Il libro dalla copertina si pone un obiettivo molto interessante, parlare della tenacia e delal forza delle persone che, cadute, trovano la grinta e la voglia di rialzarsi, ripartire e fare meglio.
Nel libro questo aspetto viene toccato ma si parla per lo più dell'America e dello spazio che quel paese dà a chi vuole rialzarsi e andare oltre.
E' un libro che ti dona fiducia anche se vivi in Italia e se tutto sembra concorrere per renderti sfiduciato. Molto belle le prime 100 pagine, leggermente lente le ultime.
Libro un po' Obama-USA centrico ma lo si sapeva... dopo 2 anni in cui Calabresi ha seguito Obama di cosa volevi parlasse?

Un saggio su chi, anche se stanchissimo, con una gamba rotta e con uno zaino pesantissimo, vuole arrivare in cima alla montagna.

"Non importa quante volte cadi. Quello che conta è la velocità con cui ti rimetti in piedi." Come si esce da una crisi, come si supera una perdita, un insuccesso, un fallimento? C'è chi ha avuto la forza di rimettersi in piedi dopo che l'azienda in cui lavorava ha chiuso, chi ha rifiutato di arrendersi dopo che la recessione lo aveva costretto a vendere la casa in cui viveva e a partire per chissà dove, chi ha ritrovato la forza di andare avanti dopo che un lutto sembrava avergli tolto una ragione per vivere. Due anni in viaggio attraverso l'America, trentasei Stati, l'elezione presidenziale più emozionante che si ricordi e tante vite di gente comune. Ma al centro di tutto questo per Mario Calabresi c'è una sola domanda: che cosa accade nel cuore di chi cade e trova la forza di rialzarsi? Magari con fatica, con dolore, ma con tenacia incrollabile e soprattutto senza aspettare la fortuna? Qual è il segreto di una nazione e della sua gente, capace da sempre - ma oggi più che mai - di reinventarsi da zero, di darsi una seconda chance, di eleggere un presidente nero contro ogni previsione, di rimettersi in cammino anche dopo che la più grave recessione del dopoguerra ha travolto la vita di milioni di persone?