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Discussione: Crosara, Federico - Prima che il mondo cominci a bruciare (Un problema italiano)

  1. #1

    Predefinito Crosara, Federico - Prima che il mondo cominci a bruciare (Un problema italiano)

    Salve a tutti,
    mi chiamo Federico Crosara e questo libro è l’adattamento di una mia sceneggiatura che non è diventata film. Per ora.
    Il tema è quello del precariato. Ebbene sì, ancora precariato. Perché, a mio parere, non è che non se ne parli abbastanza, ma è come viene trattato, in modo superficiale e restrittivo questo argomento.
    Il problema, in Italia, è molto più grave e radicato di quanto politici, sindacati e mass media dichiarino. Soprattutto non viene mai discusso come queste persone vivono, che sacrifici e privazioni devono sopportare. Inoltre quasi nessuno porta alla luce le sofferenze a livello psicologico di chi non sa se la settimana prossima potrà lavorare, pagare l'affitto e fare la spesa. Queste persone non possono richiedere mutui, non hanno diritto all'indennità di malattia, ferie pagate, maternità e nemmeno una pensione decente.
    Questo libro vuole portare alla luce tutto questo e soprattutto lanciare un monito a chi fa finta di non vedere: che cosa succederà nel prossimo futuro? Quanto queste persone possono resistere in queste condizioni? e alla generazione successiva che cosa rimarrà? E soprattutto com'è possibile che accanto a questi sfruttati ci siano invece delle classi (caste) sociali con molti più privilegi di quelli che meritano? Se queste domande, com'è avvenuto fino ad adesso, non troveranno risposta è molto probabile che i precari le porranno in modo molto diverso per riappropriarsi dei loro diritti di cittadini. La trama riporta alcuni accadimenti capitati a lavoratori, più o meno trentenni, che si susseguono nell'arco di pochi mesi, raccontati in prima persona dal protagonista. Ci sono numerose parentesi oniriche -ma mai visionarie- sparse lungo l'intera narrazione, che anticipano in qualche modo gli avvenimenti reali. Potranno sembrare allucinazioni o sogni, per me è solo un modo diverso di vedere le cose.
    “Prima che il mondo cominci a bruciare” è la storia di Luca che si trova, suo malgrado, catapultato nella realtà del lavoro precario. Lui e i suoi amici hanno un'alternativa a questo sistema che li sfrutta e li opprime. Le cose però gli sfuggiranno di mano.
    L'editore è La Riflessione.
    Grazie e buone letture a tutti
    Federico "Ico" Crosara

  2. #2
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    Predefinito

    ciao e benvenuto tra di noi

    molto interessante ed attuale il tema da te trattato

  3. #3

    Predefinito Recensione

    Questa è una recensione da parte di Stefano Donno:

    Non posso che ritenere un libro come questo, ancora oggi più che mai, fondamentale, per contenuti e per coordinate ermeneutiche fornite per comprendere la realtà del precariato. O forse sarebbe meglio parlare di orizzonte della PRECARIETA’ in cui vengono espulse le odierne generazioni di “lavoratori”. Oltre le considerazioni di rito sulle possibili analisi semantiche del termine PRECARIETA’, emerge da ogni singola pagina di questo lavoro un pervasivo senso di non-compiuto, grazie ad una scrittura asciutta ma dal ritmo sincopato che mette in scena vicende esistenziali di de-significazione totale e selvaggia. L’universo semantico da cui prende spunto Crosara, è il pluriverso dei contratti a progetto, contratti a tempo determinato, lavoro nero, sottopagato, voragini che succhiano slanci ed energie vitali. “Prima che il mondo cominci a bruciare” è un canto di lotta, un urlo in battaglia, affrontato con un risus sardonicus, ironico e autoironico. Un canto che possiede tutta la forza di una voce “dentro” la precarietà, dove si meticciano i tasselli di vite sospese e inquiete.

