Spesso i romanzi hanno molto tratto dalla realtà. A volte sono autobiografici. Ed altre volte gli autori sfruttano il modo di fare di persone reali per caratterizzare i personaggi della storia.
Sarà il caso de Il coniglio bianco? Beh, sicuramente la storia che sta dietro questo nuovo romanzo edito da De Agostini, ha molto della vita dell’autore…
Ecco la trama.
Jan, 37 anni, è sposato con due figli, ed è un manager bravo e strapagato. Ma è uno sfaticato.
Uno sfaccendato. Non si cura della sua impresa, una multinazionale di telefonia mobile con sede a Monaco di Baviera. Ama di più crogiolarsi tutto il giorno, piuttosto che giocare a golf o andare in vela. Nonostante ciò, è sempre alla ricerca di una via di fuga per evadere da quella realtà che gli sta stretta. Così accetta una missione in India: a Bangalore, la Silicon Valley indiana. Va tutto ok. Lui è bravo. Ma presto capisce di essere stato usato… da questo momento in poi partono intrecci politici, discussioni e lotte di potere che lo porteranno prima in Europa e successivamente a Shanghai, nel nuovo cuore dell’economia mondiale.
Il coniglio bianco è il romanzo d’esordio di Nino Treusch, un manager tedesco nato a Colonia e che ora vive negli Stati Uniti.
Si è laureato a Milano, alla Bocconi, in Marketing Internazionale. E dopo aver lavorato in Borsa e aver vissuto a Shanghai, si è trasferito a Monaco di Baviera, dove ha lavorato per un’importantissima multinazionale di telefonia mobile.
Con Il coniglio bianco, Treusch lancia anche un messaggio importante: invita a riflettere il lettore sull’uso dei telefoni cellulari che possono minare la salute di chi li usa e di chi ci sta attorno…

Sicuramente da leggere se non per l'impatto letterario ma per il tema che tratta.
Il libro è classificato come thriller ma è autobiografico e l'autore sa esattamente di cosa sta parlando.