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Fuga senza fine

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Discussione: Roth, Joseph - Fuga senza fine

  1. #1
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    Predefinito Roth, Joseph - Fuga senza fine


    Dalla steppa siberiana all’asfalto di Parigi e Berlino, fra amori facili e amori impossibili: il romanzo del disincanto e dello smarrimento nell’aria di Weimar. «Io so soltanto che non è stata, come si dice, la ‘inquietudine’ a spingermi, ma al contrario – una assoluta quiete. Non ho nulla da perdere. Non sono né coraggioso né curioso di avventure. Un vento mi spinge, e non temo di andare a fondo» (Joseph Roth).


    Il protagonista del romanzo, giovane ufficiale dell'esercito austriaco, durante la prima guerra mondiale, viene catturato dai russi.
    Da quel momento la sua storia personale entra in un vortice imprevisto. Prigioniero, poi soldato tra i rivoluzionari e alla fine nuovamente sulla
    via di casa. Il mondo che si era lasciato alle spalle in parte è mutato e in parte non è mutato abbastanza.
    Piuttosto interessante e retta da un certo ritmo la prima parte del racconto. La seconda mi sembra che scenda di tono.
    In qualche direi che cambia quasi di stile. Rispecchia forse le difficoltà e il crescente senso di distacco del protagonista.
    Ho letto altre cose di Joseh Roth e anche questa mi è piaciuta.

  2. #2
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    Anche tu l'hai comprato ad 1€ in edicola con la Repubblica?
    Io sì,ma non ho ancora avuto tempo di leggerlo,visto che sto partecipando alla sfida letteraria.
    Quando lo leggerò per me sarà il primo di questo autore.

  3. #3
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    Predefinito "Fuga senza fine" letto con GdL

    Grazie agli amici del GdL estivo, ho letto questo racconto di Roth, che è anche la prima opera che mi capita tra le mani dell'autore.
    Mi intriga proprio questo scrittore come personaggio!
    ho scoperto un tipo di scrittura che scorre sotto gli occhi, anche in punti in cui effettivamente non ci sono avanzamenti narrativi. Nelle descrizioni è spettacolare, perchè è come se facesse degli elenchi in cui i passanti e l'ambiente circostante vengono descritti appoggiandosi ad altre immagini e dando perfettamente l'idea di come il protagonista si sente, di cosa prova guardandosi attorno. Il lettore vede effettivamente con gli occhi di Tunda, sente gli odori, si arrabbia con Tunda e si accende con lui.
    senza parlare degli ideali rivoluzionari, dei morsi della fame, degli assaggi di Siberia, dell'amore fraterno per un compagno, di quello passeggero per le donne che gravitano nella vita, dell'odio per un fratello e per una società finta e falsa...
    decisamente da leggere!

  4. #4
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    Un bel libro scorrevole, profondo e scritto con un linguaggio chiaro e ricco. Le descrizioni dei luoghi, delle persone, dei modi di vivere nelle varie città sono dettagliate e approfondite ma, lungi dall'annoiare, incuriosiscono, sono molto piacevoli e rendono vivido il quadro. Si riflette sulle varie società delle quali Tunda fa fugacemente parte, così diverse tra loro ma così simili nella sostanza più profonda.
    Un po' di Tunda, uomo "superfluo", esiste in ognuno di noi, in quanti momenti della nostra vita ci siamo sentiti o siamo stati uomini o donne superflui? Lui fugge fisicamente e non, ma non approda da nessuna parte. Il suo cammino è fatto di tappe delle quali il protagonista assorbe esteticamente e mentalmente ogni dettaglio ma senza renderlo realmente proprio, senza scoprire cosa davvero gli appartenga e cosa no, senza crearsi dei veri affetti, nei confronti del fratello con cui, a parte la gelosia infantile, non vi è molto in comune, e delle varie donne. Irene, la prima fidanzata della quale Tunda conserva un'immagine ingannevole, è forse l'unica vera guida che lo accompagna nel suo cammino, qualcosa di simile a un fantasma. Credo che questo protagonista rifletta l'insoddisfazione e la confusione - reale distacco o emotività tanto celata da non permettere a nessuna emozione di affiorare in superficie? - di molti uomini e donne di ogni tempo.

