Franco Cuomo,prima di lasciarci due anni orsono, ebbe modo di scrivere un grande libro.
Ne aveva sognati e immaginati tanti: per la maggior parte romanzi.
Questo però è un testo speciale, coraggioso,duro.
"Il Manifesto della razza" venne stilato da dieci scienziati razzisti italiani nel 1938.Ci tengo a dire che il termine "razzisti", come "tifosi", al tempo contrassegnava una categoria speciale di studiosi.
Così come il tifoso era l'ammalato di tifo,così il razzista era uno "scienziato" (gli sarebbe piaciuto visto il livello)che studiava le "razze".
Naturalmente il criterio era neoplatonico, ovvero di una inattendibilità impressionante.
Telesio Interlandi,palermitano, presiedette tale assise.
Nel libro si parla, per voce di un uomo libero, della vergogna italiana delle leggi razziali e della persecuzione antisemita.
Si scherza, per non piangere, circa la distanza che intercorre "fra un lato e l'altro del lobo auticolare di un giudeo rispetto ad un ariano normale".
Si fanno alcune osservazioni che, devo dire, condivido in pieno.

Chissà perché...è il libro di Cuomo che ha avuto il minor successo.
Casualità?
Certamente...certamente...