Massoulié è storico di razza: lo si intravede fra le pagine brillanti di questa biografia documentata di uno degli uomini più discussi del '900.
Il testo, edito da Giunti ed in vendita a soli sette euro, è un viaggio affascinante nell'anima di T. E. Lawrence, uomo di cultura e di guerra.Tanti storici si sono misurati con il suo fantasma, pochi ne hanno colto l'intensità.
A parte la buona dote di fotografie che il testo porta a repertorio, Massoulié è stato prodigo di introspezione psicologica a ridosso dell'animus "cavalleresco" del discusso eroe.
Memorabile la descrizione del nervoso "fumare" a cavallo (non già sul cammello) durante la presa di Aqaba.
Non c'è velleità di rielaborazione da parte dello studioso francese e, ancora, non si manifesta nulla di distruttivo nella critica all'uomo.
Causa ed effetto sono nel suo intendimento la violenza carnale subita da Lawrence come prigioniero dei turchi e la sua conseguente omosessualità.

A dire il vero non sono così d'accordo.
Su questo tema l'ultimo cavaliere si tenne sempre molto silenzioso e riservato.
Prima di scegliere il suicidio a bordo di una motocicletta tutto solo.
Con indosso, lui "Gada Orenz", come lo chiamavano i suoi soldati arabi,soltanto la divisa di aviere semplice della RAF.
E qualcuno disse che si trattava di suicidio simulato.
Qualche giorno dopo, sul suo comodino da notte, un aviere rinvenne uno strano libro di un tizio italiano...
"Il fu Mattia Pascal", di tale Pirandello.
Rinascere dalle ceneri? "Gada" in arabo significa fenice.

Ma no...sarà stata una casualità...