Avete mai visto un bambino o un ragazzo autistico, chiuso nel suo mondo e indifferente agli stimoli esterni? Io sì avendoci lavorato, e so per esperienza che arrivare a quella piccola torre d'avorio che è la loro mente, il loro corpo e il loro spirito è un'impresa spesso difficile.

Questo libro è scritto da un'autistica (ad alto funzionamento, con capacità quindi di migliorare in modo significativo la sua capacità di muoversi nel mondo)
La Grandin ci illustra quindi i suoi progressi fino a che non diventa programmatrice di macchine per macellare gli animali.
Tra le tante cose che questo libro ci insegna è che gli autistici tendono a pensare in immagini reali; ad esempio un insieme di cavalli avrà come rappresentante della categoria (l'universale della cavalla, la cavallinità, l'idea di cavalla) una ben precisa immagine di un cavallo e sempre e solo quello la rappresenterà)

Noi di solito quando utilizziamo concetti astratti (come la cavallinità) non associamo un'immagine mentale fissa e immutabile per la categoria, la Grandin sì e questo le permette di usare normalmente il processo di cognizione.
Ciò si può applicare nella didattica speciale con gli autistici non ad alto funzionamento, mettendo a punto una comunicazione per immagini, cioè una comunicazione che avviene scambiando cartellini con sopra scritte azioni e immagini e con una figura come sfondo al cartellino.
Nel mio caso posso testimoniare che questo metodo basato sulle immagini comporta dei miglioramenti nella comunicazione tra l'alunno e gli insegnanti, anche se va applicato da caso a caso e non può comunque fare miracoli.
Voto del libro: 7/10