Raccolta di brevi racconti che trattano del tema dell'amore; la scelta venne fatta dallo stesso Tozzi poco prima della morte ed è edita per i tipi della Passigli (si trova in numerose copie alla Mel Bookstore di bologna).
Il racconto che maggiormente riflette la poetica tozziana degli altri più noti testi è "La vendetta", in cui ritroviamo tutti gli spunti consueti del Nostro, cioè l'incapacità di comprendere gli altri, la pesantezza della realtà, la personalità come delirio ininterrotto. Gli altri racconti sono invece meno consueti rispetto alla produzione precedente, in particolare il malinconico Campagna Romana, dove Tozzi dipinge con veloci pennellate alcuni giorni di vacanza della sua giovinezza o La gallina disfattista, dove emerge un inedito Tozzi comico (non esilarante a dir la verità).
Mentre questi due ultimi racconti ricordano il Fucini de Le veglie di Neri, l'ultimo racconto è schiettamente tozziano e cioè La capanna: viene qui analizzato il rapporto con il padre, tematica già presente nelle operi precedenti del Nostro, con la forte carica di inquetudine che lo caratterizza.
Lettura gradevole per gli appassionati di Federigo Tozzi, sebbene non all'altezza della raccolta "Giovani" o di "Bestie"
Voto: 7/10