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Memorie di un folle

Mostra risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Flaubert, Gustave - Memorie di un folle

  1. #1
    *MOD* Monkey Member
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    Predefinito Flaubert, Gustave - Memorie di un folle

    Dopo un inizio molto promettente,il testo è andato scemando e l'ho trovato meno appasionante di come avevo previsto.
    Infatti avevo subito scorto delle similitudini con Calvino di "Se una notte d'inverno un viaggiatore" per il suo iniziale riferirsi al lettore.
    Poi avevo trovato nello stile della narrazione alcune attinenze con Pessoa de "Il libro dell'inquietudine" (che io adoro) per i pensieri sparsi,anche se per me Pessoa è stato molto più incisivo e coinvolgente.
    Comunque ti dà modo di riflettere filosoficamente su temi importanti,partendo dall'amore,che viene preso un po' a pretesto per permettere al lettore di approfondire il proprio pensiero su argomenti universali e ancora attuali come il ruolo dell'uomo nel mondo e nella società e il rapporto tra il bene e il male.
    E' stato molto sorprendente l'aver scoperto che l'autore ha scritto questo breve romanzo di formazione a soli diciassette anni,nel 1838.
    In esso sono presenti le tematiche che poi svilupperà nei suoi capolavori dell'età matura.

    Posto di seguito alcune citazioni che mi hanno colpita:

    L'uomo, granello di sabbia gettato nell'infinito da una mano sconosciuta, povero insetto dalle zampette deboli che vuole afferrarsi, sull'orlo del baratro, a tutti i rami, che si aggrappa alla virtù, all'amore, all'egoismo, all'ambizione,che fa virtù di questo per meglio tenercisi stretto,che si aggrappa a Dio e che diviene sempre più debole, lascia andare la presa e cade ...

    Quando finirà, dunque, questa società corrotta da ogni sorta di dissolutezze, dissolutezze di spirito, di corpo e di anima?
    Allora, probabilmente, ci sarà gioia sulla terra, quando morirà questo vampiro bugiardo e ipocrita che chiamano civiltà.


    E ci sono dei giorni in cui avverto una spossatezza immensa e una noia* cupa mi avviluppa come un sudario ovunque io vada; le sue pieghe mi ostacolano e mi creano impaccio, la vita mi pesa come un rimorso.
    * nel mio caso più che noia è sconforto
    Ultima modifica di Minerva6; 10-01-2011 alle 08:07 PM.

  2. #2
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    Mi ha affascinato questo piccolo libretto di Flaubert,sono pensieri in libertà,una specie di diario di un 17enne alle prese col primo innamoramento (non corrisposto).Flaubert ha preso come spunto questo suo stato per esprimersi con romantico pessimismo sull'uomo,sulla vita, sulla non libertà in cui inevitabilmente si nasce.Molto interessante,fa riflettere sulla nostra condizione effimera e direi, quasi ridicola.

  3. #3
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    stupende parole quelle citate
    In libreria nn c'era, spero di trovarlo stasera altrove
    Adoro i libri che mettono in discussione la civiltà, ma questo in particolare mi sembra di capire che affronti temi dell'esistenza stessa senza andare sul filosofico ma restando sull'umana quotidianità e su quegli eventi come il primo amore che danno una direzione unica alle nostre vite. Molti infatti sottovalutano quanto il nostro cuore influenzi le nostre scelte di vita, credendo che lavoro,sport,vita sociale vengano al primo posto, ma nn c'è niente di più sbagliato. La paura di soffrire, il senso d'impotenza ben descritto in quel verso, l'incapacità di lasciarsi andare, sono tutte conseguenze di un grande amore fallito come quello del protagonista.
    E allora è facile dare la colpa a Dio, che ci ha messo al mondo in un fiume in piena dove pian piano tutti gli appigli crollano con noi e siamo trascinati dalla società verso un mare salato.
    Tutto vero, ma forse il vero colpevole è solo il fato o destino e nn Dio.

  4. #4
    ParallelMind
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    Sebbene possa sembrare antico e anacronistico il discorso sul fato, non esiste oltre al tempo fattore peggiore determinante per l'uomo.
    Fato e tempo sfuggono totalmente al volere dell'uomo che può solo accettarne gli scherzi e le ingiustizie.

  5. #5
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    Citazione Originariamente scritto da ParallelMind Vedi messaggio
    Sebbene possa sembrare antico e anacronistico il discorso sul fato, non esiste oltre al tempo fattore peggiore determinante per l'uomo.
    Fato e tempo sfuggono totalmente al volere dell'uomo che può solo accettarne gli scherzi e le ingiustizie.
    Quant'è vero,abbiamo l'illusione di decidere noi,in realtà non controlliamo niente!!!

  6. #6
    ParallelMind
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    Citazione Originariamente scritto da SALLY Vedi messaggio
    Quant'è vero,abbiamo l'illusione di decidere noi,in realtà non controlliamo niente!!!
    l'illusione del controllo è una fissa dell'uomo da tempo immemore
    Guarda gli animali in natura, loro non hanno orologi e non hanno pretese di governare il mondo e gli esseri viventi
    si lasciano andare al corso degli eventi e chissà che nn vivano meglio alla fine

  7. #7
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    Citazione Originariamente scritto da ParallelMind Vedi messaggio
    l'illusione del controllo è una fissa dell'uomo da tempo immemore
    Guarda gli animali in natura, loro non hanno orologi e non hanno pretese di governare il mondo e gli esseri viventi
    si lasciano andare al corso degli eventi e chissà che nn vivano meglio alla fine
    Infatti....vivono,il qui e ora...non si pongono il problema della morte e tanto meno dell'immortalità,non desiderano..e già questo li salva,fanno parte di un ciclo e adempiono alla loro sorte naturale....direi che gliel'abbiamo rovinata noi...dopo aver rovinato la nostra.

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