No One Belongs Here More Than You è il primo (ed unico per ora) libro dell'artista 'epifanica' Miranda July. Come il critico (ed il filosofo) ci insegnano, l'arte contemporanea è spesso volta alla ricerca di epifanie, visioni altre, piccoli eventi che ci portano a spostare il nostro punto di vista sulle cose. Esattamente quello che cercano di fare (nel mio caso ci riescono) questi racconti teneri e sognanti. Viene in mente la Yoko Ono di Grapefruit e c'è da ammettere che questa omologia rivela i limiti della July che qualche volta potrebbe scadere nella retorica infantilista (a differenza delle sempre troppo sottovalutata (ed artisticamente grandiosa) Yoko).
(La versione oringinale è molto più bellina di quella italiana della Feltrinelli).

July: “Are you angry? Punch a pillow. Was it satisfying? Not hardly. These days people are too angry for punching. What you might try is stabbing. Take an old pillow and lay it on the front lawn. Stab it with a big pointy knife. Again and again and again. Stab hard enough for the point of the knife to go into the ground. Stab until the pillow is gone and you are just stabbing the earth again and again, as if you want to kill it for continuing to spin, as if you are getting revenge for having to live on this planet day after day, alone.”

Ono: Hide until everybody goes home. Hide until everybody forgets about you. Hide until everybody dies."