  5. #5
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    Condivido appieno quanto scrive Alessandra.


    Bello e rivelatore il finale:
    “A quell’ora il mio amico Franz Tunda, trentadue anni, sano e vivace, un uomo giovane, forte, dai molti talenti, era nella piazza davanti alla Madeleine, nel cuore della capitale del mondo, e non sapeva cosa dovesse fare. Non aveva nessuna professione, nessun amore, nessun desiderio, nessuna speranza, nessuna ambizione e nemmeno egoismo. Superfluo come lui non c’era nessuno al mondo”.

  6. #6
    giovaneholden
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    Ora passo a commentare Fuga senza fine e lo faccio,come dico nel precedente post prendendo a pretesto un classico,anche se successivo,delle opere sull'inanità del protagonista,che è colto in un momento di vita dove aspetta un periodo preciso in cui la sua vita avrà una svolta. Parlo de L'uomo in bilico di Saul Bellow,dove il personaggio cardine del romanzo aspetta la chiamata alle armi,per in un certo qual modo sfuggire alle responsabilità della vita civile e sociale,racchiuso nel bozzolo di una vita artificiale,coi suoi tempi scanditi e sempre uguali,quale può essere quella militare. Questa indecisione,questo lasciarsi trasportare da una parte all'altra dell'Europa,senza un preciso punto di riferimento,in balia degli eventi lo trovo dilatato a dismisura in Tunda,un uomo che in realtà prende anche decisioni,dunque non si può apparentare all'accidioso Oblomov di Goncarov,principe dell'immobilismo,ma per poi abbandonare cose e persone senza apparente sofferenza,tranne il ricordo della fidanzata,che rimane fisso nella sua memoria proprio perché un unicum incompiuto nella sua vita. Lo stile è piano,facile,ma di grande sontuosità linguistica,con brillanti e minuziose descrizioni,pur nella brevità del racconto lungo. Decisamente tra i massimi scrittori dell'Austria felix,ma con meno prosopopea degli altri illustri narratori del periodo,leggi in primis Musil,Broch e Werfel. Lo apparenterei invece a Zweig,non per nulla pure lui maestro nel racconto.

  7. #7
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    Giovaneholden ma dove la vedete la 'sontuosità' linguistica in questo scrittore?
    A me sembra così piatto!

    Sarà mica un problema di traduzione? Che edizione hai?

  8. #8
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    dal gdl

    Devo dire che non mi ha convinto del tutto, nel senso che pur trovando bella la scrittura e interessante la storia ha un che di ripetitivo che non ho apprezzato completamente. Roth è bravissimo a descrivere persone e situazioni sociali, avvenimenti e accadimenti e lo fa in progressione, solo che te lo aspetti, rendendo sicuramente efficace la vita si una persona che pur attraversando la storia rimane come al di fuori della storia, in un continuo corso e ricorso di sè stesso. Tra mille anni Tunda sarà sempre lì. Alla fine ragionando su quello che ho scritto non posso che dire: Roth ha colpito nel segno e non è lui che non mi ha coinvinto ma il suo personaggio tutto sommato "senza qualità". Un personaggio di frontiera. Ad est.
    Roth lo aspetto in una prova più ponderosa, qui è gradevole, ironico, ma poco penetrante.

  9. #9
    giovaneholden
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    Dori,io ho l'edizione Newton Compton tradotta da Madeira Giacci. Ti do un esempio dello stile piano e ricco al tempo stesso: " Per vivere aveva bisogno di condizioni complesse. Aveva bisogno dell'atmosfera delle bugie intricate,dei falsi ideali,della salute apparente,del marcio persistente,dei fantasmi tinti di rosso,dell'atmosfera dei cimiteri che sembrano sale da ballo,o fabbriche,o castelli,scuole o salotti. Aveva bisogno della vicinanza dei grattacieli,dei quali si suppone la fragilità e la cui solidità tuttavia è garantita per secoli. era un "uomo moderno". "

