Nello stesso istante, a migliaia di chilometri di distanza, tre ragazzini entrano in possesso della Scacchiera Nera. Il Guerriero, l’Arciere e il Ladro Nero sono le sole pedine rimaste in gioco e sembrano invitarli a fare la prima mossa…
Passano solo poche ore da quando Ryan e Morten, tornati nel loro mondo, si rendono conto che Milla è ancora prigioniera della Scacchiera Nera e decidono immediatamente di ricominciare a giocare per correre in suo aiuto. Ma il poco tempo trascorso corrisponde a mesi nel mondo della Scacchiera e, quando arrivano, la situazione è disperata: nonostante i mantello del Ladro Nero dovrebbe renderla invulnerabile, Milla è stata colpita ed è in fin di vita. L’unico modo per salvarla è portarla all’Antica Tomba della sua pedina. I tre ragazzi intraprendono così un nuovo viaggio insieme in cui rischieranno più volte la propria vita.
Ma chi ha ferito Milla? E perché, pur avendone la possibilità, non l’ha uccisa? E possibile che sia l’ennesima mossa dell’Ingannatore che il Guerriero del Fuoco, l’Arciere d’Acqua e il Ladro Nero credevano ormai di aver annientato?

Secondo volume della saga La Scacchiera Nera. Rispetto al primo l’ho trovato leggermente più lento, più chiacchierato, con pause tra uno scontro e l’altro più lunghe. Essendo i personaggi maturati in questo ambito, il nocciolo della narrazione si è spostato dalle vicende tra i personaggi alla missione che devono compiere, e questo secondo me dimostra come la scrittrice abbia ben salda la storia che descrive. La lotta interiore del ladro, uno dei fulcri del precedente romanzo, è quasi assente, il rapporto ladro-guerriero matura, ma la cosa lo rende più tiepido a mio avviso, e qui mi sarebbe piaciuto se fosse stato sfruttato di più rendendolo più centrale. Non sono critiche però, perchè capisco quanto siano giuste le scelte della scrittrice. Ci sono anche novità piacevoli, luoghi caratteristici, mostri nuovi, e pure qualche personaggio che muore. Inoltre viene lasciata una traccia su cosa comparirà nel terzo libro.
Mi sono ritrovato a riflettere parecchio su questi libri, perché ho trovato le scelte fatte dalla scrittrice così azzeccate da apparire palesi. Questi romanzi mi hanno fatto capire come in base alla storia e ai personaggi si possa scegliere in che maniera narrare. Riflettendoci sono stati per me un esempio di come uno scrittore non deve piegare la storia ai suoi gusti o al suo stile ma piegare se stesso alla storia. Non credo che sarebbe stato altrettanto piacevole leggerli se li avesse scritti, per esempio in terza persona. Ora ho capito perché mi sono piaciuti anche se avevo la sgradevole sensazione di una lettura fin troppo semplice per i miei gusti “anziani”. Una scrittrice davvero brava.