Nello stesso istante, a migliaia di chilometri l’uno dall’altro, tre ragazzi Ryan, un americano, Morten, danese, e Milla, italiana -, entrano in possesso di una scacchiera ottagonale dall’aria molto antica. Il Guerriero, l’Arciere e il Ladro Nero sono le sole tre pedine rimaste sulla scacchiera e sembrano invitarli a fare la prima mossa. Ma appena le toccano, i tre ragazzi vengono trasportati in un mondo parallelo dove è in corso una guerra, una guerra sanguinosa e secolare che un mago ha trasferito sul tavoliere in modo che il mondo degli uomini potesse continuare a esistere. Così Ryan si accorge di essere diventato il Guerriero del Fuoco. Lui, però, non riesce a credere di essere un eroe e soprattutto che il Ladro Nero, quella ragazza dagli occhi di smeraldo e dall’aria indifesa, sia il suo più acerrimo nemico. Contro ogni regola del gioco, Ryan decide di fidarsi di quella ragazza che combatte contro il proprio lato oscuro, e scoprirà che a volte una mossa imprevedibile può cambiare le sorti di una partita.

Primo volume della saga de La Scacchiera Nera, si tratta di un fantasy per young adult scritto con uno stile molto pulito e semplice, forse fin troppo, ed anche il background dei personaggi è accennato solo quel tanto che basta a spiegarne il carattere, e nulla di più. Questa è però l’unica pecca che ho trovato, per la quale sicuramente gioca anche un ruolo importante il fatto che io non sono più un adolescente (sing!), per il resto il mio giudizio è positivo. La narrazione infatti è scorrevole, la storia sempre in movimento, i personaggi secondari non messi lì per fare sfondo ma per dare un contributo concreto al romanzo . Anche la scelta di narrare in prima persona è azzeccata, che permette all’autrice di sfruttare in maniera leggiadra l’ignoranza dei personaggi su quel mondo e sulle vicende in cui si trovano coinvolti, per svelare al lettore tanti piccoli misteri che tengono viva la curiosità per tutta la lettura. Questo fa si che chi legge si trovi calato a fianco dei personaggi imparando insieme a loro senza quasi accorgersene, rendendo il tutto molto leggero. Altro punto focale è l’affascinante lotta interiore del Ladro Nero, che cerca di ostacolare la sua natura oscura, e il rapporto di fiducia, appeso ad un filo spesso teso allo spasimo, tra quest’ultimo e il suo acerrimo nemico, il Guerriero Rosso. Personalmente lo definirei un libro interessante non tanto per la storia o il genere, che può piacere o meno, ma proprio per la bravura con cui e scritto.
Una cosa che mi ha fatto sorridere amaro, anche se non credo sia questa la chiave di lettura corretta, è: il guerriero, temerario e spavaldo, è americano, l’arciere, controllato e pacato, è danese, il ladro….italiano. Sarà un caso?