Saverio è figlio di un fornaio anarchico di Alessandria d'Egitto, cresciuto con la passione della libertà e con la nostalgia per il paese degli antenati. La morte del padre lo costringe ad affrontare la sua confusa identità, le sue radici. Parte per un suo viaggio di iniziazione, dal deserto, alla città, dal presente a un oscuro e misterioso passato. Da questo racconto fatto di dolci asprezze liguri-toscane, emerge l'unico vero paese dell'anima: quel desiderio di libertà che è come il tenace volo del pettirosso.

Parte da lontano Saverio Pascale, il narratore ricoverato in ospedale dopo un tuffo nelle acque di Alessandria d'Egitto alla ricerca del "porto sepolto". La nostalgia è alla base di questa caccia alle radici della memoria. Saverio è nato in esilio, ma la stirpe dei suoi avi conduce a Carlomagno, briciola di terra arroccata sulle Alpi Apuane, in un'Italia teatro di lotte secolari. Durante un pellegrinaggio nel deserto di Siwa, Saverio cerca la forza per riagganciare le sue origini, attraverso la dolorosa, favolosa storia del soldato di ventura Pascal e della sua donna, che furono - ai tempi della Santa Inquisizione - la remota scintilla di una scalpitante famiglia di anarchici. In questo viaggio nella fantasia e nella storia il protagonista trova lo spazio per celebrare il ricongiungimento alla memoria del padre, il granitico fornaio - cultore delle poesie di Ungaretti - che gli raccontava la leggenda del pettirosso, e del suo coraggio, quello di saper trovare, nella vita, l'astuzia e la pazienza necessarie ad affrontare le angherie dei potenti. Saverio trova le motivazioni per scavare fino in fondo al suo passato remoto, accanto a Fatiha, la spavalda combattente palestinese che con lui dà vita a un nuovo, possibile romanzo. Il viaggio nelle ombre sconosciute che hanno vissuto la Storia sulla propria oscura pelle, un percorso epico che è anche - per Maggiani - una scommessa narrativa ben realizzata, soprattutto nel gioco d'incastri temporali e nelle suggestioni di un'Alessandria d'Egitto imbellettata di esotici sentori e di magiche atmosfere levantine.

questo è il libro che meno mi è piaciuto dei tre che ho letto (Il viaggiatore notturno e La regina disadorna), non che non mi sia piaciuto: le descrizioni del deserto, del porto di Alessandria e della città stessa sono meravigliose! quelle di Carlomagno mi sono piaciute meno... in ogni caso un libro che consiglierei vivamente!
tra l'altro mi piacciono in particolar modo i suoi riferimenti a De Andrè [ho iniziato a leggere Maggiani dopo che, passeggiando per la Feltrinelli, avevo deciso di comprare un libro di un autore nuovo che ancora non conoscevo e di cui non sapevo nulla, dapprima mi ha colpito il titolo: Il viaggiatore notturno! poi ho letto la dedica:

Se tu vuoi viaggiarla insieme
vuoi viaggiarla insieme ciecamente
perchè hai conosciuto lei
e il suo corpo perfetto con la mente.




quindi come non comprarlo subito?