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Discussione: Il PEGGIOR CLASSICO della letteratura

  1. #46
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    Ti lincio io Kafka è uno dei miei prediletti di sempre
    Per rispondere a questa discussione, devo dire che non ho mai, e sottolineo mai trovato veramente brutto un classico. Per convinzione e formazione personale/professionale io ho sempre trovato, in qualsiasi classico, qualcosa che vale la pena salvare, anche in quelli che non mi sono piaciuti. Per esempio lo stile: per me i contemporanei non sanno più scrivere in un certo modo...un modo che mi piace e prediligo. Oppure quella sensazione dell'umano in un mondo che non c'è più. Pertanto io non riesco a considerare veramente brutti anche classici che non mi sono piaciuti (per es. I dolori del giovane Werther)

  2. #47
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    Partendo dal principio che ognuno scrive nel suo tempo e quindi pensa al suo presente (parliamo di testi dell'800 e del Novecento), è normale che certi testi siano influenzati da correnti letterarie superate, come è normale che oggi qualcuno risulti indigesto. Nell'Ottocento si doveva descrivere di tutto di più nei minimi dettagli, perché si doveva creare un mondo. Adesso non ne abbiamo bisogno, perché tra la signorina Emily Bronte e noi c'è passata in mezzo Virginia Woolf e molti altri. Quindi la prima, con la nostra nuova coscienza, risulta a persone come me, che pure amano la letteratura, fortemente indigesta (e posso assicurare che è in ottima compagnia insieme ad altri indigesti ). Per quanto riguarda i testi moderni, molti sono peggio dei remake di vecchi film. Si inizia e si finisce con le stesse figure retoriche, dietro "Sole, cuore, amore, tre metri sopra il cielo" triti e ritriti centinaia di volte. Sembra che molti scrivano e pubblichino, ma sembra che nessuno di questi abbia una testa propria. Eppure ci sono lettori e questi continuano, mentre testi pregevoli non vedono la luce perché non hanno autori che possano chiedere un prestito per pagare. Ci sono degli splendidi testi da non perdere oggi come allora: ed anche nel classico qualche libro veramente desolante c'era

  3. #48
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    le metamorfosi di Kafka sono un must assoluto. Ila

  4. #49
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    Citazione Originariamente scritto da GermanoDalcielo Vedi messaggio
    le metamorfosi di Kafka sono un must assoluto. Ila
    Mi spiace, ma io l'ho sempre odiato. Ripeto, me l'hanno fatto leggere a forza a scuola, ma ad ogni modo l'uomo che si sveglia tramutato in bacarozzo mi ha sempre fatto venire da vomitare e basta, non ho mai visto nessuna metafora o pensiero profondo, sarò superficiale, ignorante ma è così, dimenticavo, Quando sono stata a Praga ero l'unica che "schifava" la foto con la casa dove ha abitato Kafka...

  5. #50
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    Citazione Originariamente scritto da ila78 Vedi messaggio
    Mi spiace, ma io l'ho sempre odiato. Ripeto, me l'hanno fatto leggere a forza a scuola, ma ad ogni modo l'uomo che si sveglia tramutato in bacarozzo mi ha sempre fatto venire da vomitare e basta, non ho mai visto nessuna metafora o pensiero profondo, sarò superficiale, ignorante ma è così, dimenticavo, Quando sono stata a Praga ero l'unica che "schifava" la foto con la casa dove ha abitato Kafka...
    Non dire così Ila, la soggettività è sacrosanta. Ciao

  6. #51

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    Citazione Originariamente scritto da ila78 Vedi messaggio
    Mi spiace, ma io l'ho sempre odiato. Ripeto, me l'hanno fatto leggere a forza a scuola, ma ad ogni modo l'uomo che si sveglia tramutato in bacarozzo mi ha sempre fatto venire da vomitare e basta, non ho mai visto nessuna metafora o pensiero profondo, sarò superficiale, ignorante ma è così, dimenticavo, Quando sono stata a Praga ero l'unica che "schifava" la foto con la casa dove ha abitato Kafka...
    A me Kafka piace moltissimo, è stata una delle mie letture fondative, che ha gettato le basi della mia cultura; è giusto però che possa non piacere, perchè il libro è una cosa personalissima e ciò che è decisivo per uno può non aver interesse per tutti gli altri... ad esempio Bukoski ad alcuni piace moltissimo ma a me non ha detto assolutamente nulla! =)

  7. #52
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    Forse dovrei dare una seconda possibilità al povero Franz (Kafka) adesso che sono più grandicella...ci penserò, magari vado a ripescare la copia de "le Metamorfosi" che è sepolta da un secolo in soffitta....

  8. #53
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    Citazione Originariamente scritto da ila78 Vedi messaggio
    Forse dovrei dare una seconda possibilità al povero Franz (Kafka) adesso che sono più grandicella...ci penserò, magari vado a ripescare la copia de "le Metamorfosi" che è sepolta da un secolo in soffitta....
    Direi di si'! io te lo consiglio caldamente, scrolla qualche pregiudizio di dosso, e vedrai, resterai avvinghiata dal magnetismo del carissimo Franz

  9. #54
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    Dal blog "Senza errori di Stumpa" di Chiara Prezzavento incollo questo interessantissimo post che sembra scritto appositamente per questa discussione...

