defunta signora de Winter, e quella spenta e scialba della protagonista, ma nessuno in questo romanzo sembra agire spinto da reali sentimenti. I personaggi sono, come ripete più volte la stessa protagonista, solo degli attori di un dramma un po' stereotipato, che ricalca le atmosfere del grande romanzo gotico senza averne l'ampio respiro. I personaggi agiscono in un determinato modo perché quello è il comportamento che ci si aspetta dal loro ruolo: la protagonista è una ragazzetta insipida, senza arte né parte, ingenua e insicura, ma è fondamentalmente buona, e non può non innamorarsi del bello e tenebroso Maximillian de Winter. Poco conta che i due quasi non si parlino, che lui sia un personaggio freddo come il ghiaccio, che nei loro primi momenti insieme la tenga sempre a distanza e se la rigiri come vuole. Voglio dire, vogliamo parlare di come le chiede di sposarlo? Lui non ha nemmeno preso in considerazione l'idea che lei possa rifiutare. E badate, un conto sarebbe se l'autrice avesse voluto rappresentare un modello negativo, un amore malato, un matrimonio fallito: no, la protagonista continua ad amare incondizionatamente un uomo che, dopo tre mesi di matrimonio, la accarezza come fa con il suo cane. Ed è tutto normale, è tutto bello, è tutto romantico. Altro che sindrome della crocerossina, avrei davvero voluto schiaffeggiare la protagonista, aprirle gli occhi, mostrarle il vero volto del suo matrimonio. Lei è totalmente dipendente da lui, modella i propri comportamenti in base allo stato danimo di lui, cerca briciole del suo affetto come se queste potessero bastarle, e tutto ciò è descritto in maneira positiva, come se effettivamente questo fosse l'atteggiamento che una donna davvero innamorata dovrebbe tenere. Ecco, no, tutto questo mi stringe semplicemente lo stomaco.
    E poi c'è Rebecca. Rebecca, la moglie morta, la donna perfetta, la donna che tutti ancora amano e ricordano, la donna che dovrebbe aleggiare come un'ingombrante presenza su tutta la vicenda, che dovrebbe far sentire la protagonista braccata... e invece, il problema non è affatto Rebecca. Perché, indubbiamente, ad un certo punto il ricordo di Rebecca comincia davvero ad aleggiare in ogni stanza di Manderley, su ogni oggetto, in ogni sentiero. Ma la verità è che, almeno per metà romanzo, Rebecca è presente quanto è assolutamente normale sia presente il ricordo di una donna morta giovane in seguito ad un tragico incidente. È solo la protagonista che, preda delle sue fantasticherie vittimistiche e morbose, comincia ad indugiare sul pensiero di Rebecca. Insomma, quando inizia a farsi viaggi mentali assurdi sulla calligrafia inclinata di una dedica in un libro conosce Maxim da tre giorni, e di Rebecca nessuno ha mai parlato. Fa accadere tutto lei, sembra quasi godere delle sue disgrazie, inventarsi persecuzuini per crogiolarsi nelle sue insicurezze. E di nuovo, se solo la protagonista fosse presentata come modello negativo, non avrei avuto nulla in contrario: e invece no, lei è buona, lei è paziente, lei è l'emblema della brava ragazza innamorata vittima di circostanze spiacevoli. La protagonista viene presentata come un'eroina romantica, non come una ragazza dalla mentalità e dagli atteggiamenti quantomeno discutibili, e questo mi ha terribilmente frustrata.
    Per non parlare, poi, delle grandi rivelazioni finali: a parte il fatto che di rivelazioni proprio non si può parlare, perché tutto è stato estremamente prevedibile, ma poi sembra che nulla faccia presa per davvero sulla mente dei protagonisti. Non voglio fare spoiler, ma insomma, accadono delle cose che dovrebbero quantomeno mettere in discussione il rapporto fra i due protagonisti, e invece niente, non si fa nemmeno una piega. Perché tanto c'è l'amore (quale, poi, dato che lei è semplicemente ossessionata e totalmente dipendente da lui, mentre lui sembra non sapere nemmeno di che colore abbia gli occhi lei), e chissenefrega di tutto il resto. Ecco, il fatto che tutto ciò sia presentato come positivo, come normale, senza problematizzare nulla mi ha mandato in bestia, creando una barriera enorme nei confronti dei protagonisti. Sono riuscita ad empatizzare molto di più con la signora Danvers e il signor Favell, che pur essendo personaggi sostanzialmente negativi, per lo meno sono spinti ad agire da motivazioni reali, hanno reazioni umane e giustificate, sbagliano, ma vivono per davvero.*
    Ho chiuso il libro provando un certo senso di irritazione e frustrazione, non credo di aver mai incontato personaggi più odiosi, soprattutto perché non sono costruiti per risultare odiosi. Davvero non riesco a capire tutto l'entusiasmo suscitato da questo romanzo: forse sono io ad averlo letto con poca attenzione, forse mi aspettavo troppo, forse ho frainteso tutto. Proverò a guardare la pellicola di Hitchcock, sperando che sappia riappacificarmi almeno un po' con la seconda moglie.

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  14. #13
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    Citazione Originariamente scritto da Jessamine Vedi messaggio
    Ho chiuso il libro provando un certo senso di irritazione e frustrazione, non credo di aver mai incontato personaggi più odiosi, soprattutto perché non sono costruiti per risultare odiosi. Davvero non riesco a capire tutto l'entusiasmo suscitato da questo romanzo: forse sono io ad averlo letto con poca attenzione, forse mi aspettavo troppo, forse ho frainteso tutto. Proverò a guardare la pellicola di Hitchcock, sperando che sappia riappacificarmi almeno un po' con la seconda moglie.
    Forse un po' eccessiva, ma in effetti.......

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