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Zazie nel metrò

Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo
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Discussione: Queneau, Raymond - Zazie nel metrò

  1. #1
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    Predefinito Queneau, Raymond - Zazie nel metrò

    Zazie è una ragazzina che arriva dalla provincia francese a Parigi ed è affidata alle cure del suo curioso zio Gabriel,ballerino dedito al travestitismo.
    Più grande desiderio di Zazie è fare un giro in metrò, ma a causa di uno sciopero questo risulta impossibile causando molta delusione nella piccola,che viene condotta ugualmente dallo zio,distratta e poco abile guida della città,per le affollate strade di Parigi sul taxi di un amico.
    Zazie fugge da sola per le strade di Parigi,conosce tanta gente curiosa mentre cambia lei stessa,matura, la sua innocenza svanisce.
    Il dialogo è pieno di neologismi,trovate letterarie e inversioni per rendere ancora più vicina la lingua scritta a quella parlata.
    Un romanzo delizioso,poetico e sperimentale.
    Ultima modifica di zaratia; 04-28-2008 alle 11:42 AM.

  2. #2
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    Anche a me è piaciuta moltissimo l'ironia di Queneau nel parlare di Zaziè e della sua avventura, ragazzina ribelle e determinata.
    Una lettura da consigliare. Leggera e frizzante.

  3. #3
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    Concordo con Elisa, veramente carino questo libro; dello stesso autore molto particolare anche Icaro involato, in cui il protagonista si invola, una stranezza davvero.

  4. #4

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    Io ho letto "i fiori blu" ed ahimè non mi è piaciuto per niente...me ne avevano tanto parlato che non vedevo l'ora di leggerloeccato. Ora nei confronti dell'autore sono un pò restia.

  5. #5
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    Io questo libro l'ho letto in francese, tempo fa
    Ricordo che la nostra professoressa di francese del liceo ci aveva anche portato a vedere una rappresentazione teatrale (sempre in francese! ) che avevo apprezzato molto
    Sicuramente un libro leggero e piacevole...

  6. #6
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    posso segnalare il film di malle che riesce a cogliere lo spirito del libro?

  7. #7
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    Predefinito Icaro involato perla sconosciuta

    Hai ragione libraia, icaro involato è un romanzo spassosissimo, mi ha rallegrato l'umore e lo trovo di una genialità sorpendente
    Amo anche i fiori blu
    Marcello

  8. #8
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    Non avendo letto mai nulla di Queneau ne sono rimasta piacevolmente colpita. Divertente, allegro e assurdo. Sarebbe bello vederne una rappresentazione teatrale. I neologismi e le peculiarità dei personaggi sono esilaranti.
    Disse Marceline, con dolcezza

  9. #9
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    Parodia irriverente, con qualche spunto davvero irresistibile

  10. #10
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    Libricino molto molto carino, lettura consigliata.
    L'intera vicenda si svolge in due soli giorni... ma ne succedono davvero di tutti i colori!!!!!
    Una sorta di Odissea per le strade di una Parigi paralizzata dallo sciopero della metro, un correre ed inseguirsi tra gente della strada, niente signorotti e gentil donzelle (fatta eccezione per la vedeva Mouaque )... un calzolaio, una cameriera, un tassista, una dolce casalinga (), una "muta" di turisti condotta da un autista slavo alla ricerca spasmodica della Sainte-Chapelle, buffi poliziotti (forse diabolici), un oste non proprio onesto, perfino un pappagallo loquace e, udite udite, un artista!!!!!

    ... e poi c'è lei, la protagonista assoluta, Zazie... irriverente, inquieta, dice parolacce e si ribella a tutto ciò che le viene ordinato di fare... è il terrore degli adulti!!!!
    Il suo è un viaggio in un mondo che conosce poco, privo di ordine e significato, dove tutto ciò che pensa di aver capito si rivela l'esatto opposto... un viaggio buffo e divertentissimo, frizzante e pieno di colpi di scena, aspettando la fine dello sciopero e la benedetta riapertura della metro.
    Nota di merito anche per gli esperimenti linguistici di Queneau, con una serie di neologismi divertentissimi e un linguaggio colorito garanzia di risate continue.

  11. #11
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    mi è piaciuto molto il modo di scrivere di questo autore, anche se a volte alcune descrizioni di ciò che succede rasentano l'assurdo e non capivo bene cosa succedesse...
    Ho provato a vedere anche il film, ma è ugualmente strano (e molto più noioso), anche se Philippe Noiret è stato perfetto nella parte. La ragazzina me la immaginavo più diabolica!
    Comunque è stata una lettura molto divertente! e Zazie è diventata il mio mito!!!