  10. #10
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    Citazione Originariamente scritto da giovaneholden Vedi messaggio
    Dori,io ho l'edizione Newton Compton tradotta da Madeira Giacci. Ti do un esempio dello stile piano e ricco al tempo stesso: " Per vivere aveva bisogno di condizioni complesse. Aveva bisogno dell'atmosfera delle bugie intricate,dei falsi ideali,della salute apparente,del marcio persistente,dei fantasmi tinti di rosso,dell'atmosfera dei cimiteri che sembrano sale da ballo,o fabbriche,o castelli,scuole o salotti. Aveva bisogno della vicinanza dei grattacieli,dei quali si suppone la fragilità e la cui solidità tuttavia è garantita per secoli. era un "uomo moderno". "
    Beh, allora la mia teoria potrebbe essere valida, è un problema di traduzione. Io ho un'edizione uscita con Repubblica che è tradotta dalla stessa traduttrice dell'edizione Adelphi.

    Il tuo passo tradotto dall'Adelphi inizia così:

    "Aveva bisogno, per godere a pieno, di situazioni più complicate. Aveva bisogno dell'atmosfera di intricate menzogne, di falsi ideali..."

    Il resto è quasi uguale perché è un elenco, ma guarda la prima frase, com'è più scorrevole ed immediata 'Per vivere aveva bisogno di condizioni complesse', invece di 'Aveva bisogno, per godere a pieno, di situazioni più complicate'. Potrebbe sembrare un cavillo, ma a leggerlo un libro tutto scritto in questo modo!

    Quindi, consiglio per chi volesse leggere Fuga senza fine: prendete l'edizione Newton Compton, così risparmiate e vi leggete anche La leggenda del santo bevitore, che sono insieme nello stesso libro.
    Ultima modifica di Dory; 08-07-2012 alle 07:22 PM.

  11. #11
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    "voi volete conservare una comunità europea" disse Tunda "questa comunità non esiste, altrimenti già saprebbe conservarsi da sola. E poi questa cultura, ammettendo che esista, chi dovrebbe attaccarla?"

    Niente di più attuale...
    Un bel libro

  12. #12
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    Ecco il mio commento dal http://www.forumlibri.com/forum/grup...eistocene.html :

    Il protagonista mi ha incuriosito per la sua vita così intensa e sempre in cambiamento,anche se poi il finale lascia l'amaro in bocca....pone l'accento sulla superficialità di Tunda e sul suo non essere riuscito a creare nulla.Ma io stavolta,contariamente al solito,non voglio essere pessimista e voglio vedere il "lieto fine"...credo che una persona che abbia vissuto così intensamente possa morire comunque soddisfatta.
    E' stata la mia prima esperienza con Roth,sono sicura che la ripeterò.

  13. #13
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    Io in Tunda non ho visto superficialità ma inquietudine, probabilmente per questo non c'è un "lieto fine". Una persona inquieta, secondo me, non può morire completamente soddisfatta.

  14. #14
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    Tunda è un protagonista molto particolare, non sceglie, si lascia trasportare dal destino, ma ugualmente non smette di pensare a quello che sarebbe potuto essere. Vive molte esperienze in diverse realtà ma non si adatta a nessuna, è pieno di inquietudine, forse proprio causata dai contrasti che vive ed osserva e che gli fanno apparire la vita degli altri parziale, incompleta: "Del resto non potrei avere nessuna professione in questo mondo, a meno che non mi pagassero per arrabbiarmi su come esso va" . Nonostante tutto ho apprezzato Tunda, spirito libero e inquieto, non l'ho trovato superficiale, anzi.
    Bel libro, primo per me di Roth, vorrei sicuramente leggerne altri.

  15. #15

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    Era il primo Roth anche per me, e sono un po' perplessa.
    Il suo stile mi piace molto, ma a tratti. Ci sono frasi che mi hanno colpita tanto, passaggi straordinari, fluenti e ricchi, le descrizioni sono bellissime, ma al tempo stesso, nonostante raccontasse di tanti avvenimenti, tanti cambiamenti, mi è apparso piatto. E forse questa "piattezza" era voluta, per entrare in sintonia col personaggio di Tunda, però non mi ha entusiasmato.
    L'ho letto in fretta, è un romanzo fluido, in cui si avanza senza fatica, ma non mi ha entusiasmato, nonostante il personaggio di Tunda mi sia piaciuto molto.
    Di sicuro cercherò di leggere altro di Roth, perché, pur non avendomi pienamente convinta, mi ha incuriosita tanto.

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