    Dieci Libri Sopravvalutati

    In questo post Brian Klems dice che tutti, prima o poi, leggiamo un libro perché amici, famigliari, parenti, stampa and world at large ne parlano con incontenibile entusiasmo. Così leggiamo e... "tutto qui?"

    A titolo autobiografico, Klems cita Il Grande Gatsby, cui riconosce a monumental place in the history of American literature - solo che a lui non è piaciuto. Lo giudica inferiore ad altri libri che cita, incluso Il Signore Delle Mosche.

    E un po' più sotto, nei commenti, un lettore confessa di avere avuto un'esperienza simile proprio con Il Signore Delle Mosche: sarà pure un pilastro della letteratura contemporanea, ma a lui non è piaciuto. Dove si vede che il concetto di "libro sopravvalutato" non è meno personale di quello di "brutto libro". Si può credere di avere treni merci di inoppugnabili ragioni estetiche e tecniche per la propria delusione/disapprovazione, ma ci sarà sempre qualcuno pronto a indignarsi: "ma scherzi? È* un libro bellissimo!"

    A parte le disparità di gusto, trovo che intervenga un altro fattore. Chiamatela diffidenza, chiamatelo spirito di contraddizione, chiamatelo scetticismo, ma esiste questo meccanismo di difesa che ci conduce a dubitare - a ragione o a torto - di ciò che ci viene decantato con troppo zelo. L'ultima volta che mi ci sono imbattuta è stato la settimana scorsa, e non si trattava di me. Durante una sessione antelucana di NW cercavo di convincefe F. a leggere Lord Jim, e lei mi ha detto che raramente legge qualcosa che le viene suggerito col trasporto che ci stavo mettendo, perché ha imparato che la gente persa come me dietro un libro raramente è obbiettiva nel giudizio. E naturalmente mi sarei morsa la lingua, ma devo ammettere che F. ha ragione e anch'io reagisco come lei: rifiuto pervicacemente e, anche quando cedo, parto così prevenuta che di rado apprezzo - specie se c'è hype mediatica all'opera. E se non c'è hype, ma parto con aspettative troppo alte sulla base del luccichio negli occhi del consigliatore, è ancora peggio.

    Per dire:

    1) Il Ritratto Di Dorian Gray. Sì, lo so, è grave - tanto che per anni non ho avuto il coraggio di confessarlo. Ma, giacché ne parliamo, non è che non mi sia piaciuto del tutto, solo che mi aspettavo di esserne impressionata di più. Molto di più. Tipico caso in cui troppe aspettative hanno giocato a sfavore del libro.

    2) Siddharta. Letto da giovinetta, cedendo all'entusiasmo delle compagne di liceo. E per fortuna non era il mio primo Hesse, o mi sarei scoraggiata subito, perdendomi romanzi che invece ho amato, come Narciso e Boccadoro, Il Giuoco Delle Perle Di Vetro, L'Ultima Estate Di Klingsor, Demian, Gertrud... Quindi spiegatemi: perché Hesse deve essere identificato automaticamente con una delle sue opere più modeste?

    3) Il Vecchio E Il Mare. Non ditemi che non è vero: Hemingway era insuperabile nel costruire romanzi con niente. Niente storia, quasi niente caratterizzazione, niente dialogo, niente ricchezza linguistica... Posso apprezzare the technical feat, ma francamente lo apprezzo di più quando si esaurisce in 6 parole anziché in un libro intero.

    4)La Guerra Dei Bottoni. Louis Pérgaud, avete presente? Era uno dei libri prediletti di mio padre, che non ebbe pace finché non riuscì a farmelo leggere. Solo che LGDB a lui ricordava tanto la sua infanzia, e a me no. Noia mortale.

    5) Dersu Uzala. Idem come sopra, salvo i ricordi d'infanzia. "È così poetico..." *Yawn*.

    6) Barnabo Delle Montagne. E sia ben chiaro: a me Buzzati piace - ma se c'è Il Deserto Dei Tartari, a che serve Barnabo?

    7) Il Gabbiano Jonathan Livingstone. Probabilmente I'm even mispelling the name. E non andrò nemmeno a controllare per correggerlo. Gabbianastro. Storia banale fino alle lacrime, grondante saccarina e scritta in modo indifferente. Qualcuno mi spiega perché deve essere considerata una lettura irrinunciabile?

    8) Il Piccolo Principe. Chi mi legge da un po' si stava chiedendo: "e come mai non ci ha ancora messo il PP?" Eccolo qui. Idem come sopra - anche se forse è scritto meglio. Un pochino meglio.

