Pàfrasi Tyquama ,”Unduetre...stella”, Il Castello edizioni (Foggia,2011)

Quattro passi nel margine estremo del quotidiano. Il becco giallo del grande Passero Rosso del sublime Pulp di Charles Bukowski è ad un passo da avvolgere tutti i protagonisti. I dadi lanciati sul tavolo dalle Moire -Cloto, Lachesi, Atropo, nostre signore e padrone- reclamano la parte che spetta loro, e “che sarà di me?” dice il protagonista di “Ho tremato”.

Sotto lo pseudonimo Pàfrasi Tyquama si celano, nascosti, Silvia Zoletto, Elisabetta Luca, Franca Bergamin, Mauro Stocco, Paulo Tieppo, e ci guardano da una porta semi socchiusa, con uno sguardo lievemente sornione, cercando di cogliere gli effetti su di noi della loro scrittura.
Ma noi li conosciamo. Il loro stile bello ne tradisce l’ambizione e mette in un angolo lo sperimentalismo che ogni tanto si affaccia: vogliono farci cogliere i loro anni di buone letture e ci riescono benissimo.
Nel gorgo delle infinite possibilità, come quasi in un copione di Tarantino,vanno a bagnarsi tutti i protagonisti dei racconti del loro volume, in attesa del loro comune camion. Dall’evento finale dell’”Insostenibile leggerezza dell’essere” inizia questo libro, andando a ritroso, in cerca di respiri e vite.
A Pàfrasi Tyquama, infatti, possiamo perdonare qualche piccolo intellettualismo che distoglie lo sguardo del narratore dalla visione acre della vita, dalla piu’ piena prossimità con le cose(vorremmo sentire l’odore della carne e della gomma bruciata, la brutalità dell’abbattersi del dolore sui corpi, le parole e i termini pesanti, l'indifferenza dei professionisti, lo strappar via tutto il superfluo, le unghie piantate sulla schiena delle cose, l’andare all’essenza piu’ cruda , lo scrivere come getto emozionale, come ne “La Vertigine” prima del ma “è già buio”, e “ mi hanno chiamata per il riconoscimento ufficiale”), ma è veramente una bella prova narrativa di una giovane scuola creativa veneta.
Li attendiamo ancora, ad altre prove, con lo stesso coraggio, e le stesse qualità, magari a ripartire dalle montagne sopra Scutari.
V.A.