    Federico Crosara sbatte dunque in faccia ai suoi lettori il cancro del lavoro precario, che in Italia, è molto più devastante di quanto viene raccontato persino dai gruppi di tutela dei lavoratori come i sindacati. Ma aspetto ancora più infelice è il fatto che si parla mai di tutti i disagi di deprivazione psicologica e materiale che la condizione del “precario” affronta ogni giorno. E soprattutto questo lavoro lascia un amaro e pauroso interrogativo: quanto potremo/potranno resistere?

    Rif: stefano donno: Prima che il mondo cominci a bruciare di Federico Crosara (La Riflessione - Davide Zedda editore)

  4. #4

    Predefinito Ciao Elisa!

    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    ciao e benvenuto tra di noi

    molto interessante ed attuale il tema da te trattato
    Ciao Elisa,
    grazie mille! Sì purtroppo è un tema attualissimo. Speriamo che il mio lavoro diventi presto un libro di storia, così significherà che questa piaga è finita.
    Ciao
    Ico

  5. #5

    Predefinito Altra recensione

    Prima che il mondo cominci a bruciare: un libro sulla crisi, sul lavoro e sulla moderna lotta civile

    Questo libro è un invito alla resistenza in chiave moderna, non a colpi di fucili e bombe, ma progettando e studiando il modo di risollevare il sistema. “Prima che il mondo cominci a bruciare” di Federiso Crosara è una chiamata al raduno per tutti coloro che hanno il fuoco dentro, per combattere e vincere il nemico.

    Guerra sta a vita militare, come pace sta a vita civile: è l’equazione con cui Crosara provoca il lettore, o almeno è l’ordine in cui questi elementi hanno dominato il sistema finora. Adesso però è l’ora di finirla, e sembra questa la missione che deve portare a termine Luca, il protagonista del romanzo.

    Reduce da un’esperienza militare che gli ha insegnato la tenacia, ma anche che le cose non possono reggere ancora per molto. La mancanza di lavoro sta minando le basi di stabilità della società civile, che in realtà di civile non ha più molto. Si lotta per arrivare alla fine del mese e ci si droga per dimenticarlo. Non si riesce ad amare, perchè significherebbe essere ottimisti e voler affrontare il futuro, ma nonostante questo Luca non può fare a meno di perdersi in Alessia, la sua coinquilina e amante di Edoardo, l’amico che gli ha trovato lavoro proprio nella fabbrica del padre.

    Pagine scorrevoli, ma soprattutto crude e di forte denuncia verso una società che proprio non funziona più. Quando alla domanda di lavoro segue sempre il solito silenzio, è la giustizia privata che risponde. Poi se rubano il portafogli a uno come Luca che fino a poco fa girava solo se armato di mitra, allora si esce dal perimetro della ragione.

    Resistere, lottare e combattere, e se lo Stato-Regime non fa niente per i suoi sudditi, questi smettono di esserlo e si rivoltano al potere: questo è il progetto, per ora solo teorico, che tiene uniti gli inquilini dello strano palazzo dove Luca vive. Fabio, Anto insieme ad Alessia lottano ogni giorno anche solo perché affrontano un mondo che proprio non li vuole e che li considera dei fantasmi. Ma loro si allenano alla resistenza in una palestra amatoriale, che nascosta all’ultimo piano del palazzo sta preparando i futuri eroi di una fantomatica rivoluzione.

    Il ricordo della vita militare è ciò che lega Luca a Edoardo, ma è anche ciò che è sempre presente in ogni momento della vita del protagonista, da quando si alza la mattina fino al ritorno a casa in autobus la sera. Sono continui i paragoni tra il mondo civile e quello della guerra, come la capacità di saper apprezzare anche la miseria di un quartiere povero ma che sembra di lusso rispetto alle case ormai in macerie sotto le bombe.

    I rumori di una routine sempre uguale a se stessa arrivano dall’esterno e si scontrano con il silenzio, ormai pericoloso, delle persone stanche di non poter realizzare i sogni e di dover lavorare per vivere.

    Luca parla al lettore, gli fa capire dove sono all’inizio di ogni capitolo e quali siano i personaggi che conoscerà, come se l’autore volesse mostrarci una fotografia della realtà terribile che non è solo quella raccontata nel libro, ma che tutti stanno vivendo in questo momento nella realtà, e che dobbiamo visualizzare e ricordare: come a dire che il peggio c’è, a volte non serve cercarlo, sarà lui a trovarti.

