Durante la seconda guerra mondiale, nella Francia occupata, coloro che si erano accostati alla Resistenza si erano trovati di fronte a una duplice assunzione di responsabilità: quella di lottare contro l’oppressione nazista e quella di spingere gli altri (spesso le persone più care) a rischiare la vita.
Di fronte allo strazio di queste morti, Simone de Beauvoir riafferma che non c’era altra via possibile, e che ognuno è sempre responsabile in prima persona delle proprie scelte, della propria libertà.
L'intera storia ruota intorno a questo nocciolo, se ognuno sia libero di agire secondo la propria coscienza senza che le proprie scelte influiscano sugli altri: nonostante tutto noi esistiamo, quindi è impossibile che non ci siano iterazioni fra uomini, ma l'importante è essere sempre responsabili di sè stessi, in piena libertà di scelta.
La storia di Jean Blomart, borghese che lascia il suo posto sociale per avvicinarsi al mondo operaio e al socialismo, poi impegnato in azioni partigiane ed Hélène, ragazzina annoiata che si innamora suo malgrado di Jean, è molto intricata, parla di vivere in funzione degli altri, di combattere o meno sacrificando vite innocenti.
E' il primo libro che leggo di Simone e mi ha colpita in maniera positiva... spero di leggere dell'altro di suo!