Il più grande libro mai scritto sulla Rivoluzione d'ottobre.
Boris Pil'njak avrebbe pagato con la vita, in un gulag, la sua denuncia del delirio.
La scena si svolge nel 1919, in pieno conflitto fra le armate bianche e quelle rosse, ed ha come protagonista la dissoluzione di una famiglia aristocratica.
Come un bisturi preciso e asettico, Pil'njak analizza e setaccia la società multipla di quel periodo, ne sottolinea gli sviluppi e gli eccessi.
Il quadro che ne deriva è un capolavoro.
Assente dalle librerie italiane da circa vent'anni, "esiliato" dal vecchio PCI al pari di "Vita e destino" (capolavoro intramontabile di Vassilij Grossman, ora rieditato in Adelphi), "L'anno nudo" è forse l'ultimo, estremo classico della grande Letteratura Russa.
Al prezzo di 14 euro è praticamente regalato.
PS La UTET sta editando nella sua collana economica degli autentici capolavori che credevamo reclusi nell'oblio. A prezzi contenuti e con una ottima, direi sontuosa, veste grafica.
"L'anno nudo" è un viaggio meraviglioso al centro dell'anima russa.