    La mistificazione del lavoro, la povertà a cui la crisi li ha abituati fanno di Luca e degli amici che vivono nel condominio, gli eroi di tutti i nostri giorni. Sanno cosa si potrebbe fare per cambiare le cose, basterebbe sfruttare le risorse nazionali senza andare a cercare all’estero l’oro o meglio il petrolio. Basterebbe per Fabio che qualcuno si alzasse e dicesse no a tutto questo. Proprio lui che è sempre pronto a combattere e che tiene sotto il letto la sua Sig-Sauer P226 calibro 9mm, che però non sparerà mai, neanche quando Luca, l’unico ad avere davvero il fuoco dentro, sarà portato via dai carabinieri per aver cercato giustizia da solo.

    Rif: Recensione Prima che il mondo cominci a bruciare: un libro sulla crisi, sul lavoro e sulla moderna lotta civile

  6. #6
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    Hai letto questi due libri di Mauro Calabresi?
    La fortuna non esiste
    ma in particolare "Cosa tiene accese le stelle?"

  7. #7

    Predefinito Ciao

    Citazione Originariamente scritto da Fabio Vedi messaggio
    Hai letto questi due libri di Mauro Calabresi?
    La fortuna non esiste
    ma in particolare "Cosa tiene accese le stelle?"
    Ciao Fabio,
    no non li ho letti. Ho visto che su anobii ne parlano tutti bene. Me li procurerò.
    Ciao

  8. #8

    Predefinito Recensione di Giuliano Brenna (redattore de LaRecherche.it)