  12. #12
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    Un libro divertente, frizzante, pieno di colpi di scena! davvero consigliatissimo

  13. #13
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    Zazie nel metrò è un libro dove i personaggi ti stanno fottutamente antipatici e dove succedono cose sconvolgenti che non stanno né in cielo né in terra, diciamocelo. Questa Zazie è antipatica, saccente e rompe le scatole. L'avrei uccisa!
    Lo stile è altrettanto irritante. Ma è così difficile scrivere frasi che contengano subordinate e pensieri interessanti che possano svilupparsi per almeno 4 o 5 righe?
    E poi questi dialoghi botta e risposta, mamma mia che nervi. E il pappagallo, con il suo "Chiacchieri, chiacchieri, e non sai far altro!". Va bene una volta. Va bene anche la seconda, ma poi non fa più ridere. E la storia dell'ormosessuale. Stessa cosa. Una volta, due, tre, poi basta Zazie, statte zitta e non rompere. Oppure, spiegatele una volta per tutte cosa vuol dire ormosessuale e bom!
    Insomma, un libro insolito e surreale. Irritante a volte, ma allo stesso tempo geniale, geniale, geniale!
    Il mio secondo appuntamento con questo autore ha confermato le impressioni che avevo avuto: insolito e geniale!
    Consigliato, per una lettura alternativa!

    4/5

    L'essere o il nulla, ecco il problema. Salire, scendere, andare, venire; tanto fa l'uomo che alla fine sparisce. Un tàssi lo reca, un metró lo porta via, la torre non ci bada, e il Pànteon neppure. Parigi è solo un sogno, Gabriel è solo un'ombra (incantevole), Zazie il sogno d'un'ombra (o di un incubo) e tutta questa storia il sogno di un sogno, l'ombra di un'ombra, poco piú di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota (oh! mi scusi). Laggiú, oltre, un po' oltre, Place de la République, si accatastano le tombe dei parigini che furono, che salirono e scesero scale, andarono e vennero per le vie e tanto fecero che alla fine sparirono. Un forcipe li introdusse, un carro funebre li porta via e la torre si arrugginisce e il Pànteon si screpola piú presto di quanto le ossa dei morti fin troppo presenti non si dissolvano nell'humus della città tutto impregnato di affanni. Ma sono vivo, io, e qui s'arresta la mia scienza perché del tassimane sparito nel suo trespolo a tassametro o di mia nipote sospesa a trecento metri nell'atmosfera o della mia sposa, la dolce Marceline, rimasta presso il focolare domestico, in questo preciso momento io non so, e qui non so, se non questo, endecasillabicamente: eccoli quasi morti perché assenti. Ma che veggo oltre le crespute cucuzze della brava gente che mi circonda? (capitolo ottavo)

    Allora? Perchè vuoi fare la maestra?
    Per rompere le palle alle bambine - rispose Zazie. - Quelle che avranno la mia età tra dieci anni, tra vent'anni, tra cinquant'anni, tra cento anni, tra mille anni. Aver sempre da rompere le balle a qualcuno.
    (capitolo secondo)

  14. #14
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    concordo con chi lo ha definito:insolito e surreale.
    Divertente e qualche volta assurdo.

  15. #15

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    Queneau l'avevo incontrato per la prima volta in un'antologia di letteratura italiana al bienno del liceo, con alcuni brani tratti da “Esercizi di stile”, e già all'epoca pensai che per concepire un'opera simile dovesse essere un autore completamente fuori di testa, ma attribuivo la “follia” dello stile proprio alla peculiarità di quest'opera. Ora invece mi sono imbarcata nel mio primo romanzo di Queneau, e credo che leggere Queneau sia un po' come gettarsi in un'avventura dove non ci sono regole, dove è inutile crearsi delle aspettative e cercare di ragionare seguendo qualche filo logico, perché lui saprà sempre spiazzarti andando oltre ogni regola, ogni convenzione, anche quelle dettate dal buon senso.
    I personaggi sono assurdi, grotteschi, quasi delle maschere di una commedia dell'arte guardata attraverso lenti che distorcono la realtà, ingrandendo difetti, stravolgendo i contorni realistici, donando tinte a volte tanto vivaci da ferire lo sguardo, altre tetre, altre semplicemente sconcertanti.
    Ecco, “sconcertante” credo sia il termine migliore per descrivere questo romanzo, e non riesco nemmeno a capire se ciò sia una cosa positiva oppure no. Quello che so è che, a mio parere, con Queneau non si può cercare di fermarsi a ragionare, per capire cosa ci sia dietro un personaggio, una frase o un'azione. O meglio, lo si può fare, probabilmente, ma a proprio rischio e pericolo, perché temo sarebbero scoperte alquanto destabilizzanti. Io ho preferito semplicemente salire in giostra, lasciarmi trasportare da questa girandola di emozioni e personaggi, entrando in questa atmosfera onirica dove tutto è concesso, comprese le parolacce e la morbosità di alcune figure. E mi sono divertita, senza domandarmi dove si stesse andando a parare, senza pretendere nulla.
    Certo è che secondo me uno stile simile si può assumere solamente in piccole dosi, perché una maggiore immersione nella Parigi di Zazie e dello sciopero del metrò, di un pappagallo e di loschi individui dall'animo trasformista, di “ormosessuali” e donne che parlano con dolcezza temo mi avrebbe fatto perdere il contatto con la realtà.
    Sicuramente leggerò altro di Queneau, ma prima voglio “disintossicarmi”, incontrare personaggi lineari e coerenti, trame rassicuranti e stili sobri.

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