Alla festa per l’insediamento del console Metronio, Publio Aurelio incontra due amici di gioventù: Valerio, comandante delle legioni di Oriente, e lo squattrinato Antonio Felice. Quando Antonio viene pugnalato nella Suburra, con i suoi vestiti addosso, il senatore capisce che qualcuno lo vuole morto. L’attentato pare connesso con la misteriosa scomparsa, avvenuta vent’anni prima, del comandante presso cui il giovane tribuno Publio Aurelio prestava servizio in Germania e con un ciondolo d’oro a forma di ape. Non manca una catena di incendi dolosi che devasta le case popolari dell’Esquilino, mettendo a dura prova l’abilità dei coraggiosi vigiles nocturni (tra i quali il solerte e infaticabile Mummio Vero, pompiere con ambizioni di “sbirro”). Attorno al senatore, deciso a trovare l’assassino, si aggirano molti personaggi ambigui...

Anche questa presentazione è della Feltrinelli. Questo è stato il secondo libro dell' investigatore Aurelio che ho letto, ma non ha raggiunto i toni e l'originalità del precedente Cave Canem.