Matei Cazacu, ovvero "Il saggio della Montagna", come lo definisce un mio caro amico romeno.
E' grazie a questo caro internista che qualche anno fa ho avuto il piacere di leggere il più grande paleografo della Bucovina rimanendone, lo ammetto,rapito.
Cazacu ci consegna un'immagine assai articolata di Vlad Voivoda, soprattutto dal punto di vista parentale. Il crescente dissesto mentale del principe transilvano sopraggiunto in seguito al trauma della morte del fratello Mercje, ucciso nel corso di una battaglia fra le file della Lega antiturca levantina; il rapporto mai chiarito e sicuramente conflittuale con re Mattias Corvino il Magiaro; la depressione quasi parossistica in compagnia della quale trascorreva le sue giornate.
Ma molto piacevole è scorrere anche le traduzioni che Cazacu fornisce dei diplomi voivodiani di Vlad : molto "progressisti" se si considera il comportamento parallelo dei suoi alleati.
E per finire, non trascurabile la scorta di leggende paraliturgiche alimentate dal clero ortodosso intorno alla sua tomba.

Libro molto interessante vergato in un registro storicamente elevato.