TRAMA:
"Pigmeo" è una commedia dark che parla di terrorismo e razzismo. Il protagonista è un tredicenne straniero che approda negli Stati Uniti nell'ambito di un programma di scambio studenti e finisce in una classica famiglia middle-class, bianchissima, felicissima (e cristianissima) che vive in un altrettanto classico, altrettanto middle-class, altrettanto bianco, felice (e cristianissimo) sobborgo sperso da qualche parte nell'immensa provincia americana. La permanenza dovrebbe durare sei mesi e il nostro "eroe" è in compagnia di un'altra dozzina di ragazzini simili a lui spediti negli Usa a vivere in tipiche famiglie locali. Il problema è che "Pigmeo" viene da un non meglio identificato paese totalitario ed è un terrorista, addestrato fin dalla più tenera età alle arti marziali, alla chimica e all'odio assoluto per gli Stati Uniti. A guidare il suo comportamento sono citazioni di "grandi uomini" come Hitler, Pinochet, Idi Amin etc. etc. Pigmeo vuole sfruttare i suoi sei mesi di soggiorno per creare un progetto in grado di superare le qualificazioni per il Concorso Nazionale di Scienze. Se ce la farà, potrà andare a Washington per le finali, portando con sé il suo interessante piano, che dovrebbe provocare la morte di milioni di persone. Attraverso lo sguardo di Pigmeo - obnubilato dalla propaganda e dalla paranoia - scopriamo tutto l'orrore dell'America di oggi, con la sua xenofobia, il suo soffocante fondamentalismo religioso, l'onnipresenza dei media e della violenza.

Letto in viaggio mesi fa, qui la feroce critica a lo stato, alla religione e alla società risulta più palese ed evidente attraverso gli occhi e la parlata di questo piccolo personaggio venuto da chissà quale parte del mondo con la precisa missione di annientare l'intero sistema americano. Un terrorista bambino e la sua banda impegnati in un complotto mondiale capace di scatenare incastri e vicissitudini inimmaginabili: preti pedofili, ragazzini che ragalano vibratori alle proprie madri per Natale, virus letali, adolescenti infoiati, amore e odio. Palahniuk descrive il romanzo con queste parole: "In realtà è una commedia, romantica per giunta". E la bellezza dell'opera sta nel fatto che, ha ragione!
Consigliato e attuale!