    Luca, il protagonista, è un giovane di 25 anni, ha passato un periodo nell’esercito, in una discutibile missione di “pace”, ed ora si ritrova a dover ricominciare daccapo la sua vita, da civile. Un suo ex commilitone, Edoardo, gli offre lavoro ed una stanza. Ben presto Luca si accorge di quanto di marcio vi sia nella società, di come il divario fra ricchi e meno abbienti si faccia sempre più ampio. Luca e quelli della sua generazione hanno ben poco su cui contare, il precariato è ormai la realtà del mercato del lavoro e il tirare avanti si fa sempre più aleatorio quando non si ha un contratto lavorativo, molte strade sono precluse, anche le più comuni, quali accedere ad un mutuo, affittare una casa e così via. Luca scopre, nello stabile in cui abita, un ex hotel, ora fatiscente alloggio, un gruppo di persone nelle sue stesse condizioni, tutti arrabbiati di come il mondo venga solo mostrato loro da dietro un vetro: per i giovani non vi sono possibilità di un inserimento nel mondo del lavoro, e di conseguenza nella società. Simbolo comune di questi giovani, e di cui Luca verrà ben presto insignito, è una testa di lupo tatuata sul braccio, a creare un legame visibile tra chi, pur non conoscendosi, vive allo stesso modo e nutre i medesimi ideali. Un marchio tribale che segna la fratellanza di vedute, ma col finale cala anche l’interrogativo se effettivamente questa comunanza, questo esser gruppo contro tutti vale davvero. Su di Luca incombono anche pesanti accuse per maltrattamenti compiuti dal suo battaglione durante la missione in Africa, a queste accuse se ne aggiungerà una nuova, quando il protagonista cercherà di farsi giustizia da sé, ma non si sa se la reazione dei carabinieri sia così eclatante per i fatti recenti o per mettere a tacere uno scomodo testimone tornato dalla missione in Africa. Non mi dilungo maggiormente sugli intrecci della trama per non anticipare troppo ai lettori che sicuramente resteranno avvinti nella bella trama di questo romanzo. Ciò che salta all’occhio sin dalle prime battute sono il linguaggio e la costruzione del fraseggio nella narrazione. Luca narra le vicende in prima persona, e lo fa con un linguaggio crudo, immediato, assai colloquiale, a tratti di tipo bloggistico, con vasto uso del linguaggio da strada, con il suo corollario di espressioni colorite ed imprecazioni. Anche l’andamento della trama è immediato nella sua costruzione, è colto nell’atto di scaturire dalla mente di Luca, ha una notevole spontaneità ed immediatezza. Dà l’impressione di essere partecipi delle scene o di sentirsele raccontare dalla voce di chi quelle cose le ha vissute. In alcuni tratti le parole diventano vere e proprie immagini, soprattutto quando Luca è sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, la narrazione segue l’andamento allucinato di una mente non propriamente in sé, rende assai bene le circonvoluzioni, gli incubi e i sogni alterati dalla droga (perlomeno così suppongo si comporti chi è alterato dalla droga, non avendo io esperienza diretta del settore). Encomiabile la scena in cui Luca si immagina che il palazzo si trasforma in una astronave ed inizia la fase di decollo, davvero bella. Dando un’occhiata alla biografia del giovane autore si capisce il perché le sue parole divampano spesso in immagini, egli è creatore e produttore di videoclip e cortometraggi, e ciò si riflette nella sua bella scrittura, veloce e fatta di immagini, viva e pulsante. Il romanzo tuttavia farà arricciare il naso a qualcuno, il linguaggio spesso non è ortodosso, qualche parolaccia scappa qua e là, ma è così ricreato un contesto reale e vissuto, quel che forse andava visto meglio è qualche errore vero e proprio di battitura che di tanto in tanto fa inceppare la macchina narrativa, un paio in particolare sono da matita rossa, ed imputabili a un istante di distrazione. Ma in questo caso anche le piccole sbavature rendono il racconto ancora più vivo ed immediato, danno quel senso di velocità che rende il romanzo oltreché reale e tangibile, anche simbolo di una certa visione della società e di metodologia di rapportarsi ad essa, rappresentata dai protagonisti dell’opera. Si può ben dire che il contenuto, i personaggi ed il modo di raccontarli sono perfettamente amalgamati e resi uniformi dalla mano felice del nostro regista e scrittore Federico Crosara. Per concludere, se il linguaggio può far storcere qualche naso, l’aver sollevato problemi tanto seri è assolutamente da premiare, è simbolo di una scrittura viva e presente. Il libro è molto bello, mi ha appassionato e fatto riflettere, cosa non così comune, lo consiglio sicuramente e mi congratulo con l’autore, per quanto esposto sopra, e per il coraggio di avere affrontato certe tematiche, soprattutto quella del precariato, spesso relegato in ultima pagina dai quotidiani, usato in tempo di elezioni e poi abbandonato. Un grazie a Federico, e visto il finale, forse ci regalerà un sequel.

    Rif: Prima che il mondo cominci a bruciare :: Federico Crosara :: La Riflessione – Davide Zedda Editore :: La Recherche :: Scrittura libera :: Poesia Narrativa Recensioni Aforismi Articoli Saggi Eventi

    PS: Il libro è stato scelto come "lettura consigliata" per una settimana.

  9. #9
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    ti faccio i complimenti per la pregnanza del tema che hai scelto, anche alla luce di quanto successo ieri. La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Giornalista precario suicida nel Brindisino
    Poi da disoccupato la "sento" ancora di più questa piaga.

  10. #10

    Predefinito Ciao Germano

    Citazione Originariamente scritto da GermanoDalcielo Vedi messaggio
    ti faccio i complimenti per la pregnanza del tema che hai scelto, anche alla luce di quanto successo ieri. La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Giornalista precario suicida nel Brindisino
    Poi da disoccupato la "sento" ancora di più questa piaga.
    Ciao Germano,
    grazie dei complimenti. Grazie anche della segnalazione. Non lo sapevo.
    Pierpaolo è stato ucciso dal sistema. Un sistema messo in piedi dai politici di sinistra e perfezionato da Maroni, che si approffitta dei più deboli, li sfrutta e li abbandona negandogli qualsiasi sostegno. C'è un accanimento contro i precari, da parte dei politici, che non vedo nemmeno contro gli assassini.
    E i sindacati se ne fregano. D'altronde se non hai i soldi per mangiare come fai a pagare la tessera?
    Il problema è che tra i precari non c'è unità. Gli unici che fanno qualcosa di concreto sono quelli della scuola.
    In bocca al lupo per tutto!
    Ico

  11. #11
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    grazie anche a te!

