Il romanzo segue le vicende parallele di Roberto Vandelli e Antonio Santi, due ragazzi cresciuti nel quartiere del Giambellino a Milano, ma che hanno scelto due strade completamente diverse. Roberto ha infatti deciso di dedicarsi al crimine e diventare il capo bandito migliore di Milano, Antonio invece entra in polizia per poter combattere il crimine, far rispettare la legge e diventare come il suo mentore, il commissario Nicolosi.
Attraverso gli anni 60 e 70, in una Milano segnata dalle rapine e dalla contestazione operaia e studentesca si muovono quindi Roberto e Antonio entrambi con l'obiettivo di una vita migliore e di essere i più bravi nella loro professione.
Nonostante stiano su barricate opposte la parte interessante del romanzo è che Roversi li rende più simili di quanto all'apparenza sembrino : entrambi capaci d'amore, entrambi pronti a distrarsi e divertirsi quando possono, penso al capitolo in cui sono descritti mentre seguono lo sbarco sulla Luna o la vittoria dell'Italia nella semifinale contro la Germania al mondiale in Messico ( il mitico 4 - 3 )
Intorno ai due protagonisti si muovono altri banditi che segnano il destino di entrambi, molto interessante la descrizione del periodo della contestazione studentesca e i contrasti di idee che caratterizzano quegli anni.
Un altro aspetto che ho particolarmente apprezzato è l'abile descrizione che Roversi fà della Milano di quegli anni, facendo emergere quartieri storici ( Giambellino, Niguarda, Comasina ) che nel bene e nel male hanno segnato le vicende della città, riesce a far sentire l'odore della strada e a dare di Milano l'aspetto ( anche se più in piccolo ) di una New York o una Chicago
Davvero una piacevole sorpresa e sicuramente leggerò acora qualcosa di questo autore