Razumov è uno studente di San Pietroburgo; senza famiglia, privo di legami politici il suo obiettivo è studiare e farsi una posizione nella società.
Un giorno, suo malgrado, si trova a dare rifugio a un compagno di studi, Haldin, coinvolto in un assassinio politico. Inizialmente Razumov pensa di aiutarlo, poi spaventato, lo denuncia alla polizia.
Razumov verrà poi utilizzato come infiltrato in un gruppo rivoluzionario russo che opera a Ginevra, qui incontrerà la madre e la sorella di Haldin e l'amore per quest'ultima lo porterà ad un desiderio di riscatto ed espiazione.
Un romanzo che mi ha lasciato piuttosto indifferente e che quasi mai mi ha veramente coinvolto. La parte riuscita meglio è la prima, quella in cui Razumov vagando per San Pietroburgo decide di denunciare Haldin, le sue riflessioni interiori, le sue " giustificazioni " effettivamente appassionano.
Dalla seconda parte in poi mi è sembrato diventare scontato e troppo monotono, viene a mancare quell'analisi più approfondita del riscatto di Razumov, quel pentimento che emerge solo dalle ultime pagine.
Non dico che pretendevo di avere un'analisi alla " Delitto e Castigo ", ma certamente un maggior coinvolgimento emotivo