    9) Ulisse. I'm of two minds here. Come Klems per Fitzgerald, riconosco lo status di monumento letterario, e in più ammiro la sperimentazione tecnica. Detto questo, non sono riuscita a finirlo, perché mi annoiavo oltre ogni dire. Una volta apprezzata l'originalità, nel giro di una cinquantina di pagine, ero satolla. Non ne volevo più. Non ne potevo più. Credo di aver tirato pagina 100 con le unghie e con i denti, prima di decidere che avevo sparso abbastanza lacrime, sudore e acido gastrico per la causa del flusso di coscienza.

    10) Il Pendolo Di Foucault**. Sono certa che Eco si diverte un mondo a scrivere quei ciclopici tomi che traboccano erudizione... ma siamo sinceri: quanti apprezzano davvero Il Pendolo di Foucault? Quanti l'hanno letto davvero tutto senza saltare nemmeno un paragrafo***? E senza chiedersi mai nemmeno una volta quanto ne manca ancora?

    E qui mi dovrei fermare ma non posso fare a meno di infilare di soppiatto un numero: 11) tutto Baricco. Baricco non narra nulla. Affastella periodi turgidi e fioriti, tratta il lettore con condiscendenza e, al tempo stesso, gli strizza l'occhio: non siamo gente raffinata e piena d'immaginazione tu e io, O Lettore? Ecco, no.

    Quindi direi che per me si tratta di un misto di aspettative troppo elevate, eccesso di zelo altrui e sinceri dubbi di suggestione collettiva.

    E voi? Quali libri vi hanno lasciato a chiedervi "tutto qui?" E soprattutto: perché?

  10. #55
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    Il post di questa Chiara è davvero interessante !!!
    D'accordissimo su Il pendolo di Foucault, d'altra parte ho una profonda repulsione per Umberto Eco
    In parte d'accordo per Il gabbiano Jonathan Livingston, l'ho letto alle elementari per poi rileggerlo in età adulta. Che dire ?? Non è malaccio, però tutte quelle spiegazioni sulle tecniche di volo...credo che Richard Bach avrebbe potuto esprimere lo stesso concetto in massimo 10 righe
    Per quanto riguarda invece Il piccolo principe non sono d'accordo perchè trovo che sia un libro molto delicato e pieno zeppo di piccoli insegnamenti.

  11. #56
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    A me proprio non è piaciuto Dracula.
    Forse le televisioni hanno abusato talmente del personaggio da eliminare ogni briciolo di curiosità che poteva spingermi a proseguire nella lettura,non so...
    E poi...ho odiato Van Helsing e il suo incomprensibile modo di parlare dall'inizio alla quasi fine cui sono giunto. Magari un giorno lo rivaluterò,intanto prende polvere nel dimenticatoio. Che noia!

  12. #57
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    divertentissimo come forum!!!
    le risposte (almeno la mia) possono essere paradossali: ho divorato diversi "mattoni" che poi sono diventati i miei romanzi preferiti (tipo Via col vento, Il pendolo di Foucault, i romanzi di Dostoevskij...) e non sono mai riuscita a finire (o l'ho fatto a fatica) i classici "romanzi per ragazzi" come Le avventure di Tom Sawyer o L'isola del tesoro!!! Valgono come "classici" della letteratura da evitare?

  13. #58
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    Citazione Originariamente scritto da irididimoganoenotte Vedi messaggio
    ...I dolori del giovane werther...ho provato a leggerlo...è anche vero che non mi sono impegnata tanto, però alla sola prima pagina, tremavo! Ci riproverò...(per non sentirmi in colpa) dopodichè lo donerò alla biblioteca!
    vero vero!!! L'ho letto tutto ma nn mi ricordo neanche di cosa parla!! Nn è un buon segno, no?

  14. #59
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    io provo della vera repulsione per IL PARTIGIANO JOHNNY: l'unico libro che non sono riuscita a leggere, mi viene l'orticaria al solo pensiero: una sconfitta clamorosa, di una pesantezza indicibile! Per non parlare del fatto che intere pagine sono scritte in tedesco! mi vengono ancora i brividi


    anche D'Annunzio mi ha sempre creato dei problemi, mi disturba a pelle! I promessi sposi l'ho rivalutato anche se Lucia è proprio un personaggio odioso! (idea ora apro un topic sul personaggio + odioso!)
    La coscienza di Zeno mi era piaciuto molto... ah: eccone un altro: non sono riuscita a superare le 50 pagine di IL FU MATTIA PASCAL, propri non ce l'ho fatta

  15. #60
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    Velmez, anche a me La coscienza di Zeno è piaciuto molto

    Il fu Mattia Pascal l'ho letto in 3° superiore e ricordo che mi era piaciuto abbastanza.

    A me non è mai capitato di non portare a termine un libro, però qualche volta ho fatto una gran fatica a terminarlo.
    L'anno scorso, per esempio, ho faticato tantissimo per finire un libro che aveva delle ottime recensioni ed una splendida critica da parte di grandi autori contemporanei, ma per me è stato il libro più brutto che abbia mai letto, si tratta di Nati due volte di Giuseppe Pontiggia, spero per voi che non lo conosciate, è davvero orribile

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