  12. #12
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    Pierpaolo è stato ucciso dal sistema. Un sistema messo in piedi dai politici di sinistra e perfezionato da Maroni, che si approffitta dei più deboli, li sfrutta e li abbandona negandogli qualsiasi sostegno.
    Penso che una affermazione del genere necessiti di un ragionamento e di fonti certe che molto probabilmente nel tuo libro sono argomentate in modo quasi scientifico.

  13. #13

    Predefinito Ho letto il primo.

    Citazione Originariamente scritto da Fabio Vedi messaggio
    Hai letto questi due libri di Mauro Calabresi?
    La fortuna non esiste
    ma in particolare "Cosa tiene accese le stelle?"
    Ciao Fabio. Sabato ho acquistato i due libri e ieri pomeriggio ho letto "La fortuna non esiste". L'altro se l'è preso la mia ragazza e adesso chissà quando lo rivedo....
    Il libro è molto bello e consiglio anch'io di leggerlo. Tra l'altro la lettura è scorrevolissima e mai stancante. Mi sono piaciute soprattutto le prime cento pagine. Poi, a mio parere, le storie (vere) diventatano più nebulose e il "lieto fine" non è scontato. Mentre lo leggevo però mi chiedevo una cosa. Perché me l'hai consigliato? Per farmi vedere che paese è l'America rispetto al nostro? Per dirmi che noi, col nostro walfare, non abbiamo scampo? Perché se è vero che la tenacia e l'ottimismo portano a risulati, senza un aiuto, forse, nessuno di loro ce l'avrebbe fatta.
    La soluzione è nell'altro libro?
    Ti saluto
    Ico

  14. #14

    Predefinito Recensione da RecensioneLibro.it

    “Prima che il mondo cominci a bruciare”di Federiso Crosara è un libro che racconta di precariato, della difficoltà dei giovani di inserirsi nella società senza sentirsi un peso, trascinati senza più un obiettivo.

    Luca, il protagonista di “Prima che il mondo cominci a bruciare” è rientrato dopo un’esperienza militare che l’ha segnato profondamente e deve ricominciare tutto d’accapo, riscrivendo la propria storia. Sembra proprio che il suo primo contatto con la nuova realtà avvenga tramite il lavoro.


    Sarà forse per questa insicurezza sociale, per le spaccature interne che non si riesce neanche più ad amare, si è insicuri, depressi, tra contratti a progetto, lavori a nero e condizioni pietose da subire. Ed è per lo stesso motivo che ne “Prima che il mondo cominci a bruciare” Luca si sente costretto ad attuare un piano di rivolta per contrastare l’inefficienza dello Stato, che non interviene più a sostegno dei giovani.

    Ciò che segna leggendo “Prima che il mondo cominci a bruciare” è il parallelismo continuo che Federico Crosara fa tra il mondo civile e quello regolato dalla guerra. La scrittura è molto fluida è mostra immagini di ragazzi stanchi, disillusi e scontenti, che smettono di sognare, ma vogliono continuare a lottare, a farsi giustizia da soli visto che nessuno ci pensa.

    Rif: Recensione, scheda e riassunto del libro

  15. #15
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    Facciamo che questo thread sia un dialogo degli utenti di forumlibri con un autore e non un deposito di recensioni da parte di altri "sconosciuti"? Detto questo, hai ragione quando dici:
    Perché me l'hai consigliato? Per farmi vedere che paese è l'America rispetto al nostro? Per dirmi che noi, col nostro walfare, non abbiamo scampo? Perché se è vero che la tenacia e l'ottimismo portano a risulati, senza un aiuto, forse, nessuno di loro ce l'avrebbe fatta.
    La soluzione è nell'altro libro?
    Il legame con il tuo libro sta in "cosa tiene accese le stelle". La tua fidanzata te lo darà prestissimo è un libro che si legge in treno tra Padova e Pescara

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