Questo libro mostra in modo semiserio come essere precari, o meglio flessibili, sia in un certo senso meglio che essere dipendenti con contratto a tempo indeterminato.

Libro veloce, si legge in meno di 200 km di treno, che offre qualche bello spunto di riflessioni sull'incatenamento creativo comportato dal contratto a tempo indeterminato ma poco più.
Stile veloce e divertente. Il libro costa 10€ ma ne vale 7

Nonostante sia un sentimento paradossale, quasi inconfessabile al giorno d’oggi, quante volte ci siamo sentiti ingabbiati dietro la nostra scrivania? Quante volte abbiamo sognato di lasciare quel posto fisso conquistato con fatica ma che adesso è diventato una prigione? Cosa fare per ritrovare le aspirazioni e le motivazioni di un tempo? La risposta sta nel “pensiero precario”. Nelle intenzioni semiserie di Massimo Sideri, Come salvarsi dal posto fisso è “il primo manuale sul precariato” destinato agli assunti a tempo indeterminato. Così, con chiarezza e rigore, attraverso citazioni giornalistiche, letterarie e cinematografiche, l’autore dimostra infine la superiorità di una vita professionale in cui niente sia predeterminato. E, rovesciando i punti di vista consueti, tratteggia un quadro efficace della nostra società, tormentata da una vera, antica, “nevrosi del posto fisso”. Il precariato, dunque, quale simbolo di libertà, sociale e lavorativa, politica e personale. Come salvarsi dal posto fisso nasce da una conoscenza diretta e profonda dei drammatici problemi del nostro mondo economico e civile, ma è anche il racconto autoironico di un giornalista che intende esorcizzare le sue stesse paure, invitando il lettore a scegliere con coraggio di non barattare i propri sogni.
Massimo Sideri è nato a Roma il 16 aprile 1972. Attualmente vive a Milano. Dal 2001 è giornalista economico del Corriere della Sera. Per il quotidiano di via Solferino ha seguito i grandi scandali finanziari degli ultimi anni, dal caso “Cirio” a “Parmalat”, fino ai tentativi di scalata della BNL e della Antonveneta.